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    November, 2007

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    October, 2007

    Mysteries and Magic

    Il Rede Wiccan

    http://www.freewebs.com/bearcloud/images/rede-wicca.jpg 


    In totale fiducia e amore,
    la legge Wiccan devi seguire.
    Vivi e lascia vivere,
    leale nel dare e nel ricevere.
    Quando tre volte il cerchio hai tracciato,
    il male al di fuori è confinato.
    Il tuo incantesimo è sigillato,
    se con la rima lo hai legato.
    Lo sguardo sereno, leggero il tocco,
    ascolta molto e parla poco.
    In Deosil, se la Luna sta crescendo,
    la Runa delle Streghe vai cantando.
    In Widdershins con la calante Luna,
    del bando canta la Runa.
    La Luna nuova onora,
    baciando due volte la mano alla Signora.
    Per avere buona Fortuna,
    esprimi i desideri quando è Piena la Luna.
    Se il vento del Nord porta tempesta,
    abbassa le vele e in casa resta.
    Se il vento dal Sud soffierà,
    l'amore sulla bocca ti bacerà.
    Se il vento dall'Ovest si è alzato,
    non trova pace chi è trapassato.
    Da Oriente il vento porterà
    aria di festa e novità.
    Nove ceppi nel calderone porrai,
    veloce e piano li brucerai.
    Il Sambuco sia l'albero della Signora,
    non bruciarlo o maledetto tu sia ora.
    Quando la ruota comincia a girare,
    i fuochi di Beltane inizia a bruciare,
    quando la ruota a Yule giungerà,
    accendi il ceppo e il Cornuto regnerà.
    Una pietra nella corrente è lanciata
    da chi desidera verità svelata.
    Dalla Signora tu sia benedetto,
    se fiori e selva tratti con rispetto.
    Quando è vera la tua necessità,
    non badare all'altrui avidità.
    Se con lo stolto il tuo tempo hai buttato,
    fra i suoi amici sarai annoverato.
    Alla Legge del Tre devi badare,
    tre volte nel bene, tre volte nel male.
    Quando la sfortuna ti segna
    una stella blu sulla fronte disegna.
    In amore sii sempre vero,
    se vuoi che il tuo amante sia sincero.
    Della Wicca il Rede è uno:
    "Fai ciò che vuoi, finché non nuoce a nessuno!"




    Il Rede Wiccan, ossia le linee guida morali per il comportamento di chi segue questa religione, esiste in diverse forme, a seconda della tradizione o della congrega che si voglia esaminare. Le differenze tra queste forme sono però di dettaglio, laddove la sostanza consiste nella formula, uguale per tutti, “An it harms none, do as thou will”, tradotta in italiano con “Se non fa male a nessuno, fa ciò che vuoi”.

    Questa espressione è tuttavia elementare solo in apparenza, e molto spesso trae in inganno il lettore superficiale che la interpreta con “fai come ti pare”, questo in seguito anche ad una certa ambiguità della lingua italiana. Vale pertanto la pena di esaminare con un po’ più di attenzione il Rede: cominciamo dalla prima parte:
    -“Se non fa male a nessuno”. Questa frase va intesa nel modo più esteso possibile, vale a dire dobbiamo parlare di “male” in senso non solamente fisico, ma anche psicologico, psichico e spirituale; parimenti nessuno deve essere considerato un termine inclusivo non soltanto di altre persone, ma deve comprendere sé stessi, gli animali, le piante, l’ ambiente che ci circonda, dal momento che noi riconosciamo la presenza del divino in ogni cosa. Questo rende evidente come sia impossibile seguire alla lettera il Rede sempre, dal momento che la nostra vita dipende comunque da una serie di morti, dal momento che dobbiamo nutrirci. L’ invito quindi è ad essere sempre attenti alle responsabilità che ci assumiamo con le nostre azioni, sapendo che ciò che facciamo ci ritornerà moltiplicato per tre,per il bene e per il male.
    -La seconda parte dice “fa ciò che vuoi”. Questo vuol dire una serie di cose: innanzitutto fa, ossia agisci. Nessuno può fare i tuoi compiti a casa: se vuoi che un qualche cosa accada nella tua vita, devi rimboccarti le maniche e darti da fare. L’ ultima parola è “vuoi”: il termine inglese, will, è più preciso, in quanto indica esclusivamente un atto di volizione, un thelema in atto, quindi non “come ti pare”, ma “come la tua volontà decide”. Inoltre la seconda persona singolare indica esattamente “come TU vuoi”: questo significa che innanzitutto bisogna che ciascuno di noi sappia esattamente che cosa realmente vuole, per poter mettere in atto le azioni necessarie a conseguire l’ oggetto della volizione e assumendosi le responsabilità relative a queste stesse azioni.

    Ed in un mondo di persone confuse, stordite da messaggi dei media che cercano di creare sempre nuovi bisogni ed in cui la principale occupazione di ciascuno è cercare di non assumersi responsabilità non è una cosa da poco.
    Vivere secondo il Rede vuol dire invece confrontarsi ogni giorno con sé stessi, scrutare a fondo nel proprio animo per scoprire che cosa è che realmente vogliamo in questa vita, che cosa dobbiamo fare per ottenerlo e quali sono le responsabilità che dovremo fatalmente assumerci per arrivare dove vogliamo, ossia, in breve, significa vivere in maniera consapevole, persone che camminano con una meta in mezzo a tanti che brancolano nel buio.

    Estrapolato da
    http://conciliodellestreghe.forumfree.net



    October, 2007

    Mysteries and Magic



    Prefazione

    - The Book Of Shadows -


    http://www.terradigraziafashion.com/Triskele3.jpg 

    Cara Morgana,

    nel nostro mondo si nascondono porte segrete…porte che aprono su sentieri magici e incantati, su mondi paralleli… porte che rivelano segreti e creature nascoste…

    Io, ti scrivo da una di queste, una piccola porta nascosta nel cuore della mia stanza, illuminata dalla luce soffusa di una candela , e lasciata socchiusa…nel caso qualche creatura arrivasse stanca nel mio mondo magico…

    Mi presento...mi chiamo Yaten, e la mia natura sembra strana da spiegare…in ogni caso,di doppie realtà,di vite parallele ne so qualcosa, perchè ogni mio giorno è un alternarsi di ego nel mio spirito...e forse, è proprio grazie a queste sfaccettature del mio Karma che riesco ad essere...così,insomma...chi mi conosce sa cosa intendo...

    Questa lettera la scrivo a te, ma è indirizzata a tutti gli esseri Umani...perchè oggi si da tutto per scontato,la superstizione distrugge la vera Arte e in questo modo distrugge la sua essenza e con essa...ogni suo particolare...lo dico a te lettore,e lo dico al mondo intero...apri gli occhi,non dare nulla per scontato e ricomincia a sognare...scoprirai che ciò che credevi mito o leggenda, ciò che credevi potesse esistere solo nella Fantasia più pura...in realtà è sempre stato lì davanti ai tuoi occhi...non potevi vederlo perchè non credevi potesse esistere...

     Ritornare alla Natura...
    svuota la tua mente da ogni pensiero,da ogni pregiudizio,da ogni convinzione...ritorna alla pura Essenza del Tuo Spirito e della Coscienza...solo così riuscirai a vedere con occhi diversi ciò che prima ti appariva privo di senso,effimero,ridicolo...e per alcuni qualcosa di oscuro...
     ..solo allora sentirai il vento cantare...la Foresta respirare...sentirai le sue Creature, e solo allora un semplice rituale,una canto agli Dei, una danza ...assumerà per te un significato diverso...
    magico forse...trascendente...
    ...la semplicità nel silenzio riflette la Luce Sacra dell'Infinito...
     
    ...There's Something Wicca in this World...

     da Yaten


    incantesimi


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    "Orsù vieni, magico essere

    l'eccitazione mistica devi accendere.

    La Magia devi praticare

    per poter l'arte delle streghe padroneggiare."

    Lady Passion


    Nuovissimo spazio dedicato  alla

    magia.

    Blog interamente dedicato alla pratica magica con antiche formule, pozioni e incantesimi

    provenienti dalle più famose e antiche civiltà del passato,

    e adottate dalle più famose Coven Wicca.



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    Nuovi Incantesimi saranno pubblicati a:

    DICEMBRE 2008





     












    October, 2007

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    Luna- Esbat

    La Luna
    Gli Esbat

    Le celebrazioni legate alla Luna


    Gli Esbat sono le celebrazioni legate alla Luna e quindi alla Dea e attraverso lei alla femminilita', ogni 28 giorni e mezzo vi e' una Luna piena che viene festeggiata onorando la Dea, come ogni 28 giorni si manifesta il ciclo mestruale.
    La Luna, simbolo della Madre e' anche fonte di energia che si manifesta sul mare e sulla Natura.
    Quando e' piena emana maggiore Energia e segna il momento ideale per i riti magici che si caricano di maggiore potere. Essendo la Luna correlata alla notte e' durante questa che si celebra la Dea, al contrario che nei Sabba il cui orario tradizionale e' mezzogiorno. Qualsiasi rito si voglia compiere si preferiscono colori argentato o bianco.
    Nello studio della magia bisogna dedicare molta attenzione ai cicli lunari di ogni mese. Fondamentale esporre il mazzo dei Tarocchi a nuove energie proprio durante la settimana di luna crescente ed e' praticamente d'obbligo eseguire qualsiasi operazione magica nel ciclo lunare indicato. I cicli lunari influenzano moltissimo il cambiamento delle maree, e seminare o piantare alberi, piante ed ortaggi sotto l'influenza di un determinato ciclo lunare, rende senz'altro le piantine piu' rigorose rispetto alle altre.
    Da non dimenticare che siamo formati dal 90% d'acqua e non solo noi, ma tutti gli esseri viventi, e' scientificamente dimostrato che i cicli lunari influenzano le maree, e dato che anche noi siamo formati da acqua, la luna influenza anche noi, ecco perché all'inizio di un oroscopo si trova a volte il nome di un ciclo lunare.

    Gli Esbat sono le feste della Dea che mensilmente passa attraverso i suoi tre stadi:

    Vergine (luna crescente): e' il periodo ideale per svolgere operazioni magiche destinate ad accrescere qualcosa per la salute, l'amore, la fortuna, il fascino, l’attrazione. Da non dimenticare l'esposizione dei Tarocchi, in questa fase, per tutta la settimana.

    Madre (luna piena): Consigliata per effettuare operazioni magiche a scopo benefico o per l'esposizione di cristalli, quarzi e pietre, per la loro purificazione. In questo periodo ogni attivita' magica che si esegue acquisisce maggior potere. e' anche il periodo piu' adatto per eseguire incantesimi per il controllo di se stessi e sulla fertilita'.

    Vecchia (luna calante): e' la fase in cui la luna decresce. Ideale per svolgere operazioni magiche di allontanamento o per eliminare malattie importanti. e' il periodo giusto per incantesimi di guarigione e per la perdita di peso. e' anche il periodo giusto per annullare incantesimi fatti contro se stessi e contro gli altri.


    Non dimentichiamo anche la:Fase oscura, il novilunio: e' la fase in cui la luna, trovandosi in congiunzione col Sole, rivolge alla Terra la faccia non illuminata. Periodo ideale per svolgere operazioni magiche curative dei problemi legati alla pelle oppure rituali legati alla distruzione.

    Queste feste si svolgono solitamente in luna piena per festeggiare il potere della creazione e il passaggio da fanciulla a donna. Ma non si deve dimenticare anche il lato oscuro: la luna nuova, il potere della morte. Che e' indispensabile per tornare ad avere nuova vita.

    Le lune nuove sono 13 in tutto l'anno (quindi gli Esbat sono quasi mensili) e ognuna di loro ha un particolare simbolismo.

    Gennaio: la luna del Lupo - Protezione
    Febbraio: la luna Immacolata - rinnovamento
    Marzo: la luna della Semina - Rinascita
    Aprile: la luna della Lepre - Fertilita' (Dea Ostara)
    Maggio: la luna della Coppia - Legami
    Giugno: la luna del Miele o dell'Idromele - Amore (si raccolgono erbe per talismani)
    Luglio: la luna delle Erbe - Raccolta di erbe per incantesimi
    Agosto: la luna delle Granaglie - Amore (si lanciano incantesimi)
    Settembre: la luna della Vendemmia - Celebrazione dell'uva
    Ottobre: la luna Rossa - Rinnovamento degli impegni con il partner
    Novembre: la luna della Neve - Omaggio alla Dea della Neve
    Dicembre: la luna della Quercia - Rinsaldare un rapporto

    Quando un mese ha due lune, la seconda luna piena viene chiamata "Luna Blu”. Si chiama anche Luna delle Streghe perché e' la tredicesima Luna dell’anno, un tipo di Luna “fuori dal tempo”, ossia una Luna dalla magia e dal potere straordinario.

    Caccia alle Streghe

    Caccia alle streghe

    Caccia alle streghe

    La persecuzione delle streghe:

    Le "cacce alle streghe" ebbero luogo durante due secoli e conobbero due ondate: una dal 1480 al 1520 e l'altra dal 1560 al 1650.

    Le supposte streghe (e a volte anche i loro figli, sopratutto se femmine), appartenevano per lo piu' alle classe popolari. Soltanto una piccola minoranza di loro poteva esse considerata come vere e proprie criminali (fu il caso della cosiddetta "Voisin", per esempio, prestatrice di servizi satanici per le messe nere della Marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia, al fine di assicurasi a lungo i favori del re), colpevoli di omicidi, o di malate mentali. La stragrande maggioranza era invece di ogni eta' e condizione, spesso "levatrici" e guaritrici, in un tempo in cui medicine e medici rischiavano di mandare piu' facilmente i pazienti nell'altro mondo dei decotti ed infusi a base di piante usati dall'empirico sapere tradizionale delle guaritrici. La popolazione, essenzialmente rurale, non aveva altre possibilita' per curarsi del ricorrere ai loro rimedi, meno costosi di quelli dei medici del tempo. Molte di queste streghe vennero torturate e bruciate vive. Perche' giovani, perche' vecchie, ma - secondo alcuni - soprattutto perche' donne, che sarebbe stato il piu' grande peccato rimproverato loro dalle autorita' del tempo.

    I due ultimi episodi di streghe arse vive avvennero uno nella Svizzera protestante nel 1782 e l'altro nella Polonia cattolica nel 1793.

    L'entita' della persecuzione:

    I ricercatori e scienziati stimano oggi il numero delle vittime tra 50.000 e 100.000 durante i due secoli in cui sia i tribunali dell'Inquisizione che quelli della Riforma le conducono al rogo. Non si tratta di una cifra irrilevante poiche' la popolazione europea di quei tempi non era certo quella odierna. E si tratta, per l'80% di queste vittime, esclusivamente di donne. Va notato che, paradossalmente, se e' in Italia che nasce il sintomo della caccia alle streghe con l'affare di Triora, non e' in questo paese (eccetto nel nord in Piemonte, ovvero vicino alla linea di contatto fra protestantesimo e cattolicesimo) che si scateneranno piu' violentemente queste persecuzioni, ne' quello in cui mieteranno piu' vittime. Esse saranno ben piu' numerose sia in Francia che in paesi anglosassoni quali la Gran Bretagna e la Germania.

