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November, 2007 intro.
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October, 2007 Mysteries and MagicIl Rede Wiccan
In totale fiducia e amore, la legge Wiccan devi seguire. Vivi e lascia vivere, leale nel dare e nel ricevere. Quando tre volte il cerchio hai tracciato, il male al di fuori è confinato. Il tuo incantesimo è sigillato, se con la rima lo hai legato. Lo sguardo sereno, leggero il tocco, ascolta molto e parla poco. In Deosil, se la Luna sta crescendo, la Runa delle Streghe vai cantando. In Widdershins con la calante Luna, del bando canta la Runa. La Luna nuova onora, baciando due volte la mano alla Signora. Per avere buona Fortuna, esprimi i desideri quando è Piena la Luna. Se il vento del Nord porta tempesta, abbassa le vele e in casa resta. Se il vento dal Sud soffierà, l'amore sulla bocca ti bacerà. Se il vento dall'Ovest si è alzato, non trova pace chi è trapassato. Da Oriente il vento porterà aria di festa e novità. Nove ceppi nel calderone porrai, veloce e piano li brucerai. Il Sambuco sia l'albero della Signora, non bruciarlo o maledetto tu sia ora. Quando la ruota comincia a girare, i fuochi di Beltane inizia a bruciare, quando la ruota a Yule giungerà, accendi il ceppo e il Cornuto regnerà. Una pietra nella corrente è lanciata da chi desidera verità svelata. Dalla Signora tu sia benedetto, se fiori e selva tratti con rispetto. Quando è vera la tua necessità, non badare all'altrui avidità. Se con lo stolto il tuo tempo hai buttato, fra i suoi amici sarai annoverato. Alla Legge del Tre devi badare, tre volte nel bene, tre volte nel male. Quando la sfortuna ti segna una stella blu sulla fronte disegna. In amore sii sempre vero, se vuoi che il tuo amante sia sincero. Della Wicca il Rede è uno: "Fai ciò che vuoi, finché non nuoce a nessuno!" Il Rede Wiccan, ossia le linee guida morali per il comportamento di chi segue questa religione, esiste in diverse forme, a seconda della tradizione o della congrega che si voglia esaminare. Le differenze tra queste forme sono però di dettaglio, laddove la sostanza consiste nella formula, uguale per tutti, “An it harms none, do as thou will”, tradotta in italiano con “Se non fa male a nessuno, fa ciò che vuoi”.
Questa espressione è tuttavia elementare solo in apparenza, e molto spesso trae in inganno il lettore superficiale che la interpreta con “fai come ti pare”, questo in seguito anche ad una certa ambiguità della lingua italiana. Vale pertanto la pena di esaminare con un po’ più di attenzione il Rede: cominciamo dalla prima parte: -“Se non fa male a nessuno”. Questa frase va intesa nel modo più esteso possibile, vale a dire dobbiamo parlare di “male” in senso non solamente fisico, ma anche psicologico, psichico e spirituale; parimenti nessuno deve essere considerato un termine inclusivo non soltanto di altre persone, ma deve comprendere sé stessi, gli animali, le piante, l’ ambiente che ci circonda, dal momento che noi riconosciamo la presenza del divino in ogni cosa. Questo rende evidente come sia impossibile seguire alla lettera il Rede sempre, dal momento che la nostra vita dipende comunque da una serie di morti, dal momento che dobbiamo nutrirci. L’ invito quindi è ad essere sempre attenti alle responsabilità che ci assumiamo con le nostre azioni, sapendo che ciò che facciamo ci ritornerà moltiplicato per tre,per il bene e per il male. -La seconda parte dice “fa ciò che vuoi”. Questo vuol dire una serie di cose: innanzitutto fa, ossia agisci. Nessuno può fare i tuoi compiti a casa: se vuoi che un qualche cosa accada nella tua vita, devi rimboccarti le maniche e darti da fare. L’ ultima parola è “vuoi”: il termine inglese, will, è più preciso, in quanto indica esclusivamente un atto di volizione, un thelema in atto, quindi non “come ti pare”, ma “come la tua volontà decide”. Inoltre la seconda persona singolare indica esattamente “come TU vuoi”: questo significa che innanzitutto bisogna che ciascuno di noi sappia esattamente che cosa realmente vuole, per poter mettere in atto le azioni necessarie a conseguire l’ oggetto della volizione e assumendosi le responsabilità relative a queste stesse azioni. Ed in un mondo di persone confuse, stordite da messaggi dei media che cercano di creare sempre nuovi bisogni ed in cui la principale occupazione di ciascuno è cercare di non assumersi responsabilità non è una cosa da poco. Vivere secondo il Rede vuol dire invece confrontarsi ogni giorno con sé stessi, scrutare a fondo nel proprio animo per scoprire che cosa è che realmente vogliamo in questa vita, che cosa dobbiamo fare per ottenerlo e quali sono le responsabilità che dovremo fatalmente assumerci per arrivare dove vogliamo, ossia, in breve, significa vivere in maniera consapevole, persone che camminano con una meta in mezzo a tanti che brancolano nel buio. Estrapolato da http://conciliodellestreghe.forumfree.net
October, 2007 Mysteries and MagicPrefazione - The Book Of Shadows -
Cara Morgana, nel nostro mondo si nascondono porte segrete…porte che aprono su sentieri magici e incantati, su mondi paralleli… porte che rivelano segreti e creature nascoste… Io, ti scrivo da una di queste, una piccola porta nascosta nel cuore della mia stanza, illuminata dalla luce soffusa di una candela , e lasciata socchiusa…nel caso qualche creatura arrivasse stanca nel mio mondo magico… Mi presento...mi chiamo Yaten, e la mia natura sembra strana da spiegare…in ogni caso,di doppie realtà,di vite parallele ne so qualcosa, perchè ogni mio giorno è un alternarsi di ego nel mio spirito...e forse, è proprio grazie a queste sfaccettature del mio Karma che riesco ad essere...così,insomma...chi mi conosce sa cosa intendo... Questa lettera la scrivo a te, ma è indirizzata a tutti gli esseri Umani...perchè oggi si da tutto per scontato,la superstizione distrugge la vera Arte e in questo modo distrugge la sua essenza e con essa...ogni suo particolare...lo dico a te lettore,e lo dico al mondo intero...apri gli occhi,non dare nulla per scontato e ricomincia a sognare...scoprirai che ciò che credevi mito o leggenda, ciò che credevi potesse esistere solo nella Fantasia più pura...in realtà è sempre stato lì davanti ai tuoi occhi...non potevi vederlo perchè non credevi potesse esistere... Ritornare alla Natura...
svuota la tua mente da ogni pensiero,da ogni pregiudizio,da ogni convinzione...ritorna alla pura Essenza del Tuo Spirito e della Coscienza...solo così riuscirai a vedere con occhi diversi ciò che prima ti appariva privo di senso,effimero,ridicolo...e per alcuni qualcosa di oscuro...
..solo allora sentirai il vento cantare...la Foresta respirare...sentirai le sue Creature, e solo allora un semplice rituale,una canto agli Dei, una danza ...assumerà per te un significato diverso...
magico forse...trascendente...
...la semplicità nel silenzio riflette la Luce Sacra dell'Infinito...
...There's Something Wicca in this World... da Yaten incantesimi
"Orsù vieni, magico essere l'eccitazione mistica devi accendere. La Magia devi praticare per poter l'arte delle streghe padroneggiare." Lady Passion
Nuovissimo spazio dedicato alla magia. Blog interamente dedicato alla pratica magica con antiche formule, pozioni e incantesimi provenienti dalle più famose e antiche civiltà del passato, e adottate dalle più famose Coven Wicca.
