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April, 2007 Pietre di IcaLe pietre di Ica
La scopertaJavier Cabrera sostenne nel 1966 di aver ricevuto in regalo una pietra da un contadino locale. Sulla pietra era incisa la figura di un pesce, che non aveva nessun significato per molti del villaggio; ma Cabrera sostenne che l'incisione sulla pietra era quella di un pesce, l'agnathus, appartenente ad una specie estinta da tempi immemorabili. Sempre secondo il dr. Cabrera, altre 205 pietre descrivono una parte della metamorfosi di questo pesce. Disse di averne successivamente acquistate diverse dallo stesso contadino, che affermò di averne raccolte molte altre dalla riva di un fiume dopo una alluvione. La provenienza reale delle pietre è rimasta sconosciuta, e nessuno (tranne forse Cabrera) conosce il luogo da dove sarebbero state raccolte. La raccolta del Dr. CabreraCabrera raccolse moltissime di queste pietre, e rivelò della loro esistenza alla comunità archeologica. Le loro incisioni furono subito riconosciute come fuori dal comune: alcune riprendevano uomini che combattevano con dinosauri, uomini con telescopi e che eseguivano operazioni con attrezzature chirurgiche. Su altre erano incisi mappe di continenti sconosciuti. Diverse pietre furono inviate in Germania per verificare la loro datazione, punto cruciale perché le pietre sembravano più vecchie dei più antichi esemplari di homo sapiens conosciuti. Il totale delle pietre raccolte varia a seconda delle fonti di informazione da 11.000 a 20.000 esemplari. Gli esami effettuati hanno dato risultati contrastanti: alcune sono state riconosciute come autentiche, e datate consistentemente attorno ai 12.000 anni. Altre, come una pietra analizzata dal ricercatore spagnolo Vicente Paris, hanno rivelato segni di abrasioni e lavorazioni recenti. La datazione non è comunque affidabile, dato che l'unico modo per stimare l'età di questi reperti (inorganici, quindi non adatti alla verifica con Carbonio 14) è l'analisi degli strati geologici del ritrovamento: essendo stati rimossi dalla posizione originale ed essendo ignoto il luogo della scoperta, non è possibile datare questi artefatti, nè verificare l'affidabilità delle parole di Cabrera. Inoltre si è venuto a sapere, ed è stato ammesso da Cabrera stesso, che molte delle pietre provengono dal campesino Basilio Uchuya, famoso per falsificare pietre antiche e produttore di souvenir venduti nelle bancarelle di Ica. Pare quindi che pietre autentiche siano state mescolate a dei falsi. A questo fatto viene generalmente obiettato che il grande numero di pietre e la varietà di incisioni rende difficile credere che pochi falsari abbiano potuto produrle tutte. L'opinione del CICAPAltri ricercatori del CICAP argomentano che in 40 anni ci sono 14600 giorni, e che più di un campesino ha ammesso di averne fabbricate, ponendole poi in un gallinaio per dargli una patina d'antichità. Inoltre, sempre secondo ricercatori del CICAP, la qualità e lo stile delle incisioni cambiano col tempo dei ritrovamenti. Ossia i dinosauri del 1966 sono fatti più approssimativamente di quelli recenti, e lo stesso fa il metodo di incisione: migliora col tempo dei ritrovamenti. Entrambi questi fatti sarebbero incompatibili col ritrovamento casuale di pezzi appartenenti ad un unico periodo storico. Pietre eccezionaliTra le pietre individuate ve ne sono alcune pesanti 500 kg. Fra i sostenitori della loro autenticità c'è chi si domanda : "Ve lo immaginate un falsario che falsifica una pietra di 500 kg per venderla ai turisti ?". Tra di esse vi è una serie di 205 pietre che secondo i sostenitori della tesi può essere identificata con una sequenza illustrativa del ciclo vitale dell’Agnathus, un pesce preistorico che visse sul pianeta 300 milioni di anni fa circa. Il caso è controversoA tutt'oggi il caso resta controverso, anche se secondo il giornalista Mauro Paoletti erano conosciute fin dal 1626, nelle cronache dello spagnolo Pedro Simon che "Noticias Historiales", conservato nella Biblioteca Nazionale di Parigi, fatto che dimostrerebbe l'autenticità di alcune di queste pietre. Comunque il Dr. Cabrera non ha mai rivelato da dove le pietre provengono con esattezza; ciononostante molti continuano a sostenere l'autenticità delle stesse. Altri esami sono in corso in varie parti del mondo, e forse si arriverà ad una soluzione in futuro. TrackbacksWeblogs that reference this entry
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