    Se il termine genocidio puo' non apparire quello piu' appropriato, cio' non di meno si tratta di quel che oggi verrebbe chiamato "crimine contro l'umanita'".

    Lo studio delle cause:

    A differenza di quanto si creda comunemente, durante il medioevo le persecuzioni sono rivolte sopratutto contro gli eretici (Catari, Valdesi, o Albigesi). e' solo a partire dall'eta' moderna (dopo lo scoperta delle Americhe, nel momento in qui nasce l'Umanesimo e in cui la stampa appare) che incomincia questa persecuzione che alcuni non esitano a definire sessista (probabilmente l'unica del genere nella storia) e altri hanno voluto chiamare genocidio. Sembra che la paura suscitata da questa globalizzazione epocale non possa pero' essere l'unica ragione per avere demonizzato un sesso ed averlo utilizzato come capro espiatorio. Cio' non appare sufficiente a spiegare l'accanimento di una simile persecuzione.

    Se pero' si considera il fatto che, alla stessa epoca, due corporazioni lavorative stanno per avere un ruolo economico importante, quella dei medici e quella dei chierici, si capisce che le donne, che fino alla fine del medioevo godevano di una liberta' (in particolar modo relativamente all'esercizio di una professione) piu' grande di quanto si sia voluto notare, vengano minacciate di eventuali persecuzioni, convincendole così a ritirarsi tra le mura domestiche e a rinunciare ad ogni tipo di attivita' all'infuori della cura della casa.

    September, 2007

    Il mondo dei Celti

    Il Mondo dei Celti
    http://www.wicjuh.com/images/esbat.jpg


    Non è semplice parlare dei Celti, in quanto si tratta di un popolo ancora oggi avvolto dal mistero. Storicamente collochiamo i Celti nel I. millennio a.C. ma le origini di questo popolo sono sicuramente molto più antiche. Geograficamente essi occupavano le zone a nord delle Alpi, l’Inghilterra, l’Irlanda, la Francia (soprattutto quella settentrionale) ed ebbero contatti con i Greci e i Romani. La loro cultura era, per alcuni versi, la medesima di quella delle altre popolazioni nordiche (Germani, Vichinghi, Norvegesi), da cui ereditarono, ad esempio, l’uso delle rune.
    Dei Celti abbiamo poche testimonianze, alcune sono presenti nel De Bello Gallico di Giulio Cesare e in altre fonti classiche. I Celti non erano barbari, tutt’altro, erano un popolo civilissimo.


    Erano un popolo molto pacifico ed erano molto legati alla natura; questo loro aspetto viene sovente associato a quello dei nativi americani. Le donne erano molto libere e coraggiose, ci si curava con le piante, la musica, la danza, con la cromoterapia e si credeva nel potere terapeutico di determinate acque. I Celti non edificavano templi poiché per loro la natura stessa era un tempio. Boschi, alture, laghi, stagni, sorgenti erano tutti luoghi in cui ci si poteva mettere in contatto con il divino. Il luogo sacro per eccellenza era il bosco, coniugato ad un profondo rispetto per l’acqua. Essi avevano moltissime piante ritenute sacre, le cui principali sono la quercia e il vischio. I Celti associavano la quercia al principio maschile ed il vischio a quello femminile. Il vischio era sacro in quanto mettendo le foglie nuove in inverno simboleggia la rigenerazione della vita. Questa pianta simbolica è arrivata sino a noi: a Natale si usa baciarsi sotto il vischio ma noi non sappiamo il perché: il vischio era sacro presso i Celti e questa sacralità è rimasta. I Celti consideravano la natura la madre sacra di tutti i viventi. Per loro tutte le forze della natura, anche le più sconvolgenti, erano una manifestazione di quella energia che tutto crea e tutto distrugge. Il mondo dei Celti non aveva dualità, non faceva distinzione tra sacro e profano, materia e spirito, corpo e mente: tutto veniva ricondotto ad un unico principio. Inoltre nella cultura celtica non esistono miti di creazione poiché loro vedevano il divino in termini ciclici, cioè il tutto è in continua evoluzione. Il principio unico ed increato veniva designato con il termine OIW e simboleggiato con il Sole.

                                            


    La mitologia celtica ci è stata tramandata da fonti classiche e da monaci irlandesi che hanno messo per iscritto i dati tramandati oralmente: ciò vuol dire che queste informazioni possono essere state travisate. Le divinità celtiche sono molto simili a quelle greche, cambia solo il nome. Ad esempio Giulio Cesare associava il dio celtico Lugh a Hermes (che corrisponde al dio romano Mercurio). Altri personaggi numinosi furono invece assimilati dal Cristianesimo, come la dea Brigit, da cui nacqua Santa Brigida. Anche l’albero che noi addobbiamo a Natale è un ricordo delle popolazioni nordiche: il paganesimo germanico e scandinavo, infatti, comprendeva l’usanza di adornare un abete rosso con ghirlande, luci e dolciumi. La Chiesa ha cercato di contrastare questa usanza, ma invano. Ci sono comunque altre analogie con il Cristianesimo, questo perché vi fu, alla fine dell’impero romano, una sintesi tra cultura nordica e cultura cristiana. Le popolazioni nordiche infatti festeggiavano l’equinozio di primavera (che corrisponde alla nostra Pasqua). Il mondo presenta la forma di un uovo e presso queste popolazioni esso è associato alla frantumazione e a qualcosa di nuovo (il che simboleggia quindi la rinascita, la resurrezione). Questa rigenerazione è rappresentata dalla dea Ostsara (in tedesco Ostern, in inglese Easter, cioè colei che viene dall’est). Così come noi festeggiamo il Natale, i Celti festeggiavano il solstizio d’inverno. E’ ormai piuttosto noto, infatti, che Gesù non è nato il 25 dicembre e che questa è una data simbolica con cui si ricorda il giorno del sol invictus. Secondo i Celti, durante il solstizio d’inverno rinacque il dio Yule (che sarebbe il nostro Gesù).
    Un’altra analogia è quella tra Adamo ed Eva ed Ask ed Embla, rispettivamente il primo uomo e la prima donna (secondo la mitologia nordica) creati da Odino, tramite un soffio.

                                          


    Si afferma che alcune popolazioni celtiche non si cibassero di volatili. Non si sa di preciso il motivo ma molto probabilmente era per lo stesso motivo presente in culture animiste e sciamaniche, che considerano i volatili animali intermediari tra cielo e terra.
    I Celti avevano il dono della chiaroveggenza e molte altre virtù che noi non possediamo più, come ad esempio l’apertura del terzo occhio. Essi sapevano che oltre alla parte esterna e visibile dell’uomo ve n’è una più interna, cioè l’essenza. Credevano, inoltre- secondo alcune fonti classiche - nella reincarnazione. I Celti ponevano poche barriere tra il visibile e l’invisibile e sostenevano che l’Aldilà fosse accessibile anche ai vivi.
    Nella mitologia celtica un elemento molto importante è il drago. Il drago ha una forza bivalente: aiuta e distrugge. Esso rappresenta una parte di noi, precisamente i nostri difetti psicologici: infatti l’eroe deve uccidere il drago per liberare la fanciulla nella torre, che rappresenta la nostra coscienza intrappolata. Per diventare eroi bisogna vincere le proprie passioni e debolezze, cioè il drago che è in noi. I difetti, però, vanno superati in un certo modo perché servono a farci capire qualcosa. Talvolta il drago rappresenta la materia.

     Chiunque abbia modo di avvicinarsi alla mitologia celtica (e nordica in generale) può facilmente notare che in essa vi è una certa componente notturna e tragica, per questo si parla sovente di crepuscolo degli dei. Invero il concetto di crepuscolo degli dei, presente anche nella mitologia norvegese, è ben più complesso. Il crepuscolo degli dei si definisce con la parola Ragnarok, termine composto da Ragna e Rok. Si tratta di due vocaboli islandesi traducibili con destino ineluttabile: è cioè la visione profetica della fine dell’universo, molto simile all’Apocalisse dei cristiani. Nel dodicesimo secolo gli Scaldi (poeti norvegesi) aggiunsero alcune sillabe, quindi invece di Ragnarok si ebbe Ragnarokkr, tradotta ambiguamente con crepuscolo degli dei.


    La civiltà celtica comprendeva una classe sociale molto importante: i Druidi.

                                        

     

     Secondo Plinio la parola druido deriva dal greco druz che significa quercia. Gli storici hanno invalidato questa ipotesi ma non sarebbe improbabile, visto che la quercia era ritenuta sacra. I Druidi sono conosciuti come sacerdoti, ma invero erano molto di più: erano uomini di conoscenza, conoscevano in particolar modo le leggi della natura e le tramandavano all’aperto e oralmente; proprio per questo è molto complesso ricostruire il pensiero e il misticismo dei Drudi: non ci hanno lasciato nulla di scritto. Alcuni sostengono che i Druidi tramandavano i loro precetti oralmente per il fatto che probabilmente non conoscevano la scrittura ma questa ipotesi è forse falsa, perché in Gallia c’era l’alfabeto greco e le popolazioni nordiche, come i Celti, conoscevano anche l’alfabeto runico. Nei loro insegnamenti, i Druidi tramandavano la conoscenza della natura, le sue energie telluriche e cosmiche e le sue leggi. I Druidi insegnavano inoltre a venerare gli dei a non commettere ingiustizie e a mantenere sempre una condotta virile, così come un druido dichiarò allo storico Diogene Laerzio. La figura dei Druidi era pregnante nel mondo celtico, infatti essi esercitavano anche una funzione politica ed erano al vertice della piramide sociale. I Drudi potevano possedere anche delle ‘specializzazioni’ ed essere quindi sacerdoti, astrologi, maghi, uomini di scienza. Alcuni sostengono che i Druidi non fossero necessariamente dei bravi astronomi ma si deve tener presente che in queste civiltà antiche i saperi erano tutti collegati e c’era una forte coesione tra astrologia ed astronomia, quindi un druido esperto di astrologia conosceva sicuramente anche l’astronomia. Non a caso altre fonti sostengono esattamente il contrario, cioè che i Druidi possedevano larghe competenze astronomiche. L’animale più vicino ai Druidi era il cinghiale. 
    A onta di chi sostiene che quella dei Celti non può essere definita una civiltà, possiamo asserire che grazie ai Druidi quella dei Celti non solo era una civiltà ma anche un vero impero, unificato dal druidismo e dalla classe sacerdotale.

     

    Secondo antichi storici, il Druidismo si sviluppa in Britannia ed in Gallia dove questi uomini di conoscenza avevano una grande fama come filosofi già dall’inizio del II sec. a.C. Abbiamo testimonianze dei Drudi da parte di Cicerone, Giulio Cesare e Diodoro Siculo. Quest’ultimo, parlando dei Druidi, li considera proprio dei filosofi. Periodicamente si tenevano delle assemblee dei Druidi appartenenti a varie tribù, che potevano essere anche in conflitto tra loro.
    Il metodo divinatorio celtico era basato sulle rune, cioè su simboli utilizzati come lettere dell’alfabeto e utilizzate altresì per invocare divinità e per predire il futuro. Le rune non sono di origine celtica ma di origine germanico-scandinava e furono introdotte tra i Celti tramite i Vichinghi intorno al 100 a.C. Esse sono considerate a tutt’oggi un efficace metodo divinatorio perché basato su simboli (i simboli penetrano direttamente nell’inconscio, il loro messaggio è subliminale) e vengono utilizzate anche nella magia Wicca. Le rune venivano incise per lo più su pietre, ma anche su argilla, metallo e legno. Il vero significato delle rune è molto profondo e per questo non si può trasportare completamente nella mentalità dei giorni nostri, infatti originariamente ogni runa rappresentava un intero universo concettuale. La parola runa significa, non a caso, segreto e chi era in grado di interpretarle veniva considerato molto potente. Abbiamo testimonianze delle rune nell’opera Germania di Cornelio Tacito, il quale asserì che le divinazioni compiute con le rune erano molto più evolute delle altre.


    Esistono tre sistemi runici: il Futhark più antico (24 rune), il Futhorc anglofrisone (29 o 33 rune) e il Futhark più giovane (16 rune). La parola Futhark deriva dalle prime sei lettere dell’alfabeto runico antico, ad ogni lettera corrisponde un suono e le prime sei lettere formano la parola Futhark. E’ interessante notare che alcune lettere del nostro alfabeto (ad esempio f, u, r, c, h, i , s, b) hanno una certa somiglianza grafica con i simboli runici corrispondenti a queste stesse lettere (ad esempio la runa corrispondente al suono B è graficamente uguale alla nostra B, solo che è un po’ più “appuntita”).

                             


    I Celti si dichiarano discendenti degli Iperborei, cioè la razza che ha preceduto gli Atlantidei. Gli Iperboerei derivavano, a loro volta, dai Polari, così chiamati perché dicevano di esser stati portati dalla stella Polare. I Polari vivevano nella calotta polare ma forse vi vivevano anche gli Iperborei e anticamente queste zone forse non erano state ancora rivestite dal Circolo polare artico. I Polari insegnavano la scienza del magnetismo e la canalizzazione delle energie (ad esempio la funzione dei menhir e dei dolmen era proprio quella di canalizzare energie e creare luoghi di forza), vivevano nell’isola di Thule nel periodo corrispondente al Cenozoico e Mesozoico, dove i libri di storia non vedono la presenza dell’uomo. Erano dei giganti ed in realtà sono stati ritrovati anche i loro resti (un adulto della nostra razza corrisponde ad un femore dei Polari) ma nessuno ce lo viene a dire. I Celti conoscevano la natura ed il cosmo nella sua interiorità, infatti nelle fiabe celtiche abbiamo molti giganti, gnomi, elfi, folletti: non si tratta di invenzioni nè di fantasia bensì di ricordi, poiché questi esseri esistevano davvero e forse esistono ancora ma noi non li riusciamo più a vedere.

                                 

    Conoscere la Wicca

    Conoscere la Wicca
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    La Wicca è la religione delle streghe, una religione che si concentra attorno al rispetto della Natura nella quale vengono riconosciuti il Dio e la Dea. Molte delle tecniche Wiccan sono di origine sciamanica, quindi può di buon grado essere definita come una religione sciamanica, anche se oggi sono state abbandonate le dure prove del dolore, e l'uso di allucinogeni in favore di canto, meditazione, della concentrazione, della visualizzazione, della musica, della danza della invocazione e del dramma rituale.

    Con tali tecniche spirituali la strega raggiunge uno stato di concentrazione e di elevazione spirituale. La Wicca insegna che la Natura include uno spettro di stati mentali e spirituali, dei quali molti di noi ignorano l'esistenza. Un rituale Wiccan efficace consente infatti si scivolare in questi stati consentendo la comunione con la Dea e il Dio.

    La wicca non vede le divinità come entità distanti, al di sopra della realtà sensibile. La Dea e il Dio sono immanenti, sono entrambi dentro di noi e si manifestano in tutta la Natura. Non vi è nulla che non sia degli Dei. Si può dire quindi che la Wicca aiuti chi la pratica nella comprensione dell'universo e del proprio posto in esso.