ANTEPRIMA DISPONIBILE: Nuovi Incantesimi saranno pubblicati a: DICEMBRE 2008
October, 2007 chatChat Room di Misteri e Magia Regole da seguire Per entrare clicca sull' icona posta quì in alto In questa mini chat potete chiedere informazioni, chiarimenti e/o discutere di argomenti inerenti al blog . L'ingresso è gratuito e con registrazione anonima (crei solamente il nickname e non verrà richiesto nient'altro) In questo spazio non saranno accettati linguaggi scorretti e offensivi e a sfondo sessuale. Pena per queste violazioni: L'impossibilità permanente di accedere alla chat Luna- EsbatLa Luna
Gli Esbat
Le celebrazioni legate alla Luna ![]() La Luna, simbolo della Madre e' anche fonte di energia che si manifesta sul mare e sulla Natura. Quando e' piena emana maggiore Energia e segna il momento ideale per i riti magici che si caricano di maggiore potere. Essendo la Luna correlata alla notte e' durante questa che si celebra la Dea, al contrario che nei Sabba il cui orario tradizionale e' mezzogiorno. Qualsiasi rito si voglia compiere si preferiscono colori argentato o bianco. Nello studio della magia bisogna dedicare molta attenzione ai cicli lunari di ogni mese. Fondamentale esporre il mazzo dei Tarocchi a nuove energie proprio durante la settimana di luna crescente ed e' praticamente d'obbligo eseguire qualsiasi operazione magica nel ciclo lunare indicato. I cicli lunari influenzano moltissimo il cambiamento delle maree, e seminare o piantare alberi, piante ed ortaggi sotto l'influenza di un determinato ciclo lunare, rende senz'altro le piantine piu' rigorose rispetto alle altre. Da non dimenticare che siamo formati dal 90% d'acqua e non solo noi, ma tutti gli esseri viventi, e' scientificamente dimostrato che i cicli lunari influenzano le maree, e dato che anche noi siamo formati da acqua, la luna influenza anche noi, ecco perché all'inizio di un oroscopo si trova a volte il nome di un ciclo lunare. Gli Esbat sono le feste della Dea che mensilmente passa attraverso i suoi tre stadi: Vergine (luna crescente): e' il periodo ideale per svolgere operazioni magiche destinate ad accrescere qualcosa per la salute, l'amore, la fortuna, il fascino, l’attrazione. Da non dimenticare l'esposizione dei Tarocchi, in questa fase, per tutta la settimana. Madre (luna piena): Consigliata per effettuare operazioni magiche a scopo benefico o per l'esposizione di cristalli, quarzi e pietre, per la loro purificazione. In questo periodo ogni attivita' magica che si esegue acquisisce maggior potere. e' anche il periodo piu' adatto per eseguire incantesimi per il controllo di se stessi e sulla fertilita'. Vecchia (luna calante): e' la fase in cui la luna decresce. Ideale per svolgere operazioni magiche di allontanamento o per eliminare malattie importanti. e' il periodo giusto per incantesimi di guarigione e per la perdita di peso. e' anche il periodo giusto per annullare incantesimi fatti contro se stessi e contro gli altri.
Caccia alle StregheCaccia alle streghe ![]() La persecuzione delle streghe: September, 2007 Il mondo dei CeltiIl Mondo dei Celti ![]() Non è semplice parlare dei Celti, in quanto si tratta di un popolo ancora oggi avvolto dal mistero. Storicamente collochiamo i Celti nel I. millennio a.C. ma le origini di questo popolo sono sicuramente molto più antiche. Geograficamente essi occupavano le zone a nord delle Alpi, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Francia (soprattutto quella settentrionale) ed ebbero contatti con i Greci e i Romani. La loro cultura era, per alcuni versi, la medesima di quella delle altre popolazioni nordiche (Germani, Vichinghi, Norvegesi), da cui ereditarono, ad esempio, l’uso delle rune. Dei Celti abbiamo poche testimonianze, alcune sono presenti nel De Bello Gallico di Giulio Cesare e in altre fonti classiche. I Celti non erano barbari, tutt’altro, erano un popolo civilissimo.
Chiunque abbia modo di avvicinarsi alla mitologia celtica (e nordica in generale) può facilmente notare che in essa vi è una certa componente notturna e tragica, per questo si parla sovente di crepuscolo degli dei. Invero il concetto di crepuscolo degli dei, presente anche nella mitologia norvegese, è ben più complesso. Il crepuscolo degli dei si definisce con la parola Ragnarok, termine composto da Ragna e Rok. Si tratta di due vocaboli islandesi traducibili con destino ineluttabile: è cioè la visione profetica della fine dell’universo, molto simile all’Apocalisse dei cristiani. Nel dodicesimo secolo gli Scaldi (poeti norvegesi) aggiunsero alcune sillabe, quindi invece di Ragnarok si ebbe Ragnarokkr, tradotta ambiguamente con crepuscolo degli dei.
Secondo
Plinio la parola druido deriva dal greco druz che significa quercia.
Gli storici hanno invalidato questa ipotesi ma non sarebbe improbabile,
visto che la quercia era ritenuta sacra. I Druidi sono conosciuti come
sacerdoti, ma invero erano molto di più: erano uomini di conoscenza,
conoscevano in particolar modo le leggi della natura e le tramandavano
all’aperto e oralmente; proprio per questo è molto complesso
ricostruire il pensiero e il misticismo dei Drudi: non ci hanno
lasciato nulla di scritto. Alcuni sostengono che i Druidi tramandavano
i loro precetti oralmente per il fatto che probabilmente non
conoscevano la scrittura ma questa ipotesi è forse falsa, perché in
Gallia c’era l’alfabeto greco e le popolazioni nordiche, come i Celti,
conoscevano anche l’alfabeto runico. Nei loro insegnamenti, i Druidi
tramandavano la conoscenza della natura, le sue energie telluriche e
cosmiche e le sue leggi. I Druidi insegnavano inoltre a venerare gli
dei a non commettere ingiustizie e a mantenere sempre una condotta
virile, così come un druido dichiarò allo storico Diogene Laerzio. La
figura dei Druidi era pregnante nel mondo celtico, infatti essi
esercitavano anche una funzione politica ed erano al vertice della
piramide sociale. I Drudi potevano possedere anche delle
‘specializzazioni’ ed essere quindi sacerdoti, astrologi, maghi, uomini
di scienza. Alcuni sostengono che i Druidi non fossero necessariamente
dei bravi astronomi ma si deve tener presente che in queste civiltà
antiche i saperi erano tutti collegati e c’era una forte coesione tra
astrologia ed astronomia, quindi un druido esperto di astrologia
conosceva sicuramente anche l’astronomia. Non a caso altre fonti
sostengono esattamente il contrario, cioè che i Druidi possedevano
larghe competenze astronomiche. L’animale più vicino ai Druidi era il
cinghiale.
Secondo
antichi storici, il Druidismo si sviluppa in Britannia ed in Gallia
dove questi uomini di conoscenza avevano una grande fama come filosofi
già dall’inizio del II sec. a.C. Abbiamo testimonianze dei Drudi da
parte di Cicerone, Giulio Cesare e Diodoro Siculo. Quest’ultimo,
parlando dei Druidi, li considera proprio dei filosofi. Periodicamente
si tenevano delle assemblee dei Druidi appartenenti a varie tribù, che
potevano essere anche in conflitto tra loro.
Conoscere la WiccaConoscere la Wicca ![]() La Wicca è la religione delle streghe, una religione che si concentra attorno al rispetto della Natura nella quale vengono riconosciuti il Dio e la Dea. Molte delle tecniche Wiccan sono di origine sciamanica, quindi può di buon grado essere definita come una religione sciamanica, anche se oggi sono state abbandonate le dure prove del dolore, e l'uso di allucinogeni in favore di canto, meditazione, della concentrazione, della visualizzazione, della musica, della danza della invocazione e del dramma rituale. Con tali tecniche spirituali la strega raggiunge uno stato di concentrazione e di elevazione spirituale. La Wicca insegna che la Natura include uno spettro di stati mentali e spirituali, dei quali molti di noi ignorano l'esistenza. Un rituale Wiccan efficace consente infatti si scivolare in questi stati consentendo la comunione con la Dea e il Dio. La wicca non vede le divinità come entità distanti, al di sopra della realtà sensibile. La Dea e il Dio sono immanenti, sono entrambi dentro di noi e si manifestano in tutta la Natura. Non vi è nulla che non sia degli Dei. Si può dire quindi che la Wicca aiuti chi la pratica nella comprensione dell'universo e del proprio posto in esso. I templi wiccan sono i prati fioriti, i boschi, le foreste una spiaggia, ogni volta che un wiccan si trova all'aperto è circondato dalla divinità. Vengono venerati il Dio e la Dea , dualisticamente (anche se non in tutte le correnti wicca) e tenendoli in eguale considerazione , essi sono affettuosi e amorevoli e non distanti ma presenti in natura. Come altre religioni anche la Wicca crede nella reincarnazione la spirale è simbolo di nascita e continua rinascita come in un vortice eterno, inoltre la Wicca utilizza magia religiosa. Attraverso la preghiera alle divinità espandono la concentrazione proiettando all'esterno le energie e col tempo esaudire le proprie preghiere. La Wicca è una religione che abbraccia anche la magia. Il punto focale della Wicca è una unione gioiosa con la Natura (non esistono dei malvagi a cui addossare le colpe dei propri fallimenti, il wiccan è responsabile delle proprie azioni che sono in armonia con i propri ideali), una fusione con gli Dei e le Dee e le energie universali che hanno creato tutto ciò che esiste. La Wicca è una personale e positiva celebrazione della vita. Festività WiccaFestività Wicca
Yule
21 Dicembre Solstizio d'Inverno
Lo Yule è un sabba che si festeggia il 21 dicembre. Cade quindi nel primo giorno di inverno, quando il Sole rinasce per riscaldare di nuovo la Terra. Molte tradizioni sono simili al Natale cristiano, ma le origini sono molto antiche. Gli antichi Egizi iniziarono a festeggiare questa ricorrenza più di quattromila anni facon una festa di dodici giorni in cui si festeggiava la rinascita di Oro, il figlio di Osiride e Iside. Dall'Egitto la festività si distribuì nei paesi vicini, in Mesopotamia, e poi In Persia e in grecia. In persia e in Grecia si chiamavano Sacaea. I romani ripresero questa festa con il nome di Saturnali. Durante i Saturnali si accendevano candele, e si celebrava con canti e banchetti il solstizio d'inverno. Da qui in poi tutta l'Europa celebrava l'inizio dell'Inverno. Yule prende il nome da una parola scandinava Jul che significa ruota. Le divinità che solitamente vengono festeggiate sono: Madre Berta, Padre Inverno, Santa Claus, Kriss Kringle, San Nicola, Re dell'Agrifoglio e re della Quercia. Le erbe utilizzate per celebrare, ad esempio per decorare le candele o per accendere fuochi profumati sono: camomilla, rosmarino, zenzero, salvia, cannella. Le wicca festeggiano decorando l'altare con un panno biancoe mettendo sul piatto delle offerte rosmarino, agrifoglio, vischio, edera, arance. Si accendono candele bianche e verdi e rosse: bianche per l'innocenza della nuova vita (il nuovo anno), il verde per la crescita e il rosso per il parto. Yule si inizia a festeggiare all'alba del 21 dicembre mangiando biscotti fatti in casa, bevendo succo di arancia e accendendo le candele. Si può anche accendere un ceppo (per chi ha il camino, io userò dei rami del mio giardino) decorato con rami di sempre verde. Lo si lascia acceso senza però farlo consumare del tutto. Il pezzetto che si lascia servirà per l'anno dopo, per accendere il nuovo ceppo.