    I templi wiccan sono i prati fioriti, i boschi, le foreste una spiaggia, ogni volta che un wiccan si trova all'aperto è circondato dalla divinità.

    Vengono venerati il Dio e la Dea , dualisticamente (anche se non in tutte le correnti wicca) e tenendoli in eguale considerazione , essi sono affettuosi e amorevoli e non distanti ma presenti in natura.

    Come altre religioni anche la Wicca crede nella reincarnazione la spirale è simbolo di nascita e continua rinascita come in un vortice eterno, inoltre la Wicca utilizza magia religiosa. Attraverso la preghiera alle divinità espandono la concentrazione proiettando all'esterno le energie e col tempo esaudire le proprie preghiere.

    La Wicca è una religione che abbraccia anche la magia. Il punto focale della Wicca è una unione gioiosa con la Natura (non esistono dei malvagi a cui addossare le colpe dei propri fallimenti, il wiccan è responsabile delle proprie azioni che sono in armonia con i propri ideali), una fusione con gli Dei e le Dee e le energie universali che hanno creato tutto ciò che esiste. La Wicca è una personale e positiva celebrazione della vita.

    Festività Wicca

    Festività Wicca
    Yule
    21 Dicembre Solstizio d'Inverno

    Lo Yule è un sabba che si festeggia il 21 dicembre. Cade quindi nel primo giorno di inverno, quando il Sole rinasce per riscaldare di nuovo la Terra. Molte tradizioni sono simili al Natale cristiano, ma le origini sono molto antiche. Gli antichi Egizi iniziarono a festeggiare questa ricorrenza più di quattromila anni facon una festa di dodici giorni in cui si festeggiava la rinascita di Oro, il figlio di Osiride e Iside. Dall'Egitto la festività si distribuì nei paesi vicini, in Mesopotamia, e poi In Persia e in grecia. In persia e in Grecia si chiamavano Sacaea. I romani ripresero questa festa con il nome di Saturnali. Durante i Saturnali si accendevano candele, e si celebrava con canti e banchetti il solstizio d'inverno. Da qui in poi tutta l'Europa celebrava l'inizio dell'Inverno.

    Yule prende il nome da una parola scandinava Jul che significa ruota. Le divinità che solitamente vengono festeggiate sono: Madre Berta, Padre Inverno, Santa Claus, Kriss Kringle, San Nicola, Re dell'Agrifoglio e re della Quercia. Le erbe utilizzate per celebrare, ad esempio per decorare le candele o per accendere fuochi profumati sono: camomilla, rosmarino, zenzero, salvia, cannella.

    Le wicca festeggiano decorando l'altare con un panno biancoe mettendo sul piatto delle offerte rosmarino, agrifoglio, vischio, edera, arance. Si accendono candele bianche e verdi e rosse: bianche per l'innocenza della nuova vita (il nuovo anno), il verde per la crescita e il rosso per il parto.

    Yule si inizia a festeggiare all'alba del 21 dicembre mangiando biscotti fatti in casa, bevendo succo di arancia e accendendo le candele. Si può anche accendere un ceppo (per chi ha il camino, io userò dei rami del mio giardino) decorato con rami di sempre verde. Lo si lascia acceso senza però farlo consumare del tutto. Il pezzetto che si lascia servirà per l'anno dopo, per accendere il nuovo ceppo.

     

     

    Imbolc

    2 febbraio Candelora

     

    La Candelora (2 Febbraio) si colloca a metà tra la notte più lunga dell'Anno del Solstizio d'Inverno (21dicembre), e l'Equinozio di primavera (21 Marzo), quando la notte è lunga come il giorno.

    Gli antichi Druidi chiamavano questo giorno il Festival del Ritorno della Luce, nel quale si risvegliava la Dea Terra (Imbolc letteralmente 'in the belly' of the Mother, nel ventre della Madre Terra). Dopo il sonno dell'Inverno spuntavano infatti i primi timidi fiori e il giorno era visibilmente più lungo: iniziava la Primavera.

    Questo giorno celebrato da sempre e ovunque, è noto con nomi diversi presso i vari popoli di ogni tempo e paese: Imbolc, Oimelc, I Lupercali, Candlemas, Brigid's Feast, Ewomeoluc, Groundhog's Day, Candelora.

    Imbolc e le altre feste europee del periodo erano grandi riti catartici consacrati alla purificazione attraverso i due grandi elementi esorcistici: l’acqua e il fuoco.
    Dato comunque che queste celebrazioni avevano il loro fulcro nella manifestazione del principio femminile (tant'è vero che Imbolc era molto legata ai culti lunari), l'accento veniva per lo più posto sul primo elemento. Erano cerimonie spesso legate alla purificazione attraverso le fonti sacre da cui sgorgava l'Acqua Lustrale necessaria per le abluzioni rituali.
    Una antica quartina ci conferma che: " ...Ecco quello che si deve fare a Imbolc: lavarsi le mani, i piedi, la testa"
    I riti che si svolgevano durante la celebrazione, oltre ad essere purificatori, avevano un forte carattere protettivo, bisognava difendere la vita che debolmente si era riaffacciata nel mondo.

    Imbolc, letteralmente "latte di pecora", è celebrata in onore della Dea guaritrice Brigit, trasformata poi dalla chiesa in santa Brigida e festeggiata il 1 febbraio.
    Si tratta di una festa prevalentemente femminile, incentrata sulla nascita degli agnelli e sulla luce primaverile che,nonostante il freddo ancora intenso, cresce di giorno in giorno,quasi incoraggiata dalle corone di candele ritualmente portate in capo dalle donne.
    E’ uno dei Festival più enigmatici e affascinanti, e dietro l'ape semplicità della candela bianca, si nasconde uno dei più profondi misteri di tutto l'Anno Magico.

    Molto probabilmente, all'origine, più che una festa era un’usanza dettata dal bisogno di purificare e pulire i luoghi abitati durante l'inverno. L'inizio della nuova stagione cominciava proprio con una "pulizia": si bruciavano probabilmente i pagliericci e si pulivano a fondo i luoghi dove si era trascorsa la stagione fredda, si rivoltavano le pelli e le coperte con un gioioso fracasso, che preannunciava la bella stagione e spesso lo spostamento verso le zone abitate in estate.

    Le wicca addobbano l'altare con una ciotola di latte, fiori bianchi, candele, foto di agnelli e pulcini ( in mancanza di veri...)rami di edera. Si può anche fare un talismano, magari da appendere alla porta: si prendono dei rametti di edera e si legano con un filo di lana bianco.Alla lana si attaccano campanellini, conchiglie forate o monitine di argento. Per celebrare Imbolc si può anche:

    - accendere tutte le luci della casa per qualche minuto, per rischiarare la via alla primavera. Magari accendere anche una candela in ogni stanza

    -bruciare le decorazioni di Yule per portare fortuna all'anno nuovo

    Le erbe da usare sono: angelica, basilico, alloro e mirra. le Pietre: cristallo di quarzo, opale, pietra di luna, avventurina ed eliotropo.

     

    Litha

    21 giugno - Solstizio d'Estate

    E' il giorno del Solstizio d'Estate o Notte di San Giovanni o Giorno di Mezza Estate. Si celebra il primo giorno dell'Estate e anche il giorno più lungo dell'anno. Non è una festa esclusivamente solare anche se prevalentemente viene festeggiato il Dio Sole in quanto il Sole raggiunge la sua massima forza. Di giorno si onorereranno il Signore e la Signora e di sera si renderà omaggio al Popolo fatato.

    La Dea che, nel suo aspetto di Fanciulla, ha incontrato il giovane Dio a Beltane, adesso è Madre, incinta, come la Terra gravida del prossimo raccolto. Lei è la Terra fertile; lui è l'energia, il calore che la nutre e da loro nascerà la nuova vita.
    Nei miti solstiziali la Grande Dea appare anche come Ape Regina: le api sono anche un animali solari, perchè viaggiano tra i fiori seguendo la posizione del sole e producono il miele che ha lo stesso colore del sole.
    La luna di questo periodo viene chiamata “Luna di Miele”.
    I Celti consideravano le api dei messaggeri che viaggiavano sui sentieri della luce solare fino ai regni degli spiriti, creature associate alla conoscenza del futuro e all'ispirazione divina.
    Midsummer, mezza-estate, lo chiamano nei paesi anglosassoni, e Shakespeare nel suo "Sogno di una notte di Mezza Estate" ne ha raffigurato l'aspetto magico, dove sogno e realtà si fondono.
    Questa atmosfera di tempo fuori dal tempo rende il Solstizio un momento propizio per i presagi e le pratiche divinatorie.
    La magia d'amore e guarigione è specialmente adatta a questo momento dell'anno.
    La notte di Litha è quando i Druidi raccolgono e uniscono le loro piante magiche e le seccano per utilizzarle in inverno.

    L'altare viene addobbato con : rami di verbena ed iperico, fiori di campo, frutta, un mazzo di spighe, cristalli, nastri gialli e dorati. Si usa un panno bianco o verde e si brucia l'incenso di Litha.Per questo incenso si utilizzano: camomilla, lavanda, artemisia e petali di rosa.

    Allo spuntare del giorno si saluta il Re Sole brindando con succo di arancia. Si possono decorare gli alberi con simboli del sole legati con nastri gialli e azzurri e si fa un falò all'aperto di quercia, iperico e abete. Si salta per la buona salute e il buon raccolto. Per il popolo fatato si brucia una candela e si lascia un piattino con vivande cosparse di miele.


    Lughnasadh

    31 luglio/1 agosto

    La festa di Lughnasadh (o anche Lunasa o Lughnasa) viene celebrato il primo agosto nell'emisfero nord. E' il primo sabba dell'anno che celebra il raccolto, insieme a mabon e Samhain. In questa festa si celebra il sacrificio del Dio sotto forma di grano: infatti il grano nella tradizione celtica rappresenta uno degli aspetti del Dio Sole che nel suo ciclo di morte e rinascita dava nutrimento alla popolazione. Il nome del sabba deriva infatti dal nome che i Celti davano al grano, cioè Lugh. Il sabba prende anche il nome di Lammas da una festa anglosassone che fu poi cristianizzata e che si svolgeva nello stesso periodo. Il nome deriva da loaf-mass o festa dei pani ed è una festa di ringraziamento per il pane che è il primo frutto del raccolto.

    Un modo di festeggiarlo è infatti quello di cuocere un pane a forma di Dio e consumarlo in suo onore. Si festeggiava anche con danze e fuochi ed era una delle quattro principali festività celtiche.
    Tutti i riti di Lughnasad miravano ad assicurare una stagione di frutti generosi, in quanto un raccolto abbondante assicurava la sopravvivenza della tribu' durante i freddi e sterili mesi invernali.
    Si praticava anche la raccolta dei mirtilli a scopo divinatorio: se i mirtilli erano abbondanti, si riteneva che il raccolto sarebbe stato piu' che sufficiente.
    All'alba della vigilia di Lughnasad si costruivano piccole capanne coperte di fiori, possibimente vicino a corsi d'acqua, dove gli innamorati dormivano insieme la notte del 31 Luglio.

    L'altare può essere addobbato con un panno giallo e candele verdi, gialle e arancioni. Si decora con fasci di spighe, girasoli, pannocchie e cestini di frutta e verdura. Si cuoce il pane sacro e si costruisce la bambolina che verrà consacrata per poi essere utilizzata per Imbolc.ò

    Le divinità correlate sono Cerere, Demetra, Lugh, l'Uomo verde. Le pietre sono occhio di tigre, topazio giallo, opale,citrino. Tutte le erbe sono sacre.

     

    Mabon

    23 Settembre

    Mabon è il nome usato dai Wicca per celebrare il sabbat dell'Equinozio autunnale che nell'emisfero settentrionale cade tra il 20 e il 24 settembre e nell'emisfero meridionale cade il 21 marzo. Mabon è il giovane dio della vegetazione e dei raccolti, figlio della Dea madre, Modron. Lei lo rapì e lo tenne nascosto e il mito riprende molto quello di Persefone. Equinozi e Solstizi non fanno parte dei grandi festival celtici, ma sicuramente rivestivano un ruolo importante per popolazioni con avanzate conoscenze astronomiche,
    come, appunto, i Celti. Inoltre, miti e usanze collegate a questi periodi sono presenti in moltissime culture dell’antica europa,
    e i costruttori di megaliti che precedettero i Celti furono indubbiamente consci del potere di questi giorni (vedi l’orientamento dei Cerchi sacri come Stonehenge e Drombeg o delle tombe a corridoio come Newgrange). Durante l’Equinozio notte e giorno
    hanno esattamente la stessa durata e ciò rappresenta un momento di equilibrio fra buio e luce, fra i contrasti degli opposti che si risolvono a livello simbolico. I simboli di mabon sono la mela, la vite e ledera, tutti prodotti tipici della stagioni che celano significati ben più profondi. La Mela è simbolo di immortalità e dell’Altro Mondo, mentre Vite ed Edera crescono a spirale, segno distintivo di rinascita ciclica. Dalla Vite inoltre si ricava il vino, ritenuto dai popoli antichi dono divino e pertanto sacro. Il vino infatti è capace di alterare la percezione e procurare visioni ed è il prodotto di una lunga e, per quei tempi, misteriosa fermentazione in oscure botti.
    Tale processo fu poi associato al processo di iniziazione, alla simbolica morte e trasformazione dell’iniziato. Il vino ed il grano rivestivano una notevole importanza nei misteri iniziatici di Eleusi, che si svolgevano proprio in questo periodo.
    L'incenso di Mabon è fatto con Mirra, salvia e Pino. L'altare si decora con Foglie di vite, uva, melograno, granturco..e i colori dell'altare e delle candele sono:arancione, rosso scuro, giallo e marrone. I cibi sono a base di uva, granturco, pane, cereali e sidro.

     

     

    Samhain

    31 ottobre/1 novembre

     

    Col termine Samhain (pronuncia sàuin) si indica la stagione invernale ma anche la festività pagana della notte fra il 31 ottobre e il 1 novembre. I celti infatti dividevano l'anno in 4 parti: Samhain (inverno), Imbolc (primavera), Beltane (estate) e Lughnasadh (autunno). Nel periodo di Samhain erano finiti i raccolti e il terreno veniva preparato per l'inverno. Oggi la festa per la fine del raccolto viene indicata come Halloween. Un punto fondamentale di questa festa sono i falò: una volta acceso il falò di Samhain venivano spenti tutti i fuochi delle case che venivano poi riaccesi col fuoco di questo falò. In questo giorno, oltre a festeggiare la fine del raccolto e l'immagazzinamento del cibo, venivano ricordati i Morti con gloria e per questo in Irlanda veniva chiamata Fleadh nan Mairbh o festa dei morti. Era anche un periodo magico in cui non c'era più divisione tra i vari mondi e quindi il caos, i morti e il magico potevano invadere il nostro mondo. Questa visione della festa non è mai stata cancellata e anche con l'avvento del cristianesimo viene considerata una celebrazione dei morti e si pensa che le streghe siano più forti in quella notte. Prima i romani identificarono questa festa con le Lemuria, festa dei morti che però si celebrava il 13 maggio e infine il cristianesimo istituì la Festa di Ognissanti per il 1 novembre e la festa dei morti il giorno successivo.

    Nelle tradizioni celtiche vi sono alcuni riti con le mele: ad esempio si sbucciava la mela e più era lungo il pezzo di buccia intero, più lunga sarebbe stata la vita di colui che sbucciava. In alcune parti della Scozia si seppellivano le pietre e le si lasciavano tutta la notte: se al mattino qualcuna era stata smossa voleva dire che la eprsona che aveva seppellito la pietra sarebbe morta entro l'anno. Infine veniva preparato un piatto a base di patate, cavolo tritato e cipolla (colcannon) che veniva servito caldo e con molto burro. All'interno si nascondeva una moneta e chi la trovava poteva tenerla.

    Per i neopagani Samhain è uno degli otto sabbat che si celebra il 31 ottobre nell'emisfero nord e il primo maggio nell'emisfero sud. Insieme a Lammas e Mabon è una delle tre celebrazioni del raccolto e anche l'ultima in quanto segna la fine dell'anno. E' quindi considerato il Capodanno pagano

    Questo è un periodo di riflessione, adatto alle attività divinatorie e alla meditazione: è il momento buono per applicarci in queste tecniche o impararne di nuove. E' anche un momento in cui possiamo rivolgere un pensiero alle persone morte, per ricordarle e chiedere loro di confortarci.

    Dobbiamo riflettere sul significato della morte, non con paura..non come una fine ma come un nuovo inizio senza tristezza. Ecco perchè ci travestiamo e ci divertiamo. Si possono organizzare dei giochi : ad esempio afferrare con la bocca le mele nell'acqua.Si intagliano e scavano rape e zucche per poi inserirci una candela: si festeggia lo spiritello Jack ma servono anche come guida verso le nostre case per gli spiriti.
    Un rito molto bello da fare è questo:

    Al tramonto del sole, la vigilia di samhain, si spengono tutte le luci e ci si mette davanti una candela scura o nera. pensiamo all'anno che sta per finire, ricordiamo ogni cosa buona o brutta, pensiamo ai cari sia vivi che morti e si accende la candela salutando gli spiriti e invocando la loro protezione.Con questa candela accendiamo le candele per i nostri cari che nn ci sono più e le candele nelle zucche. Si possono condividere con gli spiriti anche cibo e bevande. Infine si gira per casa con la candela nera accesa accendendo tutte le luci.Si prende una moneta e e la si lasciaun mese davanti la porta per portare fortuna alla casa.

    Si può ornare l'altare con una drappo nero e ghiande, mele, nocciole e naturalmente le zucche!Si può mettere anche del grano per ringraziare del raccolto appena finito.

     

    Beltane 30

    Aprile/1 Maggio

    Beltane è uno dei Sabbat e viene generalmente festeggiato, a seconda della tradizione, dal 30 aprile, notte di valpurga (o walpurga), al 1 maggio. Il suo nome significa "fuoco lucente" e si riferisce ai falò che venivano accesi dai Druidi in onore del Dio celtico Bel, Beli, Balar, Balor o Belenus. E' anche conosciuto come la Vigilia di Maggio, il giorno di Maggio e la notte di Valpurga, Bealtunn in Scozia, Shenn fa Boaldyn sull'isola di Mann e Galan Mae nel Galles, talvolta Cetsamhain che significa "opposta a Samhain". E’ una delle quattro grandi "Festività del Fuoco" che hanno contrassegnato le svolte dell'anno celtico.
    Non era solo il fuoco l’elemento caratterizzatore di queste grande festività, ma vi era anche un lato più dolce: la fertilità e l’amore. I giovani dei villaggi e delle città uscivano nei campi e nelle foreste alla mezzanotte del 30 aprile e raccoglievano i fiori con cui ornavano essi stessi, le loro famiglie e le loro sedi. Rientravano nuovamente nei villaggi, fermandosi in ogni casa per lasciare i fiori e ricevere i migliori alimento bevanda che la sede aveva da offrire. Mentre i Druidi invocavano gli déi, gli Ovati leggevano il futuro attraverso il volo degli uccelli, i Bardi suonavano canzoni di gioia e i guerrieri si scontravano, per gioco, per mettere in mostra la loro forza, le giovani coppie correvano nei boschi verde smeraldo in cerca di cespugli. Qualsiasi bambino fosse stato concepito durante questa occasione veniva considerato figlio degli Dei. Questi " matrimoni silvani " erano atti di magia simpatica che si credeva avessero un effetto positivo sul raccolto, sugli animali e su loro stessi. L’antica Legge Irlandese dei Brehon (druidi giudici), si riferiva a Beltain come il periodo dei divorzi.
    A Lughnasadh, il 1° Agosto, le giovani coppie si univano in una sorta di Matrimonio di Prova e, entro Beltain, avrebbero dovuto decidere se sposarsi o meno.
    La fertilità del raccolto è un tema importante in questo Sabbat. Le scope venivano cavalcate come cavalli attraverso i campi dalle donne, in un simbolico rito di fertilità. Il Palo di Maggio era una parte centrale della celebrazione è una alta pertica a cui sono legati nastri rossi e bianchi, intorno a cui si danza, tenendoli per mano ed avvolgendoli lungo il palo. Questa danza propiziava la prosperita' e la crescita. Il palo rappresentava le forze maschili e la ghirlanda quelle femminili. In alcune zone In molte zone, i bestiami erano guidati fra due grandi falò preparati con i nove legni sacri per proteggerli dalle malattie durante l'anno venturo.
    Per i moderni Pagani, Beltane è il tempo dell'unione e del piacere; la celebrazione del ritorno del calore del sole e del rinvigorirsi della Terra. E' la rinconciliazione degli opposti, attraverso l'amore e i frutti che sorgono da questa riconciliazione. E' il momento di ridare i nostri propositi per l'anno e l'amore agli altri.

    Il modo più antico di celebrare questo giorno è con il fuoco. Si possono accendere due piccoli fuochi e passare in mezzo ad essi per purificarci, sentendo la loro energia riempire i nostri corpi quando attraversiamo il loro spazio. I praticanti solitari o comunque coloro che non possono celebrare all’aperto, possono risolvere accendendo il fuoco nel calderone, o in alternativa con una candela dentro di esso.
    Usanza molto antica nonchè suggestiva è la danza attorno al palo, seguendo le tradizioni possiamo piantare un palo di maggio in un prato e danzare con i nostri amici. Oppure possiamo mettere ghirlande di fiori attorno ad un albero. Questa consuetudine è mantenuta tutt’oggi in alcuni luoghi, come nelle terre di Albion, in cui vi è il May-Pole Dance (la Danza del Palo di Maggio), dove si usa ballare intorno ad un palo eretto per l’occasione, ornato di foglie e fiori.
    Tessere ed intrecciare sono le arti tradizionali di questo periodo dell’anno, poichè unire insieme due materiali per farne un terzo è nello spirito di Beltane, per esempio fare dei cestini oppure le ghirlande per decorare altare, il palo oppure noi stessi.
    Un'altra tradizionale attività è attaccare nastri rossi (colore della passione) a cespugli di biancospino per propiziare amore, fortuna o guarigione. I colori per questa festa sono il bianco, il rosso, il marrone ed il verde.
    Questo giorno è particolarmente indicato per la divinazione, oppure per la pratica di rituali mirati all’amore, la fertilità, la sensibilità, la spiritualità e l'apertura verso gli altri.
    Esprimete un desiderio mentre saltate un falò.
    Infilate semi o fiori come benedizione.

    Ostara

    21/22 Marzo

    L’equinozio di primavera si festeggia il 21 o 22 marzo ed era chiamato anche "Giorno della Signora", “ Alban Eiler”, “Eostur-Monath”o “Ostara”.
    Molti wiccan considerano questa festa il primo incontro tra il Dio e la Dea, il giorno in cui essi si innamorano, mentre per altri è l’ascesa della Dea dal regno degli inferi, un mito che richiama quello della Dea greca Persefone.
    La Dea in ogni caso sveste i panni invernali per indossare quelli primaverili.
    E’un momento di equilibrio, uniformità tra le forze maschili e femminili, come dice proprio la parola equinozio, “equus nox”, ovvero “uguale notte”.
    Il tema dell’equilibrio torna con la tradizione di ripensare e scrivere i torti fatti per poi cercare di rimediare porgendo scuse, e facendo favori. Durante la celebrazione i fogli dove si sono scritte le azioni da farsi perdonare vengono bruciati, e il debito karmico è annullato in modo che si possa rinascere, portare a compimento i nuovo obbiettivi , aprirsi ai nuovi sentimenti e alla rinascita della Natura tutta.
    Il termine Ostara ci riporta sia alla dea Eostre, Dea nordica legata alla fertilità della terra, quindi presiede ai culti relativi all’arrivo della primavera e alla fertilità dei campi, sia all' Est dove il sole sorge. E' evidente il legame col culto del sole che nasce, riscalda la terra e la rende fertile.
    Alcuni dei simboli di Ostara sono uova e lepri legati alla Dea Eostre.
    Si narra infatti che una lepre, innamorata della Dea, le avesse preparato delle uova colorate, e lei fu talmente felice di questo dono, che mandò la lepre sulla terra per regalare uova colorate a tutti gli uomini....
    L’uovo è infatti da sempre simbolo di vita, di creazione, molte civiltà credono che il mondo sia nato da un uovo cosmico evento che ricrdano proprio durante L'equinozio di Primavera, quando la natura risorge e gli uccelli depongono le uova.
    Per quanto riguarda la lepre, invece, essa richiama la Primavera per la rapidità con cui si riproduce.
    Rappresenta anche la stessa divinità che si rende immanente e concepisce se stessa come divinità dei boschi. Spesso la Dea Eostre era raffigurata con testa di lepre.
    Altro simbolo di Ostara è il trifoglio( Erba sacra di Eostre), che cresce rigoglioso in primavera appunto. E’rappresentato come il Triskele, accumunato dagli Irlandesi ai culti solari.
    Ad Ostara è molto sentita la magia dei semi: si benedicono i semi da piantare mentre si visualizzano i nostri nuovi progetti, speranze o desideri.
    Sarà bello osservare i semi germogliare mentre cerchiamo di portare a termine i nostri propositi.
    Inoltre è usanza svegliarsi all’alba e fare colazione davanti al crepuscolo con pane all’anice intrecciato o torte.
    Naturalmente è una buona idea quella di fare una passeggiata nelle campagne o comunque in mezzo al verde e raccogliere fiori con cui verrà decorata la casa dopo averla ripulita a simboleggiare il buttar via tutte le cose vecchie per iniziare nuovi cammini.
    Kate West in "Witchcraft today" suggerisce un approfondito esame di coscienza durante la festa di Ostara.
    Stiliamo una lista dei nostri aspetti positivi e negativi, scriviamone il più possibile, senza farci influenzare da stereotipi: in quest'esercizio quello che conta è come noi consideriamo un dato carattere!
    Questo esercizio serve perché solo nel momento in cui ci conosceremo bene potremmo metterci in condizione di affrontare nuovi inizi nel modo migliore.
    Sempre per Kate West Ostara è un buon momento per iniziare lo studio delle erbe.
    Simboli : Uova, conigli, Triskele, farfalle,semi, fiori e alberi, coroncine e collane fatte coi fiori di stagione,
    Altare: Potete decorare i vostri strumenti rituali con nastri lilla e fiori primaverili.Non può mancare la scopa con cui si simboleggia lo spazzar via le negatività per rinascere insieme alla Natura.
    Sull’altare potete mettere contenitori a forma d’uovo con semi da benedire.
    Divinità : Persefone, Freya, Blodeuwedd, Eostre, Afrodite, , Gaia, Cybele, Hera, Ishtar, Minerva, Venere, , Attis, Mithras e Pan
    Colori : giallo, verde e rosa pallido, Lilla, oro, celeste.
    Erbe : Margherite, gigli, asperule, trifoglio, giunchiglie, violette, primule, ginestre, olivo, dente di leone, gelsomino, rosa, tanaceto, olivo, peonie.
    Incenso : Gelsomino, incenso, mirra, sangue di drago, cannella, noce moscata, aloe, benzoino, muschio, salvia, fragola, loto, violetta.
    Una ricetta: 3 parti di incenso, 2 parti di sandalo, 1 parte di Benzoino, 1 parte di cannella, qualche goccia di olio di Patchouli.
    Cristalli : Ametista, sale, corallo,acquamarina, diapro rosso, quarzo rosa, smeraldo, lapislazzulo, pietra di luna, perla.
    Candele : dorate, Gialle,Lilla, verdi, al profumo di fiori se non le volete rivestire con oli primaverili.
    Rituali : crescita o rinascita, meditazione

    Maledizione della principessa di Ammon-Ra

    La maledizione della principessa di Ammon-Ra
    Il Titanic
    Dal 15 aprile del 1912, la possente nave conosciuta come Titanic verrà per sempre ricordata dall'uomo. Quel giorno affondò portando con se 1498 passeggeri in seguito a uno scontro con un iceberg. Ma dietro la disgrazia del Titanic si cela un mistero inquietante. Infatti è stato affermato da parecchi studiosi che se il Titanic avesse virato dieci secondi prima avrebbe sicuramente evitato la collisione, mentre se lo avesse fatto dieci secondi più tardi avrebbe spaccato l'iceberg con la sua robustissima chiglia riportando così dei danni meno gravi di quelli subiti. Questo in base a calcoli e simulazioni effettuate tramite computer.
    Ma abbandoniamo per un attimo le congetture logiche e razionali per fare un breve viaggio nel mondo dell'irrazionale. La vera causa potrebbe risiedere in un'antica maledizione.
    Giungiamo dunque al Cairo nell'anno 1910, due anni prima della disgrazia del Titanic, quando un americano di cui non è noto il nome avvicinò l'egittologo inglese Douglas Murray, proponendogli l'acquisto di un prezioso reperto. Si trattava di un sarcofago rinvenuto nel tempio di Ammon-Ra, appartenente ad una principessa di rango vissuta a Tebe attorno al 1600 a. C.

    All'esterno del sarcofago erano raffigurate in smalto e oro, con tecnica raffinata, le fattezze della principessa. Il sarcofago si presentava in perfette condizioni di conservazione. Murray non si lasciò sfuggire l'occasione e staccò subito un assegno all'americano, il quale non arrivò mai ad incassarlo perché morì la sera stessa.
    Nel frattempo Murray aveva già preso provvedimenti affinché il sarcofago venisse spedito nella sua casa di Londra. Un altro egittologo che si trovava al Cairo raccontò a Murray la sinistra storia legata al sarcofago: la principessa di Ammon-Ra, conosciuta per la sua dedizione al culto dei morti, fece raffigurare sulle pareti del sarcofago ciò che annuncerebbe dunque la maledizione che si sarebbe abbattuta su chi avrebbe profanato le sue spoglie.
    Douglas Murray, però, si fece beffe di quella superstizione fino a tre giorni dopo, quando un fucile gli esplose misteriosamente in mano, durante una battuta di caccia lungo il Nilo. Dopo una settimana di atroci sofferenze in ospedale, il braccio rimastogli ferito dovette essere amputato all'altezza del gomito.