Imbolc 2 febbraio Candelora
La Candelora (2 Febbraio) si colloca a metà tra la notte più lunga dell'Anno del Solstizio d'Inverno (21dicembre), e l'Equinozio di primavera (21 Marzo), quando la notte è lunga come il giorno. - accendere tutte le luci della casa per qualche minuto, per rischiarare la via alla primavera. Magari accendere anche una candela in ogni stanza -bruciare le decorazioni di Yule per portare fortuna all'anno nuovo Le erbe da usare sono: angelica, basilico, alloro e mirra. le Pietre: cristallo di quarzo, opale, pietra di luna, avventurina ed eliotropo.
Litha 21 giugno - Solstizio d'Estate
E' il giorno del Solstizio d'Estate o Notte di San Giovanni o Giorno di Mezza Estate. Si celebra il primo giorno dell'Estate e anche il giorno più lungo dell'anno. Non è una festa esclusivamente solare anche se prevalentemente viene festeggiato il Dio Sole in quanto il Sole raggiunge la sua massima forza. Di giorno si onorereranno il Signore e la Signora e di sera si renderà omaggio al Popolo fatato. La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile; lui è l'energia, il calore che la nutre e da loro nascerà la nuova vita. L'altare viene addobbato con : rami di verbena ed iperico, fiori di campo, frutta, un mazzo di spighe, cristalli, nastri gialli e dorati. Si usa un panno bianco o verde e si brucia l'incenso di Litha.Per questo incenso si utilizzano: camomilla, lavanda, artemisia e petali di rosa. Allo spuntare del giorno si saluta il Re Sole brindando con succo di arancia. Si possono decorare gli alberi con simboli del sole legati con nastri gialli e azzurri e si fa un falò all'aperto di quercia, iperico e abete. Si salta per la buona salute e il buon raccolto. Per il popolo fatato si brucia una candela e si lascia un piattino con vivande cosparse di miele.
Lughnasadh 31 luglio/1 agosto
La festa di Lughnasadh (o anche Lunasa o Lughnasa) viene celebrato il primo agosto nell'emisfero nord. E' il primo sabba dell'anno che celebra il raccolto, insieme a mabon e Samhain. In questa festa si celebra il sacrificio del Dio sotto forma di grano: infatti il grano nella tradizione celtica rappresenta uno degli aspetti del Dio Sole che nel suo ciclo di morte e rinascita dava nutrimento alla popolazione. Il nome del sabba deriva infatti dal nome che i Celti davano al grano, cioè Lugh. Il sabba prende anche il nome di Lammas da una festa anglosassone che fu poi cristianizzata e che si svolgeva nello stesso periodo. Il nome deriva da loaf-mass o festa dei pani ed è una festa di ringraziamento per il pane che è il primo frutto del raccolto. Un modo di festeggiarlo è infatti quello di cuocere un pane a forma di Dio e consumarlo in suo onore. Si festeggiava anche con danze e fuochi ed era una delle quattro principali festività celtiche. L'altare può essere addobbato con un panno giallo e candele verdi, gialle e arancioni. Si decora con fasci di spighe, girasoli, pannocchie e cestini di frutta e verdura. Si cuoce il pane sacro e si costruisce la bambolina che verrà consacrata per poi essere utilizzata per Imbolc.ò
Mabon 23 Settembre
Mabon è il nome usato dai Wicca per celebrare il sabbat dell'Equinozio autunnale che nell'emisfero settentrionale cade tra il 20 e il 24 settembre e nell'emisfero meridionale cade il 21 marzo. Mabon è il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio della Dea madre, Modron. Lei lo rapì e lo tenne nascosto e il mito riprende molto quello di Persefone. Equinozi e Solstizi non fanno parte dei grandi festival celtici, ma sicuramente rivestivano un ruolo importante per popolazioni con avanzate conoscenze astronomiche,
Samhain 31 ottobre/1 novembre
Col termine Samhain (pronuncia sàuin) si indica la stagione invernale ma anche la festività pagana della notte fra il 31 ottobre e il 1 novembre. I celti infatti dividevano l'anno in 4 parti: Samhain (inverno), Imbolc (primavera), Beltane (estate) e Lughnasadh (autunno). Nel periodo di Samhain erano finiti i raccolti e il terreno veniva preparato per l'inverno. Oggi la festa per la fine del raccolto viene indicata come Halloween. Un punto fondamentale di questa festa sono i falò: una volta acceso il falò di Samhain venivano spenti tutti i fuochi delle case che venivano poi riaccesi col fuoco di questo falò. In questo giorno, oltre a festeggiare la fine del raccolto e l'immagazzinamento del cibo, venivano ricordati i Morti con gloria e per questo in Irlanda veniva chiamata Fleadh nan Mairbh o festa dei morti. Era anche un periodo magico in cui non c'era più divisione tra i vari mondi e quindi il caos, i morti e il magico potevano invadere il nostro mondo. Questa visione della festa non è mai stata cancellata e anche con l'avvento del cristianesimo viene considerata una celebrazione dei morti e si pensa che le streghe siano più forti in quella notte. Prima i romani identificarono questa festa con le Lemuria, festa dei morti che però si celebrava il 13 maggio e infine il cristianesimo istituì la Festa di Ognissanti per il 1 novembre e la festa dei morti il giorno successivo. Nelle tradizioni celtiche vi sono alcuni riti con le mele: ad esempio si sbucciava la mela e più era lungo il pezzo di buccia intero, più lunga sarebbe stata la vita di colui che sbucciava. In alcune parti della Scozia si seppellivano le pietre e le si lasciavano tutta la notte: se al mattino qualcuna era stata smossa voleva dire che la eprsona che aveva seppellito la pietra sarebbe morta entro l'anno. Infine veniva preparato un piatto a base di patate, cavolo tritato e cipolla (colcannon) che veniva servito caldo e con molto burro. All'interno si nascondeva una moneta e chi la trovava poteva tenerla. Per i neopagani Samhain è uno degli otto sabbat che si celebra il 31 ottobre nell'emisfero nord e il primo maggio nell'emisfero sud. Insieme a Lammas e Mabon è una delle tre celebrazioni del raccolto e anche l'ultima in quanto segna la fine dell'anno. E' quindi considerato il Capodanno pagano Questo è un periodo di riflessione, adatto alle attività divinatorie e alla meditazione: è il momento buono per applicarci in queste tecniche o impararne di nuove. E' anche un momento in cui possiamo rivolgere un pensiero alle persone morte, per ricordarle e chiedere loro di confortarci. Dobbiamo riflettere sul significato della morte, non con paura..non come una fine ma come un nuovo inizio senza tristezza. Ecco perchè ci travestiamo e ci divertiamo. Si possono organizzare dei giochi : ad esempio afferrare con la bocca le mele nell'acqua.Si intagliano e scavano rape e zucche per poi inserirci una candela: si festeggia lo spiritello Jack ma servono anche come guida verso le nostre case per gli spiriti. Al tramonto del sole, la vigilia di samhain, si spengono tutte le luci e ci si mette davanti una candela scura o nera. pensiamo all'anno che sta per finire, ricordiamo ogni cosa buona o brutta, pensiamo ai cari sia vivi che morti e si accende la candela salutando gli spiriti e invocando la loro protezione.Con questa candela accendiamo le candele per i nostri cari che nn ci sono più e le candele nelle zucche. Si possono condividere con gli spiriti anche cibo e bevande. Infine si gira per casa con la candela nera accesa accendendo tutte le luci.Si prende una moneta e e la si lasciaun mese davanti la porta per portare fortuna alla casa. Si può ornare l'altare con una drappo nero e ghiande, mele, nocciole e naturalmente le zucche!Si può mettere anche del grano per ringraziare del raccolto appena finito.