    Quello non fu che l'inizio. Durante il suo viaggio di ritorno in Gran Bretagna, due amici di Murray morirono per "cause ignote". Inoltre i due domestici egiziani che avevano trasportato la mummia fecero la stessa fine nel giro di un anno o poco più. Per Murray quel sarcofago diventò un'ossessione. Quando vi posava gli occhi, il viso modellato della principessa sembrava tornare in vita con uno sguardo che gelava il sangue. Alla fine decise di disfarsene ma una sua amica lo convinse a consegnarglielo. In poche settimane la madre della donna morì, lei fu abbandonata dal suo innamorato e in seguito venne colpita da una sconosciuta malattia da deperimento. Alla fine lasciò come disposizione testamentaria che il sarcofago dovesse ritornare a Douglas Murray. Però Murray, ormai malridotto, non ne volle più sapere e donò il sarcofago al British Museum.
    Anche all'interno di questa istituzione, ben nota per il suo rigore scientifico, il sarcofago acquistò un'oscura fama. Un fotografo che aveva scattato alcune foto morì sul colpo, mentre un egittologo responsabile di quel sinistro reperto fu trovato morto nel suo letto.
    A questo punto gli amministratori del museo si riunirono in gran segreto, votando all'unanimità di spedire il sarcofago ad un museo di New York, che aveva accettato il dono a patto che però venisse consegnato senza troppa pubblicità e con un mezzo fra i più sicuri.
    Il sarcofago non raggiunse mai New York, perché si trovava proprio nella stiva del Titanic quando affondò.  Coincidenza? Disgrazia? O la maledizione della principessa aveva colpito ancora una volta? Un'enorme incognita rimane per adesso sospesa su queste domande, ma forse un giorno qualcuno riuscirà a trovare delle risposte concrete per svelare questo inquietante mistero.
    August, 2007

    La Strega di Blair

    La Strega di Blair
    Una interminabile serie di morti nel bosco di Blair

    http://www.arcadiaclub.com/img/occu/strega_blair_disegno.JPG

    A una quarantina di miglia da Baltimora, nel 1734, nacque la piccola comunità rurale di Blair, costituita da un'ottantina di case abitate nella maggioranza da protestanti. Nel 1769 Elly Kedward, nota come la strega di Blair, compare per la prima volta nell'elenco di passeggeri imbarcati sullo "Seafarer" e diretti a Baltimora dall'Irlanda. Nel 1785 l'intera popolazione di Blair accusa la Kedward di stregoneria: la donna è riconosciuta colpevole di aver rapito alcuni bambini del luogo allo scopo di berne il sangue. In una gelida notte Elly è portata nel bosco, legata a un albero e abbandonata alla furia degli elementi. Nel mese di novembre dell'anno successivo, tutti i bambini che si erano detti vittime dei macabri rituali della Kedward scompaiono improvvisamente; molti degli adulti postisi sulle loro tracce fanno la stessa fine.

    Nel 1824 durante i lavori per la realizzazione del tratto ferroviario tra Washington e Baltimora, alcuni operai trovano i resti di una città immersa nel folto del bosco: si tratta della tragica Blair. L'intero appezzamento viene acquistato da Henry Burkitt che in quell'area fonda il villaggio di Burkittsville. Un anno dopo, una bambina di otto anni, Eileen Treacle, affoga nel ruscello che attraversa i boschi di Burkittsville. Numerosi furono i testimoni che dichiararono di aver visto un braccio umano fuoriuscire dall'acqua e trascinare la piccola Eileen nelle acque gelide. Ma malgrado il ruscello non arrivasse a un metro di profondità il corpo della bambina non fu mai ritrovato.

    Nel 1886 la piccola Robin Weaver scompare da Burkittsville per tre giorni: quando ricompare racconta di essere stata rapita da una signora i cui piedi non toccavano mai terra e trascinata in una casa nel bosco. Nel frattempo sette uomini che erano andati a cercare la piccola, sono ritrovati uccisi e i loro corpi orrendamente mutilati. Numerosi cittadini si dirigono nella zona con l'intenzione di rimuovere i corpi, ma al loro posto ritrovano solo sette piccoli mucchi di pietra.

    Passarono oltre sessant'anni prima che le vicende legate alla strega di Blair ritornassero di attualità. Il 13 novembre 1940, con la scomparsa della piccola Emily Holland della comunità di Burkittsville, fu rimessa in campo la questione della strega. Da allora scomparvero altri bambini. In circa sei mesi, di sette non si ebbe più traccia. Un anno dopo un vagabondo, che viveva nel bosco, Rustin Parr confessò di essere l'autore dell'omicidio dei sette bambini. I loro resti furono rinvenuti nella cantina della baracca in cui viveva. Parr, che fu impiccato il 27 novembre 1941, sostenne di aver agito per ordine della "signora del bosco".

    Altri tre giovani, che cercavano di girare un documentario su ciò che accadeva nel bosco di Burkittsville, scomparvero misteriosamente e dalle loro ultime testimonianze raccolte nel video ritrovato è stato tratto il famoso film: The Blair witch project.
     

    Maya

    I Maya tra Misteri e Profezie

     

     

     

     

     

    La cultura Maya era considerata la più importante cultura amer-indiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze  astronomiche, matematiche (soprattutto per l’uso dello zero) e l’urbanistica, coniugate all’uso di un precisissimo calendario e a un sistema di scrittura dapprima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea.

    Geograficamente il popolo Maya occupava le zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell’Honduras e del Salvador. Quest’area è molto particolare dal punto di vista climatico e topografico in quanto va da fitte foreste pluviali ad aree di pianura eppure questo popolo riuscì a creare un grande impero con enormi città-stato. L’area dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt’oggi i resti ineffabili di questa popolazione che come le altre popolazioni precolombiane aveva un’arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione.

    Gli storici tendono a dividere la storia dei Maya in tre periodi:

    1. periodo pre-classico: dal 2000 a.C. al 250 d.C.

    2. periodo classico: dal 250 d.C. al 900 d.C.

    3. periodo post-classico: dal 900 d.C. al 1519 (data che segna l’arrivo degli europei e il successivo sterminio della civiltà Maya)

    Dei Maya si parla tanto: bravi astronomi, bravi costruttori e ci sono teorie diverse anche sulla loro scomparsa.

    Tra le città Maya più importanti ricordiamo nella penisola dello Yucatan Chichén Itzà che era molto probabilmente un tempio (con una fonte) dedicato a Kukulcan (o Kukumatz), ovvero IL SERPENTE PIUMATO, colui che gli Aztechi chiamavano Quetzalcoatl. Il Serpente piumato non è proprio un dio, come si sostiene. Egli era, secondo le popolazioni precolombiane, il portatore della civiltà, un uomo saggio con una lunga barba bianca che da Aztlan (che letteralmente significa la terra degli aironi), isola da cui secondo una leggenda provenivano gli Aztechi, portò la cultura e la civiltà in America Centrale.

    In Messico ricordiamo Palenque, nota per la sua arte e le sue sculture che hanno affinità con quelle egizie. Si sostiene infatti che possa esserci stata una relazione tra la civiltà americana e quella egizia o addirittura, come sostiene Peter Tompkins, che le piramidi di queste due culture  siano state costruite dalla medesima civiltà.

    Uno degli elementi culturali maggiormente rappresentativi della civiltà Maya è il calendario. Invero esistono teorie divergenti a riguardo: alcune fonti parlano di due calendari: lo Ttzolkin, vale a dire il calendario sacro, e lo Haab, cioè il calendario civile; altre fonti, di contro, menzionano anche un terzo calendario, il Tun, volto ai calcoli lunghi. Il Tun sembra che venga inserito nel calendario civile, cioè sembra che sia un sinonimo per definire il calendario civile: l’uso di calcoli lunghi, infatti, si può fare solo con un calendario "lungo" che è appunto quello civile.

     

     

    Lo Tzolkin sembra invece un calendario di carattere divinatorio e rituale, diviso in 13 mesi di 20 giorni l’uno, per un totale di 260 giorni. In questo calendario c’è il concetto di giorno (kin) ed esistono due tipi di grandezze superiori al giorno ma non paragonabili né alla nostra settimana né al nostro mese. Esiste comunque un nome per definire il mese nel calendario Tzolkin: uinik.

    I Maya avevano un certo atteggiamento nei confronti dei giorni e delle cifre: li vedevano sotto un aspetto divino. C’erano giorni considerati fausti ed altri considerati infausti. Di riflesso alcune decisioni pregnanti venivano prese esclusivamente in determinati giorni.

    Il secondo calendario, lo Haab, era invece di 360 giorni più 5.

     

     

    Lo haab corrispondeva all’anno solare. I Maya erano a conoscenza del fatto che l’anno solare fosse di 365, 242 giorni e decisero di correggere questo errore, così crearono questo calendario dividendolo in 18 periodi (pop) ognuno di 20 giorni che andavano da 0 a 19. L’ultimo giorno di un mese (contrassegnato dal numero 0) era il primo giorno del mese successivo. Alla fine dei 18 periodi ne veniva aggiunto  un altro, composto solo di 5 giorni. Questo periodo era denominato uayeb ed era considerato nefasto.

    Come abbiamo potuto constatare anteriormente, i Maya conoscevano lo zero.

    Questo popolo calcolava con un sistema vigesimale, cioè in base 20.

    Dopo un periodo in cui usarono i geroglifici, i Maya adottarono un sistema di numerazione punto e linea.

    I punti segnavano i numeri dall’1 al 4, mentre la linea corrispondeva al 5. Lo zero veniva rappresentato con un simbolo a  forma di occhio. Il loro sistema era additivo ma anche posizionale, dunque i Maya erano abili nello scrivere numeri di ogni valore.

    Tra i glifi ritrovati e tradotti ve ne è uno che esprime la fuoriuscita del sangue. I Maya erano soliti fare dei sacrifici cruenti che riguardavano precipuamente re e sacerdoti che dovevano evolversi ed avere in visione il Serpente sacro ed erano soliti praticare anche degli autosacrifici. L’autosacrificio era diverso per gli uomini e le donne: gli uomini dovevano perforarsi il pene con spine o oggetti aguzzi di ossidiana e dovevano inserire nei fori praticati degli steli di paglia; le donne, per converso, dovevano perforarsi la lingua e le labbra. Il rito cagionava uno stato di trance, dovuto anche all’utilizzo di determinate sostanze. La trance a sua volta declinava nella visione del Serpente sacro.

     

     

    I Maya credevano che il sangue fosse un mezzo per creare un collegamento tra mondo superiore e mondo inferiore, era cioè una chiave per arrivare al divino. Il sangue e l’acqua venivano considerati le basi della vita.

    Alcuni elementi iconografici utilizzati per indicare il sangue coniugano la presenza di questo elemento con la rappresentazione delle perle.

    I Maya sotto l’aspetto religioso e spirituale adoravano nello Yucatan un cosiddetto Essere Supremo, creatore del cielo e della terra (paragonabile forse al nostro Dio) chiamato Haunab Ku, ed altre divinità, tra cui:

    1. Itzamnà: dio del Sole e del cielo, della cultura, della scienza medica, dell’agricoltura, della scrittura e del calendario

    2. Bacab, figlio di Itzamnà

    3. Ixchel, compagna di Itzamnà, dea della terra e della luna

    4. Kukulcan o Kukumatz, vale a dire il Serpente piumato, protettore dei sacerdoti

    Nel 1517 Hernandez de Cordoba sbarcò nello Yucatan e questo suo sbarco fu esiziale per le popolazioni autoctone. Lui e gli altri invasori ebbero il loro primo impatto con costruzioni in pietra. Dopo la conquista spagnola la cultura Maya iniziò a manifestare i suoi primi segni di decadenza. All’interno dello Yucatan ci furono i primi scontri con le popolazioni indigene che inflissero perdite agli europei, tra cui la morte dello stesso Hernandez de Cordoba.

    Altri europei continuarono le loro azioni feroci in quelle aree. Nel 1562 il Vescovo Diego de Landa continuò in nome di Dio l’evangelizzazione e la distruzione etnica tramite omicidi, torture e distruzioni di tutto ciò che si poteva tramandare. Fu così che morirono queste civiltà ma è vero anche che tuttora la fine dei Maya rappresenta un mistero perché alcuni sostengono che i Maya in realtà si siano trasferiti in un’altra dimensione.

    Gli unici libri Maya che sono giunti fino a noi sono stati: il Codice Dresda, il Codice di Madrid, il Codice Grolier e il Codice di Parigi (i Codici portano i nomi delle città in cui sono conservati) e "Relacionas de las cosas de Yucatan" che è un saggio in cui Diego de Landa espone la cultura e il pensiero dei Maya nel periodo della conquista, fornendo spunti per l’interpretazione dei glifi e del calendario.

    Oggi gli unici discendenti originali dei Maya sono i Lacandoni. Per due  secoli e mezzo i quattrocento Lacandoni hanno vissuto nella giungla del Chiapas ma oggi con i  moderni mezzi di comunicazione si stanno inserendo nella cultura occidentale. Così la cultura Maya perisce di nuovo.

     

     

    I Lacandoni che attualmente vivono nella foresta del Chiapas a sud del Messico venerano rovine di monumenti costruiti dai Maya dell’epoca classica. Secondo le credenze di questi discendenti quelle rovine erano costruzioni realizzate da esseri soprannaturali che loro chiamano k’hu, cioè dei. Sono cioè le case degli dei ma il nostro occhio, secondo le loro credenze, non è in grado di vederle in tutta la loro bellezza e vede solo pietre.

     

     

    Oltre a venerare rovine di antichi edifici, i Lacandoni venerano anche grandi rocce in riva ai laghi e per comunicare con gli dei si servono di incensieri di terracotta. Queste usanze religiose sono le medesime utilizzate dagli antichi Maya.

    Durante alcuni riti religiosi i Lacandoni dipingono il viso, la tunica e l’incensiere con l’oriana, vale a dire una sostanza rosso sangue estratta dall’orellana, per richiamare i sacrifici umani praticati dagli antichi Maya nell’epoca post-classica. Come spiegato anche precedentemente, i Maya ritenevano che il sangue fosse un collegamento con il soprannaturale. Gli stessi Lacandoni asseriscono  che “Il sangue degli uomini è l’oriana degli dei”: gli dei, secondo queste credenze, si diletterebbero all’odore del sangue umano. 

    I Lacandoni portano con sé una forte credenza ereditata dagli antichi Maya, cioè quella della fine del mondo o più precisamente  della fine di questo mondo, di questo tempo.