Beltane 30 Aprile/1 Maggio Ostara 21/22 Marzo L’equinozio di primavera si festeggia il 21 o 22 marzo ed era chiamato anche "Giorno della Signora", “ Alban Eiler”, “Eostur-Monath”o “Ostara”. Maledizione della principessa di Ammon-RaLa maledizione della principessa di
Ammon-Ra
Dal 15 aprile del 1912, la possente nave conosciuta come Titanic
verrà per sempre ricordata dall'uomo. Quel giorno affondò portando con se
1498 passeggeri in seguito a uno scontro con un iceberg. Ma dietro la
disgrazia del Titanic si cela un mistero inquietante. Infatti è stato
affermato da parecchi studiosi che se il Titanic avesse virato dieci secondi
prima avrebbe sicuramente evitato la collisione, mentre se lo avesse
fatto dieci secondi più tardi avrebbe spaccato l'iceberg con la sua
robustissima chiglia riportando così dei danni meno gravi di quelli subiti.
Questo in base a calcoli e simulazioni effettuate tramite computer.Ma abbandoniamo per un attimo le congetture logiche e razionali per fare un breve viaggio nel mondo dell'irrazionale. La vera causa potrebbe risiedere in un'antica maledizione. Giungiamo dunque al Cairo nell'anno 1910, due anni prima della disgrazia del Titanic, quando un americano di cui non è noto il nome avvicinò l'egittologo inglese Douglas Murray, proponendogli l'acquisto di un prezioso reperto. Si trattava di un sarcofago rinvenuto nel tempio di Ammon-Ra, appartenente ad una principessa di rango vissuta a Tebe attorno al 1600 a. C. All'esterno del sarcofago erano raffigurate in smalto e oro, con tecnica raffinata, le fattezze della principessa. Il sarcofago si presentava in perfette condizioni di conservazione. Murray non si lasciò sfuggire l'occasione e staccò subito un assegno all'americano, il quale non arrivò mai ad incassarlo perché morì la sera stessa. Nel frattempo Murray aveva già preso provvedimenti affinché il sarcofago venisse spedito nella sua casa di Londra. Un altro egittologo che si trovava al Cairo raccontò a Murray la sinistra storia legata al sarcofago: la principessa di Ammon-Ra, conosciuta per la sua dedizione al culto dei morti, fece raffigurare sulle pareti del sarcofago ciò che annuncerebbe dunque la maledizione che si sarebbe abbattuta su chi avrebbe profanato le sue spoglie. Douglas Murray, però, si fece beffe di quella superstizione fino a tre giorni dopo, quando un fucile gli esplose misteriosamente in mano, durante una battuta di caccia lungo il Nilo. Dopo una settimana di atroci sofferenze in ospedale, il braccio rimastogli ferito dovette essere amputato all'altezza del gomito. Quello non fu che l'inizio. Durante il suo viaggio di ritorno in Gran Bretagna, due amici di Murray morirono per "cause ignote". Inoltre i due domestici egiziani che avevano trasportato la mummia fecero la stessa fine nel giro di un anno o poco più. Per Murray quel sarcofago diventò un'ossessione. Quando vi posava gli occhi, il viso modellato della principessa sembrava tornare in vita con uno sguardo che gelava il sangue. Alla fine decise di disfarsene ma una sua amica lo convinse a consegnarglielo. In poche settimane la madre della donna morì, lei fu abbandonata dal suo innamorato e in seguito venne colpita da una sconosciuta malattia da deperimento. Alla fine lasciò come disposizione testamentaria che il sarcofago dovesse ritornare a Douglas Murray. Però Murray, ormai malridotto, non ne volle più sapere e donò il sarcofago al British Museum. Anche all'interno di questa istituzione, ben nota per il suo rigore scientifico, il sarcofago acquistò un'oscura fama. Un fotografo che aveva scattato alcune foto morì sul colpo, mentre un egittologo responsabile di quel sinistro reperto fu trovato morto nel suo letto. A questo punto gli amministratori del museo si riunirono in gran segreto, votando all'unanimità di spedire il sarcofago ad un museo di New York, che aveva accettato il dono a patto che però venisse consegnato senza troppa pubblicità e con un mezzo fra i più sicuri. Il sarcofago non raggiunse mai New York, perché si trovava proprio nella stiva del Titanic quando affondò. Coincidenza? Disgrazia? O la maledizione della principessa aveva colpito ancora una volta? Un'enorme incognita rimane per adesso sospesa su queste domande, ma forse un giorno qualcuno riuscirà a trovare delle risposte concrete per svelare questo inquietante mistero. August, 2007 La Strega di BlairLa Strega di Blair Una interminabile serie di morti nel bosco di Blair
A una quarantina di miglia da Baltimora, nel 1734, nacque la piccola
comunità rurale di Blair, costituita da un'ottantina di case abitate
nella maggioranza da protestanti. Nel 1769 Elly Kedward, nota
come la strega di Blair, compare per la prima volta nell'elenco di
passeggeri imbarcati sullo "Seafarer" e diretti a Baltimora dall'Irlanda.
Nel 1785 l'intera popolazione di Blair accusa la Kedward di stregoneria: la
donna è riconosciuta colpevole di aver rapito alcuni bambini del
luogo allo scopo di berne il sangue. In una gelida notte Elly è
portata nel bosco, legata a un albero e abbandonata alla furia degli
elementi. Nel mese di novembre dell'anno successivo, tutti i bambini che si
erano detti vittime dei macabri rituali della Kedward scompaiono
improvvisamente; molti degli adulti postisi sulle loro tracce fanno la
stessa fine. MayaI Maya tra Misteri e Profezie
La cultura Maya era considerata la più importante cultura amer-indiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze astronomiche, matematiche (soprattutto per l’uso dello zero) e l’urbanistica, coniugate all’uso di un precisissimo calendario e a un sistema di scrittura dapprima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea. Geograficamente il popolo Maya occupava le zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell’Honduras e del Salvador. Quest’area è molto particolare dal punto di vista climatico e topografico in quanto va da fitte foreste pluviali ad aree di pianura eppure questo popolo riuscì a creare un grande impero con enormi città-stato. L’area dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt’oggi i resti ineffabili di questa popolazione che come le altre popolazioni precolombiane aveva un’arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione. Gli storici tendono a dividere la storia dei Maya in tre periodi:
Dei Maya si parla tanto: bravi astronomi, bravi costruttori e ci sono teorie diverse anche sulla loro scomparsa. Tra le città Maya più importanti ricordiamo nella penisola dello Yucatan Chichén Itzà che era molto probabilmente un tempio (con una fonte) dedicato a Kukulcan (o Kukumatz), ovvero IL SERPENTE PIUMATO, colui che gli Aztechi chiamavano Quetzalcoatl. Il Serpente piumato non è proprio un dio, come si sostiene. Egli era, secondo le popolazioni precolombiane, il portatore della civiltà, un uomo saggio con una lunga barba bianca che da Aztlan (che letteralmente significa la terra degli aironi), isola da cui secondo una leggenda provenivano gli Aztechi, portò la cultura e la civiltà in America Centrale. In Messico ricordiamo Palenque, nota per la sua arte e le sue sculture che hanno affinità con quelle egizie. Si sostiene infatti che possa esserci stata una relazione tra la civiltà americana e quella egizia o addirittura, come sostiene Peter Tompkins, che le piramidi di queste due culture siano state costruite dalla medesima civiltà. Uno degli elementi culturali maggiormente rappresentativi della civiltà Maya è il calendario. Invero esistono teorie divergenti a riguardo: alcune fonti parlano di due calendari: lo Ttzolkin, vale a dire il calendario sacro, e lo Haab, cioè il calendario civile; altre fonti, di contro, menzionano anche un terzo calendario, il Tun, volto ai calcoli lunghi. Il Tun sembra che venga inserito nel calendario civile, cioè sembra che sia un sinonimo per definire il calendario civile: l’uso di calcoli lunghi, infatti, si può fare solo con un calendario "lungo" che è appunto quello civile.