    Secondo i Maya ci sono state cinque ere cosmiche:

    1) era dell’acqua

    2) era dell’aria

    3) era del fuoco

    4) era della terra

    5) era dell’oro

    Ad ogni era corrisponderebbe una civiltà. Queste ere, con le sue civiltà corrispondenti, sarebbero terminate tutte con dei cataclismi, perché la terra subisce periodicamente degli spostamenti dell’asse del pianeta. Noi ci troveremmo nell’età dell’oro (ma in realtà a proposito di queste ere vi sono teorie molto divergenti) governata dal famoso Quetzalcoatl e questa nostra era, secondo il calendario Maya, terminerebbe tra il 21 e il 23 dicembre 2012. Secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell’anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L’era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall’era dell’acquario.

    I Lacandoni sostengono che la fine del mondo inizierà con un’eclissi di sole che getterà la loro foresta in un buio totale.

    Molti Lacandoni si sono convertiti al Cristianesimo proprio perché sanno che il giorno ultimo (il xutan) sta arrivando e in quel giorno desiderano andare in cielo con Gesù. Desiderano salvarsi.

    “SO CHE è VICINO IL GIORNO ULTIMO, QUANDO GLI DEI CONCLUDERANNO QUESTO CICLO DEL MONDO (…) MIO NONNO DICEVA CHE ERA ANCORA LONTANO, MIO PADRE CHE NON ERA ANCORA VICINO. MA A ME GLI DEI LO HANNO DETTO: IL XUTAN STA PER VENIRE”.

     

     

    Invero altre fonti sostengono che in quella data, sempre secondo i Maya, ci sarà sì un cambiamento, ma il genere umano continuerà ad esistere: le immagini catastrofiche descritte dall’Apocalisse (termine che significa nient’altro che rivelazione) non sarebbero altro che le proiezioni delle nostre paure, perché l’era attuale è caratterizzata dalla paura.

    Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà, quella corrispondente all’era dell’acqua, era Atlantide, che proprio dall’acqua fu distrutta. Si sostiene che Atlantide sia sprofondata a causa di uno spostamento dell’asse terrestre circa 10.500 anni fa. Platone, nel Crizia e nel Timeo parla proprio di Atlantide, un’isola che si sarebbe trovata oltre le colonne d’Ercole (ma invero ci sono teorie divergenti su dove fosse localizzata).

    Partendo dai dialoghi di Platone, Marco Stefanelli, adattando un saggio di Marco di Nunzio, sostiene che si può presupporre che l’attuale America fu anticamente colonizzata dal popolo atlantideo, che era un popolo più evoluto di noi. è strano infatti che un popolo come i Maya, che non aveva molti anni di civilizzazione, raggiunse un così alto grado di evoluzione fino a costruire edifici sorprendenti. Lo stesso vale per gli Inca e per le altre civiltà precolombiane.

    Si può notare che le opere più maestose e misteriose come la Sfinge, le Piramidi, le statue dell’Isola di Pasqua ecc. hanno tutte una certa attinenza strutturale e ci si chiede se siano state create dai supersiti di Atlantide o  addirittura se le abbiano create gli extraterrestri. Qualcuno ritiene che la stessa Atlantide possa essere stata creata dagli extraterrestri. Molti autori suggeriscono invece che gli extraterrestri abbiano fornito agli egizi e ai Maya il sistema per costruire le piramidi. Le piramidi infatti possiedono poteri particolari, ad esempio fanno vetrificare le uova … ma c’è dell’altro!

    I Maya avevano conoscenze superiori, ad esempio sapevano che la forma delle cose influisce sull’energia, sapevano che vi sono lunghezze d’onda che viaggiano tra gli esseri umani e che quindi vediamo la realtà materiale solo perché la guardiamo con occhi materialistici.

    Ciò è solo una minima parte dei misteri che avvolgono la civiltà Maya: non si sa né da dove siano venuti né dove siano finiti. Forse è vero che si sono trasferiti in un’altra dimensione …!

    Pegaso

    Pegaso (mitologia)


    Bellerofonte e Pegaso
    Bellerofonte e Pegaso

    Pegaso è una figura della mitologia greca. È il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito, nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un'altra versione, Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore. Pegaso viene inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all'Olimpo. Successivamente viene cavalcato da Bellerofonte, che se ne serve come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritorna tra gli dei. Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene. Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione.

    Sotto il nome di Pegaso sono comprese numerose figure mitologiche minori, tutte deformazioni del Pegaso greco. Nella letteratura latina, Plinio descrive come Pegasi degli uccelli dell'Etiopia con teste di cavallo. Sempre Plinio descrive sotto lo stesso nome un cavallo dotato di ali e corna. Per Giulio Solino e Pomponio Mela sarebbe invece un uccello con orecchie di cavallo. In generale, ogni figura, mitologica o araldica, corrispondente ad un cavallo alato viene chiamata Pegaso.

    L'idea di un cavallo alato è molto antica e proviene dall'Asia Minore.

    Erbario: Le Erbe Magiche

    Erbario - Le erbe magiche
    http://www.lifegate.it/alimentazione/admin/file_upload/rubriche/040612__erbe_spezie.jpg

    In questa sezione verranno trattate le erbe in relazione alla pratica magica della Stregoneria.

    Ogni erba, ogni pianta, oltre le più o meno note proprietà mediche, ne ha altre a livello sottile; in base a queste, erbe e piante vengono scelte ed utilizzate in rituali ed incanti in diverse forme: intere, macinate, sotto forma di incensi e anche come oli... aggiunte alla cera delle candele o infilate in sacchettini di stoffa per diversi usi.

    L'utilizzo delle erbe è una delle pratiche al contempo più comuni e più particolari della stregoneria e anche della magia popolare, con una storia vecchia di secoli ancora visibile nelle campagne, anche solo sotto forma di scaramanzia (basti vedere le trecce d'aglio appese nelle cascine)

    Le erbe magiche
    Corrispondenze delle erbe

    La tabella contiene le caratteristiche di alcune piante, ma non deve essere considerata esaustiva.

    Pianta

    Proprieta' e corrispondenza
    Particolarita'
    Acacia Protezione, accrescimento psichico
    Potete bruciarla (attenzione, bruciare NON vuole dire respirare il fumo) insieme ad altre piante appropriate per questioni di denaro e amicizia.
    Achillea Protezione, esorcismo  
    Aglio Maschile, Marte, Fuoco
    Protezione, Forza.
    Posto in casa protegge l'armonia della famiglia.
    Portato in un sacchetto durante i viaggi sull'acqua tiene lontano il cattivo tempo.
    Alloro Maschile, Sole, Fuoco
    Chiaroveggenza, propiziazione Salute, Purificazione
    Usato anche durante la meditazione.
    Aloe
    Femminile, Luna, Acqua
    Fascino, bellezza, protezione
    Aiuta nei parti
    Aneto Protezione, accrescimento psichico, Sonno
    Si puo' portare con se in un sacchetto come amuleto protettivo.
    Angelica Maschile, Venere, Fuoco
    Guarigione, pace, attenua le passioni
    Protegge la casa dalle malattie
    Arancio Femminile, Giove, Acqua
    Amore, divinazione, fortuna, denaro
    I classici bouquet delle spose una volta erano fatti di fiori d'arancio.
    Assafetida Bando, Protezione e Purificazione. Attenzione: e' un'erba dall'odore irritante. Se proprio si deve, usare SOLO all'aperto e con estrema cautela. NON respirare assolutamente il fumo!
    Basilico Maschile, Marte, Fuoco
    Accrescimento, protezione, bando, amore
    Benefico, potente e molto versatile.
    Benzoino Maschile, Sole, Aria
    Purificazione e Intelletto
    Da bruciare per il successo nelle questioni intellettive.
    Bergamotto denaro, Prosperita'
    Per attrarre il denaro, l'olio di quest'erba e' molto indicato.
    Bettonica Maschile, Giove, Fuoco
    Protezione, purificazione e Amore
    Portatela in un sacchetto per protezione personale.
    Bruciatela per allontanare disarmonie nelle relazioni.
    Betulla Protezione, purificazione
    Albero sacro ai Celti.
    Camomilla Maschile, Sole o Venere, Acqua
    Denaro, fortuna, immaginazione, calma
    La sua tisana e' tra le piu' conosciute e utilizzate per rasserenare e calmare.
    Cedro Protettivo, allontana la negativita' Protegge dai furti, dalle tempeste e dal vento
    Cinquefoglie Maschile, Giove, Terra
    Protezione, Amore, Prosperita', Salute.
    Portare con se in un sacchetto per prosperita' e ricchezza.
    Si puo' metterla sopra la porta per proteggere la casa.
    Cipolla Maschile, Marte, Fuoco
    Protezione, bando, Purificazione e Salute.
    Una cipolla tagliata a meta' e messa in un angolo della stanza assorbe la negativita' e le malattie.
    Mettete bulbi e fiori di cipolla attorno alla casa per protezione.
    Bruciatene i fiori per allontanare le cattive abitudini.
    Cipresso Maschile, Saturno, Terra
    Protezione, consacrazione, Divinazione
    Un ramo in casa protegge dalle influenze negative.
    Coriandolo Maschile, Marte, Fuoco
    Potenza e Protezione
    Nel giardino o in casa protegge dagli ospiti indesiderati.
    Aiuta anche a fortificare la volonta'
    Edera Maschile, Saturno, Acqua
    Protezione, fertilita' e amore.
    In un sacchetto e' un ottimo amuleto per le spose.
    Eucalipto Femminile, Luna, Aria.
    Protezione e riconciliazione, guarigione, veggenza.
    Messo in un sacchetto, propizia i sogni e la veggenza.
    Gardenia Femminile, Luna, Acqua
    Salute, amicizia, Amore
    I fiori essiccati portati con se attraggono nuove amicizie e favoriscono l'amore.
    Garofano Maschile, Mercurio, Aria
    Respinge le influenze negative.
    Indossato respinge le influenze negative intorno alla persona.
    Gelsomino Femminile, Giove, Terra
    Amore spirituale e sogni
    I fiori freschi sono utilizzati per attrarre e mantenere un amore spirituale.
    Geranio Amore puro, salute e protezione
    Protegge dalle disarmonie in amore e conserva i sentimenti puri.
    Ginepro Maschile, Sole, Fuoco
    denaro, Protezione e Amore
    Un rametto sulla porta tiene alla larga ladri e visitatori indesiderati.
    Girasole Maschile, Sole, Fuoco
    Fertilita', amore, saggezza
    Alcune donne ne mangiano i semi per aumentare la fertilita'.
    Grano prosperita', fortuna, denaro  
    Lavanda Maschile, Mercurio, Aria
    Amore, Protezione e purificazione
    Bruciata propizia il sonno ristoratore. Puo' essere usata per bagni purificanti.
    Limone Femminile, Luna o Nettuno, Acqua.
    Purificazione, amicizia, protezione
     
    Maggiorana Maschile, Mercurio, Aria
    predizioni, bilanciamento, protezione
    Aiuta ad accettare i cambiamenti nella vita. Un pizzico negli angoli di una stanza protegge l'ambiente.
    Malva Amore, protezione, e esorcismo  
    Melissa

    Protezione della coppia e psichica

     
    Menta Maschile, Mercurio o Venere, Aria
    Favorisce attività mentale, amore, salute
    Esorcismo, protezione per viaggi e forza.
    Mirra Femminile, Luna o Giove, Acqua
    Spiritualita', purificazione e protezione
    Bruciata, purifica e protegge. Gli oggetti passati nel fumo sono purificati dalla negativita'. Viene anche utilizzata per la meditazione.
    Mirto Femminile, Venere, Acqua
    Amore, amicizia
     
    Ortica Protegge dai nemici, contro le gelosie Rimuove e tiene lontani gelosia, pettegolezzi, invidia e altre spiacevoli situazioni.
    Papavero Femminile, Luna, Acqua
    Favorisce i sogni e l'immaginazione
    Gli artisti dovrebbero esserne i maggiori beneficiari
    Patchouli Maschile, Sole, Terra
    Amore passionale, fertilita', affari
    Attrae l'amore appassionato e propizia la fertilita'. Bruciato incrementa gli affari.
    Peonia Protezione, Fortuna
    Portato in auto, o tenuto in casa allontana qualsiasi tipo di influenza negativa.
    Pepe Nero Maschile, Marte, Fuoco
    Bando, Protezione
    Molto potente nell'allontanare la negativita' e i sentimenti avversi.
    Insieme ad altre erbe, puo' essere usato nella restituzione dei torti.
    Pino Maschile, Marte, Aria
    Potenza, protezione
     
    Rosa Femminile, Venere, Acqua
    Amore, Protezione
    Potente per l'amore, specialmente quello con la A maiuscola.
    Portato in un sacchetto protegge contro le ingiurie.
    Rosmarino Maschile, Sole, Fuoco
    Amore, passione, guarigione, bando.
    Aiuta a ritrovare l'amore dopo aver sofferto.
    Ruta Maschile, Sole, Fuoco
    Protezione, bando, salute
    Alcuni ritenevano la ruta fosse la mitica "Erba Moly".
    Aiuta inoltre a riconoscere i propri errori, e bruciata aiuta ad allontanare le cattive abitudini.
    Salice Femminile, Luna, Acqua
    Divinazione, Salute, Protezione.
    Considerato una pianta sacra, puo' essere utilizzato sull'altare negli Esbat e durante la divinazione.
    Salvia Maschile, Giove o Venere, Aria
    Salute, Purificazione
    Ottimo quando si cambia casa per purificare gli ambienti dalle influenze negative.
    Sandalo Femminile, Luna, Aria
    Protezione, purificazione, Meditazione e Salute
    Bruciato rafforza la volonta', la meditazione e purifica sia ambienti che oggetti fatti passare nel fumo.
    Timo Femminile, Venere, Acqua
    Chiaroveggenza, Sonno, purificazione, Salute e Amore.
    Bruciato purifica gli ambienti. Puo' anche essere usato in bagni purificanti.
    Valeriana Femminile, Mercurio o Venere, Acqua
    Sonno, Riconciliazione, Amore e Armonia
    Le erbe fresche in un sacchetto proteggono dagli incubi durante il sonno. In casa o in giardino aiuta a mantenere l'armonia.
    Vaniglia Maschile, Giove, Fuoco
    Favorisce la sessualità, accende le passioni
     
    Verbena Femminile, Venere, Acqua
    Protezione dalla negativita'. Creativita' e manifestazioni spirituali.
    Con la ruta era una pianta protettiva delle streghe dei tempi passati.
    Puo' essere usato per bagni purificanti prima di un operazione magica.
    Violetta

    Femminile, Venere, Acqua
    Amore, Fortuna

    Portare con se qualche fiore attrae la buona sorte.
    Vischio Protezione, Salute e Amore
    Pianta sacra dei Druidi.
    Zafferano Maschile, Sole, Fuoco
    Chiaroveggenza
    Aiuta a rafforzare le capacita' precogn


    Le erbe magiche
    Oli essenziali

    La tabella, divisa per scopo, ovviamente non deve essere considerata esaustiva.