Lo Tzolkin sembra invece un calendario di carattere divinatorio e rituale, diviso in 13 mesi di 20 giorni l’uno, per un totale di 260 giorni. In questo calendario c’è il concetto di giorno (kin) ed esistono due tipi di grandezze superiori al giorno ma non paragonabili né alla nostra settimana né al nostro mese. Esiste comunque un nome per definire il mese nel calendario Tzolkin: uinik. I Maya avevano un certo atteggiamento nei confronti dei giorni e delle cifre: li vedevano sotto un aspetto divino. C’erano giorni considerati fausti ed altri considerati infausti. Di riflesso alcune decisioni pregnanti venivano prese esclusivamente in determinati giorni. Il secondo calendario, lo Haab, era invece di 360 giorni più 5.
Lo haab corrispondeva all’anno solare. I Maya erano a conoscenza del fatto che l’anno solare fosse di 365, 242 giorni e decisero di correggere questo errore, così crearono questo calendario dividendolo in 18 periodi (pop) ognuno di 20 giorni che andavano da 0 a 19. L’ultimo giorno di un mese (contrassegnato dal numero 0) era il primo giorno del mese successivo. Alla fine dei 18 periodi ne veniva aggiunto un altro, composto solo di 5 giorni. Questo periodo era denominato uayeb ed era considerato nefasto. Come abbiamo potuto constatare anteriormente, i Maya conoscevano lo zero. Questo popolo calcolava con un sistema vigesimale, cioè in base 20. Dopo un periodo in cui usarono i geroglifici, i Maya adottarono un sistema di numerazione punto e linea. I punti segnavano i numeri dall’1 al 4, mentre la linea corrispondeva al 5. Lo zero veniva rappresentato con un simbolo a forma di occhio. Il loro sistema era additivo ma anche posizionale, dunque i Maya erano abili nello scrivere numeri di ogni valore. Tra i glifi ritrovati e tradotti ve ne è uno che esprime la fuoriuscita del sangue. I Maya erano soliti fare dei sacrifici cruenti che riguardavano precipuamente re e sacerdoti che dovevano evolversi ed avere in visione il Serpente sacro ed erano soliti praticare anche degli autosacrifici. L’autosacrificio era diverso per gli uomini e le donne: gli uomini dovevano perforarsi il pene con spine o oggetti aguzzi di ossidiana e dovevano inserire nei fori praticati degli steli di paglia; le donne, per converso, dovevano perforarsi la lingua e le labbra. Il rito cagionava uno stato di trance, dovuto anche all’utilizzo di determinate sostanze. La trance a sua volta declinava nella visione del Serpente sacro.
I Maya credevano che il sangue fosse un mezzo per creare un collegamento tra mondo superiore e mondo inferiore, era cioè una chiave per arrivare al divino. Il sangue e l’acqua venivano considerati le basi della vita. Alcuni elementi iconografici utilizzati per indicare il sangue coniugano la presenza di questo elemento con la rappresentazione delle perle. I Maya sotto l’aspetto religioso e spirituale adoravano nello Yucatan un cosiddetto Essere Supremo, creatore del cielo e della terra (paragonabile forse al nostro Dio) chiamato Haunab Ku, ed altre divinità, tra cui:
Nel 1517 Hernandez de Cordoba sbarcò nello Yucatan e questo suo sbarco fu esiziale per le popolazioni autoctone. Lui e gli altri invasori ebbero il loro primo impatto con costruzioni in pietra. Dopo la conquista spagnola la cultura Maya iniziò a manifestare i suoi primi segni di decadenza. All’interno dello Yucatan ci furono i primi scontri con le popolazioni indigene che inflissero perdite agli europei, tra cui la morte dello stesso Hernandez de Cordoba. Altri europei continuarono le loro azioni feroci in quelle aree. Nel 1562 il Vescovo Diego de Landa continuò in nome di Dio l’evangelizzazione e la distruzione etnica tramite omicidi, torture e distruzioni di tutto ciò che si poteva tramandare. Fu così che morirono queste civiltà ma è vero anche che tuttora la fine dei Maya rappresenta un mistero perché alcuni sostengono che i Maya in realtà si siano trasferiti in un’altra dimensione. Gli unici libri Maya che sono giunti fino a noi sono stati: il Codice Dresda, il Codice di Madrid, il Codice Grolier e il Codice di Parigi (i Codici portano i nomi delle città in cui sono conservati) e "Relacionas de las cosas de Yucatan" che è un saggio in cui Diego de Landa espone la cultura e il pensiero dei Maya nel periodo della conquista, fornendo spunti per l’interpretazione dei glifi e del calendario. Oggi gli unici discendenti originali dei Maya sono i Lacandoni. Per due secoli e mezzo i quattrocento Lacandoni hanno vissuto nella giungla del Chiapas ma oggi con i moderni mezzi di comunicazione si stanno inserendo nella cultura occidentale. Così la cultura Maya perisce di nuovo.
I Lacandoni che attualmente vivono nella foresta del Chiapas a sud del Messico venerano rovine di monumenti costruiti dai Maya dell’epoca classica. Secondo le credenze di questi discendenti quelle rovine erano costruzioni realizzate da esseri soprannaturali che loro chiamano k’hu, cioè dei. Sono cioè le case degli dei ma il nostro occhio, secondo le loro credenze, non è in grado di vederle in tutta la loro bellezza e vede solo pietre.
Oltre a venerare rovine di antichi edifici, i Lacandoni venerano anche grandi rocce in riva ai laghi e per comunicare con gli dei si servono di incensieri di terracotta. Queste usanze religiose sono le medesime utilizzate dagli antichi Maya. Durante alcuni riti religiosi i Lacandoni dipingono il viso, la tunica e l’incensiere con l’oriana, vale a dire una sostanza rosso sangue estratta dall’orellana, per richiamare i sacrifici umani praticati dagli antichi Maya nell’epoca post-classica. Come spiegato anche precedentemente, i Maya ritenevano che il sangue fosse un collegamento con il soprannaturale. Gli stessi Lacandoni asseriscono che “Il sangue degli uomini è l’oriana degli dei”: gli dei, secondo queste credenze, si diletterebbero all’odore del sangue umano. I Lacandoni portano con sé una forte credenza ereditata dagli antichi Maya, cioè quella della fine del mondo o più precisamente della fine di questo mondo, di questo tempo. Secondo i Maya ci sono state cinque ere cosmiche: 1) era dell’acqua 2) era dell’aria 3) era del fuoco 4) era della terra 5) era dell’oro Ad ogni era corrisponderebbe una civiltà. Queste ere, con le sue civiltà corrispondenti, sarebbero terminate tutte con dei cataclismi, perché la terra subisce periodicamente degli spostamenti dell’asse del pianeta. Noi ci troveremmo nell’età dell’oro (ma in realtà a proposito di queste ere vi sono teorie molto divergenti) governata dal famoso Quetzalcoatl e questa nostra era, secondo il calendario Maya, terminerebbe tra il 21 e il 23 dicembre 2012. Secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell’anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L’era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall’era dell’acquario. I Lacandoni sostengono che la fine del mondo inizierà con un’eclissi di sole che getterà la loro foresta in un buio totale. Molti Lacandoni si sono convertiti al Cristianesimo proprio perché sanno che il giorno ultimo (il xutan) sta arrivando e in quel giorno desiderano andare in cielo con Gesù. Desiderano salvarsi. “SO CHE è VICINO IL GIORNO ULTIMO, QUANDO GLI DEI CONCLUDERANNO QUESTO CICLO DEL MONDO (…) MIO NONNO DICEVA CHE ERA ANCORA LONTANO, MIO PADRE CHE NON ERA ANCORA VICINO. MA A ME GLI DEI LO HANNO DETTO: IL XUTAN STA PER VENIRE”.
Invero altre fonti sostengono che in quella data, sempre secondo i Maya, ci sarà sì un cambiamento, ma il genere umano continuerà ad esistere: le immagini catastrofiche descritte dall’Apocalisse (termine che significa nient’altro che rivelazione) non sarebbero altro che le proiezioni delle nostre paure, perché l’era attuale è caratterizzata dalla paura. Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà, quella corrispondente all’era dell’acqua, era Atlantide, che proprio dall’acqua fu distrutta. Si sostiene che Atlantide sia sprofondata a causa di uno spostamento dell’asse terrestre circa 10.500 anni fa. Platone, nel Crizia e nel Timeo parla proprio di Atlantide, un’isola che si sarebbe trovata oltre le colonne d’Ercole (ma invero ci sono teorie divergenti su dove fosse localizzata). Partendo dai dialoghi di Platone, Marco Stefanelli, adattando un saggio di Marco di Nunzio, sostiene che si può presupporre che l’attuale America fu anticamente colonizzata dal popolo atlantideo, che era un popolo più evoluto di noi. è strano infatti che un popolo come i Maya, che non aveva molti anni di civilizzazione, raggiunse un così alto grado di evoluzione fino a costruire edifici sorprendenti. Lo stesso vale per gli Inca e per le altre civiltà precolombiane. Si può notare che le opere più maestose e misteriose come la Sfinge, le Piramidi, le statue dell’Isola di Pasqua ecc. hanno tutte una certa attinenza strutturale e ci si chiede se siano state create dai supersiti di Atlantide o addirittura se le abbiano create gli extraterrestri. Qualcuno ritiene che la stessa Atlantide possa essere stata creata dagli extraterrestri. Molti autori suggeriscono invece che gli extraterrestri abbiano fornito agli egizi e ai Maya il sistema per costruire le piramidi. Le piramidi infatti possiedono poteri particolari, ad esempio fanno vetrificare le uova … ma c’è dell’altro! I Maya avevano conoscenze superiori, ad esempio sapevano che la forma delle cose influisce sull’energia, sapevano che vi sono lunghezze d’onda che viaggiano tra gli esseri umani e che quindi vediamo la realtà materiale solo perché la guardiamo con occhi materialistici. Ciò è solo una minima parte dei misteri che avvolgono la civiltà Maya: non si sa né da dove siano venuti né dove siano finiti. Forse è vero che si sono trasferiti in un’altra dimensione …! PegasoPegaso (mitologia)Pegaso è una figura della mitologia greca. È il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito, nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un'altra versione, Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore. Pegaso viene inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all'Olimpo. Successivamente viene cavalcato da Bellerofonte, che se ne serve come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritorna tra gli dei. Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene. Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione. Sotto il nome di Pegaso sono comprese numerose figure mitologiche minori, tutte deformazioni del Pegaso greco. Nella letteratura latina, Plinio descrive come Pegasi degli uccelli dell'Etiopia con teste di cavallo. Sempre Plinio descrive sotto lo stesso nome un cavallo dotato di ali e corna. Per Giulio Solino e Pomponio Mela sarebbe invece un uccello con orecchie di cavallo. In generale, ogni figura, mitologica o araldica, corrispondente ad un cavallo alato viene chiamata Pegaso. L'idea di un cavallo alato è molto antica e proviene dall'Asia Minore. Erbario: Le Erbe MagicheErbario - Le erbe magiche
![]() In questa sezione verranno trattate le erbe in relazione alla pratica magica della Stregoneria. Ogni erba, ogni pianta, oltre le più o meno note proprietà mediche, ne ha altre a livello sottile; in base a queste, erbe e piante vengono scelte ed utilizzate in rituali ed incanti in diverse forme: intere, macinate, sotto forma di incensi e anche come oli... aggiunte alla cera delle candele o infilate in sacchettini di stoffa per diversi usi. L'utilizzo
delle erbe è una delle pratiche al contempo più comuni e più
particolari della stregoneria e anche della magia popolare, con una
storia vecchia di secoli ancora visibile nelle campagne, anche solo
sotto forma di scaramanzia (basti vedere le trecce d'aglio appese nelle
cascine) Le erbe magiche
Corrispondenze delle erbe La tabella contiene le caratteristiche di alcune piante, ma non deve essere considerata esaustiva.
Le erbe magiche
Oli essenziali La tabella, divisa per scopo, ovviamente non deve essere considerata esaustiva.
August, 2007 Erbario: ErboristeriaErbario
Erboristeria Officinale Introduzione Le piante e le erbe, in erboristeria chiamate anche droghe (con questo termine si intende la parte della pianta, corteccia, foglie, fiori, frutti o radici, più ricca dei suoi principi attivi), hanno diversi metodi di utlizzo. In questo spazio ne illustrero' alcuni.
Bisogna
pero' sempre tenere a mente che trattandosi comunque di usi medicinali,
si deve fare molta attenzione a quello che si fa, ed alle erbe che si
usano. Quindi, se siete a digiuno di questa materia, o anche solo poco pratici, evitate esperimenti e domandate consiglio all'erborista da cui vi procurerete il materiale (non raccogliete da soli le piante se non le conoscete bene: andate sul sicuro e compratele). Se poi decidete che questo campo vi piace e vi interessa, rimboccatevi le maniche ed iniziate ad informarvi leggendo e facendo ricerche su quella che e' una delle scienze piu' antiche del mondo. Prima di passare all'uso delle erbe, ci sono un ancora un paio di cose importanti da dire. Uno: anche se vi sentite attratti dai rimedi naturali, date sempre prima retta al vostro medico. Seconda cosa:
la quantita' di erbe utilizzate all'inizio deve essere minima, anche
perche' non tutti reagiscono allo stesso modo, e bisogna fare
attenzione alle eventuali intolleranze e/o allergie del nostro
organismo.
In ultimo si deve anche ricordare che
con le erbe (che non hanno la potenza del medicinale), il risultato
puo' emergere dopo un certo tempo.
Erboristeria Officinale
Metodi di Utilizzo delle erbe e delle piante INFUSO Per fare un esempio semplice e alla portata di tutti, il the e' un infuso.
Le
erbe officinali, in quantita' desiderata, vengono messe in un
recipiente adatto, come una teiera o una tazza, vi si versa sopra
l'acqua bollente, si mescola leggermente e si lascia riposare per circa
10 - 15 minuti. L'infuso è indicato per parti della pianta tenere, quali fiori e foglie. DECOTTO Si prepara mettendo le erbe in acqua fredda e portando all'ebollizione, il tutto coperto. Eventuali dolcificanti devono essere aggiunti quando si spegne il fuoco. TISANA La
tisana è una preparazione con una bassa percentuale di droga.
Mentre nel decotto se ne utilizza 3 - 5 %, nella tisana se ne usa MACERAZIONE
E' un metodo di infusione a freddo che serve per preservare i principi attivi che si altererebbero con il calore del bollore.
ENOLITI o Vini Medicinali Sono delle soluzioni ottenute per macerazione delle erbe nel vino. Le erbe devono essere spezzettate se nella forma di fiori o foglie, pestate se nella forma di radice. Una
volta che le erbe sono state aggiunte al vino, si pone il tutto in un
luogo a temperatura costante e al buio per circa 10 - 15 giorni, poi si
filtra. Usando invece l'aceto di vino rosso, si possono preparare aceti aromatici adatti a condire insalate. OLEOLITI o UNGUENTI - Uso Esterno In questo preparato si usa l'olio, che puo' essere di oliva extravergine, mais o soia
Erbe e Olio.
Questi preparati sono adatti solo per massaggi. IMPACCO - Uso Esterno Si usa del tessuto, cotone o garza, imbevuto in un infuso o un decotto, che viene poi applicato sulla parte interessata. CATAPLASMA - Uso Esterno Si ottiene mescolando polveri di erbe ed acqua (fredda o calda), fino ad ottenere una pasta densa e omogenea, che viene poi raccolta in una tela e applicata sulla parte malata. POMATE - Uso Esterno Si preparano con vaselina e/o lanolina mescolate con succhi o estratti di erbe. SUFFUMIGI - Uso Esterno
Uno
dei piu' vecchi rimedi contro il raffreddore. Si tratta di inalazioni
di vapore, a cui si aggiungono i principi benefici delle erbe messe
nell'acqua bollente. Il loro effetto e' decongestionante, balsamico e
disinfettante. Poi
ci si mette un'asciugamano aperto in testa, a mo' di tenda, e ci si
china sul recipiente a respirare il vapore per 15/10 minuti.
Erboristeria Officinale
Tempi di raccolta delle erbe e delle piante Premessa:
Prima cosa da tenere presente quando si vogliono raccogliere erbe o piante e' l'inquinamento, ormai dilagante... evitate quindi i dintorni delle strade, i corsi d'acqua inquinati (ovvero ormai quasi tutti, a meno che non siate in alta montagna) e le zone coltivate, dove possono essere stati usati pesticidi, fertilizzanti non naturali e altri prodotti chimici. Poi si deve calcolare il "tempo balsamico ", ovvero il momento in cui la pianta è più ricca dei suoi principi attivi. Esempio: le erbe aromatiche, come la Salvia, la Menta, l'Origano, il Timo, e in genere tutte quelle piante ricche di oli essenziali, devono essere raccolte prima della fioritura; questo perche', per attirare gli insetti impollinatori, questi oli vengono concentrati nel fiore a discapito della parte fogliare e vengono asportati con il polline. Ogni parte della pianta ha il suo tempo balsamico... Corteccia: Radici: Gemme: Fiori: Foglie: Frutti: Semi: Oltre questo, controllate che le erbe siano asciutte (niente pioggia o rugiada, potrebbero comprometterne l'utilizzo, facendole deteriorare rapidamente) e controllate anche di essere nella fase lunare adatta alla pianta/erba che volete cogliere... Non mischiate le piante tra di loro, e trasportatele in recipienti grandi con una buona areazione. Occhio alle piante urticanti!!! ATTENZIONE: ricordate che moltissime erbe medicinali assomigliano ad erbe velenose, quindi occorre profonda conoscenza nel raccoglierle. Se non l'avete, andate in erboristeria!!!