    Scopo

    Olio / Essenza
    Amore Garofano, Gardenia, Gelsomino, Geranio, Rosa
    Armonia Basilico, Gardenia, Lilla, Narciso
    Denaro Bergamotto, Camomilla, Patchouli, Pino, Tiglio
    Fortuna Cinnamomo, Cipresso, Loto

    Meditazione

    Acacia, Gelsomino, Magnolia, Mirra
    Pace Cumino, Gardenia, Magnolia, Rosa
    Protezione Basilico, Mirra, Patchouli, Violetta, Verbena
    Purificazione Acacia, Cinnamomo, Garofano, Frankincense, Mirra, Sandalo
    Salute
    Eucalipto, Gardenia, Mirra, Narciso, Sandalo, Violetta
    Spiritualita Eliotropio, Loto, Magnolia, Sandalo
    Studio Bergamotto, Menta

     


    August, 2007

    Erbario: Erboristeria

    Erbario
    Erboristeria Officinale

    Introduzione

    Le piante e le erbe, in erboristeria chiamate anche droghe (con questo termine si intende la parte della pianta, corteccia, foglie, fiori, frutti o radici, più ricca dei suoi principi attivi), hanno diversi metodi di utlizzo. In questo spazio ne illustrero' alcuni.


    Bisogna pero' sempre tenere a mente che trattandosi comunque di usi medicinali, si deve fare molta attenzione a quello che si fa, ed alle erbe che si usano.
    Non si tratta di caramelle... le erbe vanno conosciute!

    Quindi, se siete a digiuno di questa materia, o anche solo poco pratici, evitate esperimenti e domandate consiglio all'erborista da cui vi procurerete il materiale (non raccogliete da soli le piante se non le conoscete bene: andate sul sicuro e compratele).

    Se poi decidete che questo campo vi piace e vi interessa, rimboccatevi le maniche ed iniziate ad informarvi leggendo e facendo ricerche su quella che e' una delle scienze piu' antiche del mondo.

    Prima di passare all'uso delle erbe, ci sono un ancora un paio di cose importanti da dire.

    Uno: anche se vi sentite attratti dai rimedi naturali, date sempre prima retta al vostro medico.
    Poi seguite sempre tutte le indicazioni delle ricette, senza improvvisare o modificare alcunche'. Non vi mettereste a farlo con le medicine vero? E allora trattate le erbe allo stesso modo.

    Seconda cosa: la quantita' di erbe utilizzate all'inizio deve essere minima, anche perche' non tutti reagiscono allo stesso modo, e bisogna fare attenzione alle eventuali intolleranze e/o allergie del nostro organismo. In ultimo si deve anche ricordare che con le erbe (che non hanno la potenza del medicinale), il risultato puo' emergere dopo un certo tempo.

    Erboristeria Officinale
    Metodi di Utilizzo delle erbe e delle piante

    INFUSO

    Per fare un esempio semplice e alla portata di tutti, il the e' un infuso.


    Le erbe officinali, in quantita' desiderata, vengono messe in un recipiente adatto, come una teiera o una tazza, vi si versa sopra l'acqua bollente, si mescola leggermente e si lascia riposare per circa 10 - 15 minuti.
    Poi, si filtra il tutto, e il nostro infuso e' pronto per essere consumato.

    L'infuso è indicato per parti della pianta tenere, quali fiori e foglie.
    Per parti dure come semi (finocchio, anice) o bucce d'arancio, queste andrebbero pestate prima in un mortaio perche' siano maggiormente solubili.
    Solitamente si usano 2-3 gr. di droga per 100 ml. d'acqua, per erbe molto attive, e di 3 - 5 gr. per 100 ml. d'acqua, per erbe poco attive.
    L'infuso va utilizzato subito, ma in caso di necessita' si puo' conservare o in un luogo fresco, solo per poche ore, o in frigorifero per non più di 24 ore.

    DECOTTO

    Si prepara mettendo le erbe in acqua fredda e portando all'ebollizione, il tutto coperto.
    Il bollore può essere più o meno prolungato a seconda della droga usata, da 5 a 10 minuti. La quantità di erbe è di 3-5 gr per 100 ml. d'acqua.
    Si procede poi filtrando il tutto e lasciandolo riposare ancora per 5/10 minuti (va bevuto caldo o tiepido, non bollente ne' troppo freddo).

    Eventuali dolcificanti devono essere aggiunti quando si spegne il fuoco.
    E' consigliabile consumare il decotto in breve tempo.

    TISANA

    La tisana è una preparazione con una bassa percentuale di droga. Mentre nel decotto se ne utilizza 3 - 5 %, nella tisana se ne usa
    l' 1 %.

    MACERAZIONE


    E' un metodo di infusione a freddo che serve per preservare i principi attivi che si altererebbero con il calore del bollore.
    Si pone il quantitativo desiderato di erbe officinali nell'acqua fredda, si mescola leggermente, si copre lasciando a riposo per 6-8 ore, si filtra ed ecco pronto il macerato o infuso a freddo.

     

    ENOLITI o Vini Medicinali

    Sono delle soluzioni ottenute per macerazione delle erbe nel vino.
    Vanno usati vini corposi, bianchi o rossi a seconda della ricetta.
    La quantità di erbe è di 5 gr. per 100 ml. di vino.

    Le erbe devono essere spezzettate se nella forma di fiori o foglie, pestate se nella forma di radice.
    Per il vino bianco, si userà il vin Santo, vino di Pantelleria, Marsala, Portos, Malaga.
    Per il vino rosso, Barbera, Barolo, Barbaresco, Nebbiolo, Gattinara, Borgogna.

    Una volta che le erbe sono state aggiunte al vino, si pone il tutto in un luogo a temperatura costante e al buio per circa 10 - 15 giorni, poi si filtra.
    Si usa a cucchiai o a bicchierini.

    Usando invece l'aceto di vino rosso, si possono preparare aceti aromatici adatti a condire insalate.
    Usate sempre almeno 4 ingredienti che potrete variare secondo il vostro gusto.
    Esempio: rosmarino (un rametto), alloro(due foglie), basilico (sei foglie), aglio (uno spicchio).

    OLEOLITI o UNGUENTI - Uso Esterno

    In questo preparato si usa l'olio, che puo' essere di oliva extravergine, mais o soia
    Si puo' fare in due maniere:

    Erbe e Olio.
    La quantità di erbe è di 10 gr per 100 ml. d'olio. Gli oleoliti sono preparati solo per uso esterno.
    Porre il preparato in apposito recipiente chiuso, esporlo al sole e agitare almeno una volta al giorno. Dopo circa 10 giorni è pronto da filtrare.


    Essenze e Olio
    Si usa gr.50 di olio vegetale. All'olio si aggiungono le essenze necessarie all'uso, nella misura di circa 35 - 45 gocce.

    Questi preparati sono adatti solo per massaggi.

    IMPACCO - Uso Esterno

    Si usa del tessuto, cotone o garza, imbevuto in un infuso o un decotto, che viene poi applicato sulla parte interessata.

    CATAPLASMA - Uso Esterno

    Si ottiene mescolando polveri di erbe ed acqua (fredda o calda), fino ad ottenere una pasta densa e omogenea, che viene poi raccolta in una tela e applicata sulla parte malata.

    POMATE - Uso Esterno

    Si preparano con vaselina e/o lanolina mescolate con succhi o estratti di erbe.
    Sono solo per uso esterno.

    SUFFUMIGI - Uso Esterno


    Uno dei piu' vecchi rimedi contro il raffreddore. Si tratta di inalazioni di vapore, a cui si aggiungono i principi benefici delle erbe messe nell'acqua bollente. Il loro effetto e' decongestionante, balsamico e disinfettante.
    Si preparano semplicemente, aggiungendo erbe (un paio di manciate) o 3/4 gocce di olii essenziali a 300 ml. circa di acqua bollente, messa in un catino o in una pentola.

    Poi ci si mette un'asciugamano aperto in testa, a mo' di tenda, e ci si china sul recipiente a respirare il vapore per 15/10 minuti.

    Erboristeria Officinale
    Tempi di raccolta delle erbe e delle piante

    Premessa:
    Mi sembra superfluo ricordare che occorre sempre rispetto per la natura e per i vegetali... vero? Quindi, moderatevi nella quantita' di erbe da raccogliere, siate gentili... e sarebbe carino lasciare un'offerta sul posto, magari anche solo un po' di acqua.

    Prima cosa da tenere presente quando si vogliono raccogliere erbe o piante e' l'inquinamento, ormai dilagante... evitate quindi i dintorni delle strade, i corsi d'acqua inquinati (ovvero ormai quasi tutti, a meno che non siate in alta montagna) e le zone coltivate, dove possono essere stati usati pesticidi, fertilizzanti non naturali e altri prodotti chimici.

    Poi si deve calcolare il "tempo balsamico ", ovvero il momento in cui la pianta è più ricca dei suoi principi attivi.

    Esempio: le erbe aromatiche, come la Salvia, la Menta, l'Origano, il Timo, e in genere tutte quelle piante ricche di oli essenziali, devono essere raccolte prima della fioritura; questo perche', per attirare gli insetti impollinatori, questi oli vengono concentrati nel fiore a discapito della parte fogliare e vengono asportati con il polline.

    Ogni parte della pianta ha il suo tempo balsamico...

    Corteccia:
    si raccoglie in primavera, quando la pianta si risveglia e la linfa risale.
    (Per prendere la corteccia si praticano due profonde incisioni ad anello attorno al ramo a distanza di circa 10 centimetri, poi un'altra incisione nel senso della lunghezza, che unisce le prime due, e si insinua la punta del coltello sotto i tagli sino ad ottenerne il distacco.)

    Radici:
    quando la pianta è a riposo, in autunno ad esempio (e occhio a non distruggere la pianta).

    Gemme:
    quando sono ancora chiuse e la fogliolina scura e dura (perula), che copre e protegge la gemma, non si e' ancora staccata.

    Fiori:
    quando sono appena sbocciati, prima che si aprano del tutto.
    Per erbe e piante piccole, vanno raccolti comprendendo alcune foglie.

    Foglie:
    quando hanno raggiunto il completo sviluppo.

    Frutti:
    quando sono maturi.

    Semi:
    prima che la pianta li lasci cadere da se.

    Oltre questo, controllate che le erbe siano asciutte (niente pioggia o rugiada, potrebbero comprometterne l'utilizzo, facendole deteriorare rapidamente) e controllate anche di essere nella fase lunare adatta alla pianta/erba che volete cogliere...

    Non mischiate le piante tra di loro, e trasportatele in recipienti grandi con una buona areazione.

    Occhio alle piante urticanti!!!

    ATTENZIONE: ricordate che moltissime erbe medicinali assomigliano ad erbe velenose, quindi occorre profonda conoscenza nel raccoglierle. Se non l'avete, andate in erboristeria!!!


    Metodi di conservazione delle erbe e delle piante

    Per far seccare le erbe
    Dopo aver separato le parti utili e sane da quelle danneggiate, metterle all'aria aperta in una cassetta foderata con della tela o della carta assorbente, stando attenti a non esporle direttamente al sole e/o alla polvere. Di notte andrebbero ritirate per evitare l'umidita'. Rivoltatele ogni tanto durante questa operazione, togliendo le eventuali parti deteriorate.


    Le radici, le altre parti sotterranee della pianta ed i frutti possono essere anche essicati esponendoli al calore del sole dopo averli tagliati o spaccati per il lungo e infilati con uno spago in lunghe collane, poi appese.
    Se l'essicazione e' avvenuta correttamente, l'aspetto finale sara' simile, specialmente nel colore, a quello delle parti fresche.

    Per conservarle
    (vale sia per quelle che avete fatto essiccare che per quelle acquistate)

    Usate dei sacchetti di carta, di stoffa o contenitori in legno. Evitate la plastica e tutti quei materiali che non permettono la traspirazione.
    Le piante non andrebbero conservate per piu' di un anno, per cui scrivete la data di raccolta o di acquisto sul contenitore dove le avete poste.
    Prima di essere utilizzata, la droga secca deve essere sminuzzata (non eccessivamente, però ), perchè le sostanze attive possano piu' facilmente infondersi nei liquidi in cui la droga viene messa.
    Anche le parti legnose e più dure andrebbero ridotte in piccole dimensioni.

    Per queste operazioni e' consigliato il mortaio, preferibilmente in pietra, porcellana o vetro. Quelli in legno sono meno adatti in quanto difficili da pulire dopo l'uso, mentre quelli in metallo sono sconsigliati perche' le sostanze delle droghe potrebbero combinarsi con il metallo, corrompendosi.

    La scorta delle droghe frantumate e pronte per l'uso deve corrispondere, al più, alla quantità occorrente per una settimana, poichè la droga sminuzzata perde velocemente i suoi principi attivi.


    Erboristeria Officinale
    Tabella del Tempo Balsamico

    Gennaio

    Bergamotto

    Febbraio

    Abete bianco, Abete rosso, Cipollaccio col fiocco, Cipresso, Favagello

    Marzo

    Asparago, Barba di becco, Borsa di pastore, Bosso, Cappero, Enula campana, Erica carnicina, Faggio Felce florida, Fumaria, Genziana, Lichene pulmonario, Margheritina, Nocciolo, Olivo, Olmo, Pesco, Pino silvestre, Pippo, Prugno, Quercia, Salice rosso, Sanguinello, Serenella, Viola mammola.

    Aprile

    Acero, Agrifoglio, Alliaria, Betonica, Betulla, Biancospino, Billeri, Calamo aromatico, Calendula, Carciofo, Castagno, Castagno d'india, Centocchio, Crescione, Efedra, Favagello, Fico d'india, Fitolacca, Fragola, Frangola, Frassino Gramigna rossa, Imperatoria, Lapazio, Larice, Ligustro, Lentisco, Manna, Mentastro, Noce, Ontano, Ortica, Primavera, Prugno spinoso, Rovo, Salice bianco, Tamerici, Tarassaco, Tiglio semplice, Valeriana, Viola del pensiero.

    Maggio

    Acetosa, Acetosella, Aglio orsino, Altea, Arancio amaro, Asperula, Bagolaro, Bocca di lupo, Bugula, Camomilla, Ciliegio, Cineraria, Cino glosso, Cinquefoglio, Edera terrestre, Erba roberta, Erba ruggine, Farfaraccio, Fico, Finocchio marino, Fiordaliso, Calega, Malvone, Mestolaccia, Morine, Podagraria, Prezzemolo, Pulmonaria, Quercia marina, Rosa canina, Rosa rossa, Rosolaccio, Sanbuco, Sanicula, Sedano montano, Senecione, Serenella, Trifoglio fibrino.

    Giugno

    Agrimonia, Amarena, Amorino, Avena, Balsamina, Bocca di leone, Borragine, Camedrio, Canepizio, Caprifoglio, Cardiaca, Cardo benedetto, Centinodio, Cicutaria, Cimbalaria, Coclearia, Consolida maggiore, Crespino, Cuscuta, Dragoncello, Ebbio, Echio, Erisimo, Eucalipto, Eupatorio, Fico d'india, Fragola, Giglio bianco, Ginestrino, Lampone, Ligustro, Malva comune, Malva silvestre, Margherita, Millefoglio, Mirtillo, Mirto, Nepetella, Ortica bianca, Parietaria, Pervinca, Pesco, Pilosella, Pulegio, Risetto, Rosmarino, Ruta, Salcerella, Salvia, Serpillo, Timo, Verbasco, Veronica, Vulneraria.