Per far seccare le erbe
Le
radici, le altre parti sotterranee della pianta ed i frutti possono
essere anche essicati esponendoli al calore del sole dopo averli
tagliati o spaccati per il lungo e infilati con uno spago in lunghe
collane, poi appese. Per conservarle Per queste operazioni e' consigliato il mortaio, preferibilmente in pietra, porcellana o vetro. Quelli in legno sono meno adatti in quanto difficili da pulire dopo l'uso, mentre quelli in metallo sono sconsigliati perche' le sostanze delle droghe potrebbero combinarsi con il metallo, corrompendosi. La scorta delle droghe frantumate e pronte per l'uso deve corrispondere, al più, alla quantità occorrente per una settimana, poichè la droga sminuzzata perde velocemente i suoi principi attivi. Erboristeria Officinale
Amuleti e TalismaniAmuleti e Talismani
![]() Amuleto: etimologia incerta; forse deriva dal latino amulìtu(m), derivante a sua volta dal termine "amoliri", allontanare. Talismano: Dal persiano "tilisma¯n" (pl. di tilism), e questo dal greco "télesma" 'rito (religioso)'
L'amuleto e' solitamente o un oggetto semplice, naturale (es. una
pietra) o un manufatto "artificiale" (es. un ciondolo a
forma di quadrifoglio); Ecco alcuni esempi di oggetti considerati dei classici amuleti: Coccinella (vera o sotto forma di monile) Una coccinella, se vola vicino o si posa addosso, porta fortuna e denaro (se non viene scacciata o infastidita). Per lo stesso motivo si indossano monili con la sua forma.
Portafortuna d'eccellenza, molto diffuso nell'Italia meridionale. Protegge dal malocchio, dalle invidie e dai tiri mancini. Quello classico e' rosso e dovrebbe essere fatto a mano.
Se appeso alla parete, o da qualche altra parte, deve avere le estremità rivolte verso l'alto. Toccarlo porta fortuna e soldi. Non deve essere nuovo, ma perso dal quadrupede. Si dice che se proviene dagli zoccoli posteriori, porti sfortuna: "Ferru davanti a casa va avanti, ferru d'arréri a casa va d'arréri" (Pitrè)
Per la longevità, la salute e la fertilità.
Mano (monile)
Ce ne sono con diverse posizioni delle dita:
Contro il malocchio. Viene anche considerato efficace nel prevenire in particolare gli incidenti.
sotto forma di braccialetto, con chiusura d'oro, tiene lontane le malattie.
Aiuta a trasformare i sogni in realtà.
E' il portafortuna per eccellenza. Trovarne uno indica che la buona sorte e' dalla propria parte.
una ruota di carretto come "ornamento" casalingo aiuta a far girare la sorte all'occorrenza. Se tutto va bene, non si deve toccarla: se le cose vanno male, farla girare aiuta il cambiamento.
Altro "oggetto" considerato un grande portafortuna. Pietre e CristalliPietre e Cristalli
![]() Le pietre e i cristalli, possiedono un fascino tutto loro. Da sempre l'uomo ne' e' rimasto incantato, e con il tempo, ha imparato ad apprezzarle anche oltre il puro lato estetico. Con l'avvento delle scienze moderne, questo utilizzo e' andato sempre piu' scemando, venendo relegato nel mito e nella leggenda... se non direttamente nella superstizione. Ma nella pratica dell'Arte, le particolari qualita' delle gemme, prezioso dono della natura, non sono mai state dimenticate, ne' ignorate. Certo non tutti vi ricorrono, ma la loro importanza in magia e stregoneria e' sempre riconosciuta. Possono essere utilizzate da sole, in forma grezza o lavorata, come amuleti e talismani, incastonate o libere, e per molteplici scopi, che vanno dalla meditazione, alla purificazione, alla protezione. Chi le conosce, sa che molto spesso sono loro stesse a scegliere noi, per simpatia o per necessita' nostre inconscie. Per cui se ne state oservando una, e ve ne sentite attratti... non pensateci troppo sopra, e (se e' in vendita ovviamente) portatela via con voi. Per ultimo, permettetemi due note: 1) E' consigliato purificare periodicamente le pietre, per eliminare le possibili negativita' accumulate, e per aiutarle a rigenerare le proprie qualita' ed energie. 2) Perche' siano veramente efficaci, e' sempre meglio che siano a
contatto con la pelle. Se decidete di farle incastonare, tenetelo
a mente.
Pietre e Cristalli - Purificazione
Ci sono diversi metodi per purificare le pietre, alcuni specifici, altri utilizzabili generalmente con qualsiasi tipologia di pietra. Normalmente le pietre andrebbero purificate periodicamente, in modo da 'ripulirle' dalla negativita' e dalle impurita' che hanno raccolto nel tempo e con l'uso. Altrettanto di consueto si dovrebbero 'pulire' le pietre appena acquistate, in modo che siano libere da ogni precedente influenza.
Premetto subito che e' sconsigliato mettere le pietre a contatto con il sale: per quanto questo sia un ottimo mezzo di puriicazione, risulta deleterio per l'integrita' della vostra pietra o cristallo. Il sale infatti puo' infiltrarsi nelle microfratture della pietra, rovinandola o rompendola. Precisato cio, passiamo agli altri metodi.
Ponete le vostre pietre sotto l'acqua corrente per diversi minuti,
lasciando che questa scivoli via portandosi dietro tutte le impurita'.
L'ideale sarebbe farlo in un ruscello o un torrente' cosa pero' non
sempre fattibile per molti.
In giardino, se l'avete, o altrimenti in un vaso, seppellite la vostra pietra e lasciatela scaricare per alcuni giorni. Al termine, lavatela, asciugatela e riponetela al suo posto.
Questo metodo va bene per la 'pulizia' periodica. Esponete la vostra
pietra alla luce solare, avendo cura di metterla in un luogo dove
nessuno la possa toccare, e lasciatela li' tutto il giorno. Al tramonto
ritiratela.
Purificazione con i quattro elementi Questo rituale e' particolarmente adatto se la purificazione avviene per la prima volta. Sul vostro altare, fisso o provvisorio che sia, ponete a nord della
terra fresca (puo' essere in un contenitore o direttamente una pianta
in vaso). A est mettete dell'incenso, a sud una candela e a ovest
l'acqua, nella coppa magari. Quando siete pronti, prendete la pietra e mettetela nella terra,
fino a coprirla. Mentre e' sepolta, esponete il vostro intento. Dopo qualche minuto ritirate la pietra e passatela piu' volte nel
fumo dell'incenso, in senso antiorario. Ora passate la pietra sulla fiamma della candela, e ancora ripetete: Con il Fuoco sii purificata In ultimo, ponete la pietra nell'acqua per qualche minuto, mentre
per l'ultima volta dite: Con l'Acqua
sii purificata
Al termine, ritirate la pietra, asciugatela in un panno nuovo, e
trattenetela tra le vostre mani. A questo punto la pietra e' purificata
e pronta. Se pero' lo ritenete necessario, potete ripetere l'intera
operazione piu' volte di seguito. Tabella descrittiva delle pietre, in ordine alfabetico.
August, 2007 AltareL'altare è uno spazio Sacro. Il vostro spazio sacro.
Può essere di qualsiasi materiale (meglio se naturale), come pietra, legno,
vetro o metallo. La forma non e' importante, basta che abbia una superficie
abbastanza larga perche' possiate appoggiarvi i vostri strumenti. Qui di seguito vediamo brevemente un esempio per la disposizione degli oggetti per un altare secondo la tradizione Wiccan. Altare semplice
Immaginate lo spazio dell'altare suddiviso in tre aree: destra, sinistra e centro. La parte destra e' quella "riservata" al maschile, quindi a tutti gli oggetti corrispondenti, come l'Athame, l'incenso, la bacchetta. La parte sinistra e' quella "riservata" al femminile, quindi a tutti gli oggetti corrispondenti, come la coppa e la campana. La parte centrale e' invece riservata ad entrambi, e li si possono collocare il piatto da offerta, il proprio grimorio/libro delle ombre, e tutti quegli oggetti che non hanno una collocazione precisa. I simboli delle divinita', che possono essere tanto le candele (bianca per la Dea - rossa o nera per il Dio) quanto delle statuette o un altro tipo di immagini, vanno sistemati di conseguenza con le suddivisioni sopra descritte: simbolo della Dea a sinistra, simbolo del Dio a destra. Anche eventuali ulteriori simboli degli elementi seguono lo stesso criterio, sempre in base alle relative corrispondenze. Nota: a seconda delle tradizioni possono esserci delle varianti nella disposizione o presenza di alcuni oggetti. Ad ogni modo non esistono limiti, se non di spazio, a quello che potete
mettere sul vostro altare; potete decorarlo e ornarlo con cio' che piu' vi
aggrada (modificando magari le decorazioni in base al periodo stagionale).
Potete mettere cristalli, piante, fiori, oggetti che vi sono cari, gioielli...
cosa volete, davvero. Prima di pensare di allestirne uno, considerate quindi tutte le eventuali interferenze o fastidi che possono derivarne. Non e' comunque obbligatorio averne uno fisso, magari modello mausoleo: basta poco, anche una mensola nella vostra camera; oppure potete tenere riposti i vostri oggetti e strumenti ed allestire l'altare a seconda dell'occorrenza o dell'occasione. Note pratiche Molti coprono l'altare con un panno; se decidete di fare lo stesso, vi consiglio di fare attenzione ai portacandele e alla cera che ne puo' colare, e di mettere sempre qualcosa di non infiammabile, magari un piattino, sotto qualsiasi oggetto che bruci, con o senza fiamma. Ultima nota per i non praticanti MAI toccare un qualsiasi oggetto su un altare. E' un'enorme mancanza di
rispetto. Gli Strumenti della Stregoneria
L'unico strumento veramente importante ed essenziale, ricordatevi, e' la Strega. Ma ricordatevi un'altra cosa importante... senza la capacita' e la tecnica, se non viene fuori una crosta e' solo un caso... Non basta avere pennelli e colori per fare un quadro. Bisogna saper dipingere. E lo stesso vale in stregoneria. Vediamo comunque alcuni strumenti.
Il pentacolo o pentagramma e' il simbolo che riunisce in se tutti gli elementi, piu' lo spirito. E' una stella a cinque punte, con una rivolta verso l'alto, racchiusa in un cerchio: La stella simboleggia anche l'uomo (se ricordate, l'uomo vitruviano di Leonardo, puo' essere racchiuso perfettamente nel pentacolo), come anche il microcosmo e il macrocosmo.Forse e' uno degli oggetti con il maggiore significato simbolico. Sull'altare (inciso o disegnato su una superfice rigida) viene a volte collocato a rappresentare la Terra, in altre viene usato come offertorio (vi si collocano sopra i doni per gli Dei). Molte streghe lo utilizzano anche come talismano, portandolo addosso sotto forma di ciondolo o monile, altre lo indossano come segno distintivo del loro credo. A differenza di quello che comunemente si pensa, quando e' rovesciato (come fanno certe persone, e sappiamo bene chi) non ha una connotazione negativa, ma simboleggia solo un differente "punto di vista" con la parte materiale a predominare su quella spirituale. In alcune tradizioni e' un simbolo di grado iniziatico.
Athame - Pugnale Non viene mai usato per tagliare, se non le erbe da utilizzare nei rituali. In quel caso viene pero' solitamente adoprato un athame chiaro, dal manico bianco. Uno degli usi per cui a volte viene impiegato, e' per spegnere le candele, dato che molti ritengono fuori luogo ricorrere alla saliva o al soffiarci sopra.
Coppa o calice E' un oggetto collegato alla Dea e all'elemento Acqua. Può essere di differenti materiali, metallo o vetro, ma alcuni la preferiscono in argento, dato che questo e' il metallo della Dea. Viene usata per il vino, o le bevande nei banchetti cerimoniali, come contenitore dell'acqua sull'altare e nei rituali di fertilita' e propiziazione. Insieme all'Athame viene utilizzata per il Grande Rito.
Bacchetta La bacchetta e' collegata all'elemento Aria, e puo' essere utilizzata per differenti operazioni. Puo' venire usata per dirigere l'energia o tracciare il cerchio. Tradizionalmente e' lunga dal gomito alle dita della mano (ma ve ne sono di tutte le misure) ed e' costruita con il legno di alberi particolari, quali il nocciolo, la quercia, il sambuco, il sorbo. Alcuni, pochi per la verita', la utilizzano anche nelle operazioni di ricerca e la rabdomanzia. La bacchetta puo' venire poi decorata come meglio aggrada, con cristalli, pietre, nastri o incisioni. Diverse streghe ne posseggono piu' di una.
Incensiere o turibolo L’incensiere rappresenta l’elemento dell’Aria, ma anche l'elemento Fuoco. Viene usato per bruciarvi l'incenso, e si differenzia in forma e materiale, anche a seconda del tipo di incenso utilizzato (grani o bastoncini).Si utilizza sull'altare, o anche semplicemente per la divinazione o la meditazione, in base all'uso dell'incenso stesso.
Scopa di saggina Si, la scopa c'e' davvero. Ma non serve per volare. Tradizionalmente e' la classica "granata" con il manico in legno e la saggina per spazzare. Il suo scopo e' quello di "pulire" dalle energie negative lo spazio sacro dove ci si appresta ad operare. Il suo simbolismo e' anche legato alla fertilita'. infatti nei matrimoni pagani, gli sposi usano saltare dall'altra parte del manico, per propiziare un'unione feconda.
Campana Le campane, o campanellini, nei rituali vengono usate per dare inizio o per chiudere un operazione. Anche questo è un simbolo della Dea e quindi come la coppa il suo materiale e' in argento. E' anche connessa all'elemento Aria.
Calderone E' il simbolo della Dea e dell'elemento Acqua. Tradizionalmente dovrebbe essere in metallo (ferro), con un'apertura piu' stretta rispetto alla circonferenza del corpo e con tre gambe (o poggiato su di un treppiede staccato). Si usa nella cucina rituale, o anche per accendervi fuochi all'interno, o per contenervi acqua ed erbe. Il suo simbolismo e' legato all'aspetto materno/fecondo della Dea, e nella tradizione celtica e' legato alla Dea Cerridwen (si pronuncia Kerridwen) e al suo calderone della saggezza.
Fasi lunari secondo le streghe - Le ore PlanetarieLe Fasi Lunari secondo le Streghe
La Luna. Fiumi d'inchiostro e di lacrime si sono sprecati, in secoli e secoli, per decantare questo pallido, argenteo lume notturno. Anche le leggende e i proverbi fioritivi intorno sono innumerevoli in tutte le culture. Ed anche noi vi prestiamo molta attenzione, piu' di molti altri. Perche' la stregoneria, come culto e pratica, e' indissolubilmente legata alla Luna. Bisogna sempre fare attenzione al momento che si sceglie per operare un rituale. Anche questo ha la sua influenza, in base alla fase lunare relazionata allo scopo che si vuole ottenere. Se ad esempio si vuole ricorrere ad un rituale di propiziazione, si attendera' la fase crescente o la luna piena. Al contrario, non si operera' per quello scopo nella fase calante, o in luna nuova, dato che questa predispone all'allontanamento e alla decrescita di qualcosa...
Piena
Calante
Nuova
Le Ore Planetarie
Normalmente, in una giornata, noi abbiamo 24 ore di 60 minuti l'una, tutte sempre uguali, ogni giorno: non consideratele troppo. Qui si parla di un differente tipo di ora. Le ore planetarie sono determinati periodi di tempo all'interno di un giorno
che ricadono sotto l'influenza dei pianeti. Questa suddivisione fa si' che l'inizio e la durata di ogni ora planetaria sia diversa da un giorno all'altro, in quanto, come detto sopra, il calcolo si effettua in base al sorgere e tramontare del sole, due momenti che variano ogni giorno per tutto l'anno. Come si fa a calcolarle Prima di tutto bisogna conoscere l'ora dell'alba e quella del tramonto
(relativa al luogo dove ci si trova) per il giorno desiderato (alla pagina 573
del televideo si puo' trovare l'orario dell'alba e del tramonto del sole e
della luna per la giornata in corso). Come si stabilisce il pianeta relativo all'ora Ogni giorno della settimana è collegato ad un pianeta: la domenica e'
dedicata al Sole, il lunedì alla Luna, il martedì a Marte, ecc. Le ore planetarie hanno inoltre un preciso ordine di successione: Quindi, prendendo in esame la domenica, come prima ora (quella che parte dall'alba) avremo quella del Sole, poi verra' quella di Venere, poi quella di Mercurio e cosi' via seguendo l'ordine fissato fino ad arrivare alla prima ora del giorno successivo (sempre collegata al pianeta giornaliero).
Tabella Ore Planetarie della Notte
Tabella Ore Planetarie del Giorno
Calendari Pagani
Calendario Arboreo Celtico Questo primo calendario, quello celtico degli alberi, e' basato sull' Ogham, antico alfabeto degli alberi in cui ogni pianta corrispondeva ad una lettera. Questo calendario ha avuto diverse interpretazioni, in cui variano i nomi di alcuni mesi.
In questo calendario i mesi sono divisi in periodi di 12 giorni circa, ognuno posto sotto l'influenza di una particolare runa.
La settimana nella tradizione nordica
Corrispondenze dei giorni della settimana nella tradizione nordica.
Giorni Lunari
Il mese lunare di 28 giorni, in questo calendario viene diviso in piu' periodi di circa 2 giorni l'uno, dedicati ad una divinita' femminile particolare. Il giorno mancante e' invece dedicato al volto oscuro della luna (novilunio) e alla Dea mascherata, che anche se presente e' invisibile.
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