    Luglio

    Achillea moscata, Alchemilla, Alloro, Anagallide, Arancio dolce, Argentina, Arnica, Artemisia, Assenzio, Ballotta, Bardana, basilico, Betonica, Bistorta, Canapa selvatica, Capelvenere, Carciofo, Cardo mariano, Carota, Cataria, Centaurea minore, Cetriolo, Cicoria, Coda cavallina, Corbezzolo, Corniolo, Cotogno, Cumino dei prati, Dittamo, Edera, Elicriso, Eliotropio, Erba vescica, Erigero, Eufrasia, Farfara, Fieno marrubio, Meliloto, Melissa, Menta acquatica, Menta piperita, Mentastro, Mentone, Mugo, Origano, Pastinaca, Piede di gatto, Pampinella, Pologala, Porcellana, Prunella, Rapunzia, Riebes nero, Ribes rosso, Salvia sclarea, santolina, Semprevivo, Senape bianca, Tiglio semplice, Tiglio doppio, Verbena.

    Agosto

    Aglio, Anice verde, Brugo, Caglio, Carrubo, Cipolla, Coriandolo, Epilobio, Erniaria, Fagiolo, Finocchio, Finocchio marino, Fitolacca, Giaggiolo, Girasole, Iride germanica, Lampone, Licopodio, Linaiola, Lino, Luppolo, Maggiorana, Melanzana, Mirtillo, Nocciolo, Noce, Olivella, Olmaria, Peperoncino, Piantaggine, Polipodio, Prezzemolo, Prugno, Psilio, Ronice, Rosolida, Santoregia, Sedano, Serenella, Spincervino, Tormentilla, Uva ursina, Verga d'oro, Vite, Vulvaria.

    Settembre

    Aneto, Angelica, Angelica selvatica, Arnica, Barba di becco, Bistorta, Calamo aromatico, Calcatreppolo, Calendula, Canna, canna di palude, Cappero, Cardo dei lanaioli, Cariofillata, Castagno d'india, Cedrina, Cicoria, Cinquefoglio, Dittamo, Giglio bianco, Ginepro rosso, Nigella, Ononide, Ortica, Peucedano, Pungitopo, Quercia, Rosa canina, Rovo, Salcerella, Sanicula, Sorbo rosso, Tamerici, Tarassaco, Valeriana, Zucca.

    Ottobre

    Acetosa, Ailanto, Antea, Asfodelo, Asparago, Bardana, Borsa di pastore, Carlina, Carota, Consoplida maggiore, Corniolo, Cotogno, Crespino, Ebbio, Enula campana, Erba ruggine, Eupatorio, Felce maschio, Genziana, Ginepro, Giuggiolo, Imperatoria, Lapazio, Limone, Lingua di cane, Liquirizia, Malva silvestre, Ninfea, Pioppo, Podagraria, Primavera, Prugno spinoso, Rabarbaro alpino, Rapunzia, Sedano montano, Sigillo di Salomone, Sorbo, Tamaro, Valeriana rossa, Vulneraria, Zafferano.

    Novembre

    Agrifoglio, Alloro, Felce florida, Finocchio, Frangola, Mestolaccia, Nespolo, Olmo.

    Amuleti e Talismani

    Amuleti e Talismani

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    Amuleto: etimologia incerta; forse deriva dal latino amulìtu(m), derivante a sua volta dal termine "amoliri", allontanare.

    Talismano: Dal persiano "tilisma¯n" (pl. di tilism), e questo dal greco "télesma" 'rito (religioso)'


    Capita sovente che amuleti e talismani siano "scambiati" tra di loro. Ma non sono uguali.

    L'amuleto e' considerato "protettivo/passivo", mentre il talismano viene considerato "proiettivo/attivo";
    l'amuleto protegge e "porta fortuna" in generale;
    il talismano propizia e attira particolari benefici, arrivando anche a donare delle potenzialità al suo possessore.

    L'amuleto e' solitamente o un oggetto semplice, naturale (es. una pietra) o un manufatto "artificiale" (es. un ciondolo a forma di quadrifoglio);
    il talismano e' invece un manufatto o un oggetto naturale lavorato appositamente per uno scopo, secondo le corrispondenze, in particolare quelle astrologiche.

    Ecco alcuni esempi di oggetti considerati dei classici amuleti:

    Coccinella (vera o sotto forma di monile)

    Una coccinella, se vola vicino o si posa addosso, porta fortuna e denaro (se non viene scacciata o infastidita). Per lo stesso motivo si indossano monili con la sua forma.


    Corno e/o cornetto

    Portafortuna d'eccellenza, molto diffuso nell'Italia meridionale. Protegge dal malocchio, dalle invidie e dai tiri mancini. Quello classico e' rosso e dovrebbe essere fatto a mano.


    Ferro di cavallo

    Se appeso alla parete, o da qualche altra parte, deve avere le estremità rivolte verso l'alto. Toccarlo porta fortuna e soldi. Non deve essere nuovo, ma perso dal quadrupede. Si dice che se proviene dagli zoccoli posteriori, porti sfortuna: "Ferru davanti a casa va avanti, ferru d'arréri a casa va d'arréri" (Pitrè)


    Lucchetto

    Per la longevità, la salute e la fertilità.


    Mano (monile)

    Ce ne sono con diverse posizioni delle dita:
    a pugno con indice e mignolo sollevato (le classiche corna) contro la malasorte e il malocchio /indice e mignolo puntano agli occhi dello jettatore);
    la manufica, con pugno chiuso e pollice che spunta tra indice e medio contro il malocchio; tipico dell'area mediterranea, in particolare la sardegna.
    la mano di Fatma (o Fatima), aperta con da tre a sei dita distese e unite, e una pietra, un disegno o un occhio al centro del palmo, contro la negatività in generale e contro le malattie (in particolare se presente l'occhio).Frequente nei paesi arabi.


    Occhio (monile)

    Contro il malocchio. Viene anche considerato efficace nel prevenire in particolare gli incidenti.


    Pelle di serpente

    sotto forma di braccialetto, con chiusura d'oro, tiene lontane le malattie.


    Pesce (monile)

    Aiuta a trasformare i sogni in realtà.


    Quadrifoglio

    E' il portafortuna per eccellenza. Trovarne uno indica che la buona sorte e' dalla propria parte.


    Ruota

    una ruota di carretto come "ornamento" casalingo aiuta a far girare la sorte all'occorrenza. Se tutto va bene, non si deve toccarla: se le cose vanno male, farla girare aiuta il cambiamento.


    Zampa di coniglio (o di lepre)

    Altro "oggetto" considerato un grande portafortuna.

    Pietre e Cristalli

    Pietre e Cristalli

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    Le pietre e i cristalli, possiedono un fascino tutto loro. Da sempre l'uomo ne' e' rimasto incantato, e con il tempo, ha imparato ad apprezzarle anche oltre il puro lato estetico. Con l'avvento delle scienze moderne, questo utilizzo e' andato sempre piu' scemando, venendo relegato nel mito e nella leggenda... se non direttamente nella superstizione.

    Ma nella pratica dell'Arte, le particolari qualita' delle gemme, prezioso dono della natura, non sono mai state dimenticate, ne' ignorate. Certo non tutti vi ricorrono, ma la loro importanza in magia e stregoneria e' sempre riconosciuta.

    Possono essere utilizzate da sole, in forma grezza o lavorata, come amuleti e talismani, incastonate o libere, e per molteplici scopi, che vanno dalla meditazione, alla purificazione, alla protezione.

    Chi le conosce, sa che molto spesso sono loro stesse a scegliere noi, per simpatia o per necessita' nostre inconscie. Per cui se ne state oservando una, e ve ne sentite attratti... non pensateci troppo sopra, e (se e' in vendita ovviamente) portatela via con voi.

    Per ultimo, permettetemi due note:

    1) E' consigliato purificare periodicamente le pietre, per eliminare le possibili negativita' accumulate, e per aiutarle a rigenerare le proprie qualita' ed energie.

    2) Perche' siano veramente efficaci, e' sempre meglio che siano a contatto con la pelle. Se decidete di farle incastonare, tenetelo a mente.

    Pietre e Cristalli - Purificazione

    Ci sono diversi metodi per purificare le pietre, alcuni specifici, altri utilizzabili generalmente con qualsiasi tipologia di pietra.

    Normalmente le pietre andrebbero purificate periodicamente, in modo da 'ripulirle' dalla negativita' e dalle impurita' che hanno raccolto nel tempo e con l'uso.

    Altrettanto di consueto si dovrebbero 'pulire' le pietre appena acquistate, in modo che siano libere da ogni precedente influenza.


    Metodi di purificazione

    Premetto subito che e' sconsigliato mettere le pietre a contatto con il sale: per quanto questo sia un ottimo mezzo di puriicazione, risulta deleterio per l'integrita' della vostra pietra o cristallo. Il sale infatti puo' infiltrarsi nelle microfratture della pietra, rovinandola o rompendola.

    Precisato cio, passiamo agli altri metodi.


    Acqua

    Ponete le vostre pietre sotto l'acqua corrente per diversi minuti, lasciando che questa scivoli via portandosi dietro tutte le impurita'. L'ideale sarebbe farlo in un ruscello o un torrente' cosa pero' non sempre fattibile per molti.
    Altrimenti, lasciate la pietra immersa in un contenitore pieno d'acqua per un periodo che va' da una notte (purificazione periodica) a un paio di giorni (prima purificazione). A seconda della caratteristica della pietra e della sua corrispondenza, solare o lunare, potete esporla all'uno o all'altra durante questa operazione. Alla fine gettate via l'acqua e terminate di sciacquare la pietra con l'acqua corrente per qualche minuto.


    Terra

    In giardino, se l'avete, o altrimenti in un vaso, seppellite la vostra pietra e lasciatela scaricare per alcuni giorni. Al termine, lavatela, asciugatela e riponetela al suo posto.


    Purificazione semplice

    Questo metodo va bene per la 'pulizia' periodica. Esponete la vostra pietra alla luce solare, avendo cura di metterla in un luogo dove nessuno la possa toccare, e lasciatela li' tutto il giorno. Al tramonto ritiratela.
    Stessa cosa vale con la luna, meglio se piena, in particolar modo per le pietre lunari.

     

    Purificazione con i quattro elementi

    Questo rituale e' particolarmente adatto se la purificazione avviene per la prima volta.

    Sul vostro altare, fisso o provvisorio che sia, ponete a nord della terra fresca (puo' essere in un contenitore o direttamente una pianta in vaso). A est mettete dell'incenso, a sud una candela e a ovest l'acqua, nella coppa magari.
    Al centro ponete la pietra che volete purificare.

    Quando siete pronti, prendete la pietra e mettetela nella terra, fino a coprirla. Mentre e' sepolta, esponete il vostro intento.
    Un esempio potrebbe essere: Con la Terra sii purificata

    Dopo qualche minuto ritirate la pietra e passatela piu' volte nel fumo dell'incenso, in senso antiorario.
    Ripetete il vostro intento: Con l'Aria sii purificata

    Ora passate la pietra sulla fiamma della candela, e ancora ripetete: Con il Fuoco sii purificata

    In ultimo, ponete la pietra nell'acqua per qualche minuto, mentre per l'ultima volta dite: Con l'Acqua sii purificata Al termine, ritirate la pietra, asciugatela in un panno nuovo, e trattenetela tra le vostre mani. A questo punto la pietra e' purificata e pronta. Se pero' lo ritenete necessario, potete ripetere l'intera operazione piu' volte di seguito.

    Tabella descrittiva delle pietre, in ordine alfabetico.

    Acquamarina

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    Possiamo definirla la pietra degli innamorati.
    Si usava in passato per gli anelli di nozze. Protegge l'amore, le unioni. Protegge anche i viaggiatori.
    Tra altre le sue qualita', ricordiamo l'influenza sulla gola e sul cavo orale, contro dolori e malattie.
    E' associata ai pianeti Mercurio e Nettuno.

    Adularia  -  Vedi Pietra di Luna


    Agata

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    E' la pietra della riuscita, del raggiungimento vittorioso di uno scopo. Nel passato gli atleti agonisti la portavano con se, per propiziare la vittoria.
    Ha qualita' rilassanti, fortificanti; dona coraggio e fiducia nelle proprie capacita'. Alcune sue caratteristiche variano a seconda del colore. Nella varieta' blu aiuta contro la timidezza.
    Il pianeta associato e' Marte.

    Amazzonite

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    E' una pietra curativa, purificante e riequilibrante, che favorisce l'autocontrollo. Combatte inoltre il fumo e le droghe.

    Ambra

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    E' una resina fossile, quindi di origine organica.
    Quella vera, e' difficile da trovare; spesso infatti sulle bancarelle, se ne trovano solo imitazioni. Una possibilita' di distinzione tra originale e fasulla, se non si e' pratici, puo' essere data dal costo.
    In passato si riteneva proteggesse dai tradimenti, e che diventasse scura quando chi la portava si trovava in p ericolo di vita. Dona forza, saggezza e pace. Inoltre ha la proprieta' di assorbire il dolore.

    Ametista

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    Pietra dello spirito, benefica e protettiva. Armonizza le energie ed ha qualita' curative. Secondo alcune credenze, e' l'unica pietra in grado di evitare l'ubriachezza.
    E' collegata alla Luna, a Nettuno e a Giove.

    Apatite

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    Pietra curativa per le ossa e i denti. Protettiva contro le fratture e gli incidenti agli arti.

    Calcedonio

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    Si dice che la varieta' azzurra/bluette sia una pietra cara alla Dea. Propiziatrice e benefica nei casi legali, nei viaggi, nelle operazioni chirurgiche, e nell'affrontare le malattie croniche.

    Calcite

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    Ha la capacita' di equilibrare le polarita' maschili e femminili. Alcune sue caratteristiche variano a seconda del colore.

    Corniola

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    Per la salute in generale, per i disturbi collegati al sistema circolatorio in particolare. Rivitalizzante e fortificante.
    Era consuetudine un tempo, fabbricare i sigilli con questa pietra, per attirare le entita' benevole.

    Cristallo di Rocca - Vedi Quarzo


    Damburite

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    Pietra trasparente simile al cristallo, stimola i cinque sensi ed in particolare l'udito. Permette di mantenere la purezza interiore e favorisce il controllo degli istinti sessuali.
    Favorisce la chiarudienza. Da usare per avere chiari messaggi telepatici.

    Diamante

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    Pietra femminile per eccellenza.
    Ottimo e potente amuleto, specialmente per le donne.

    Diaspro

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    Pietra curativa e protettiva, contro la negativita' e il malocchio.
    Considerata nell'antichita' un potente antidoto, oltre che particolare sostenitrice dell'eloquenza. Era infatti convinzione che un'oratore, grazie al Diaspro, riuscisse a divenire piu' convincente di qualsiasi suo rivale.
    Per quanto riguarda l'aspetto curativo, e' particolarmente indicata nei problemi epatici e del sangue.
    E' inoltre considerata propiziatrice della fertilita'.

    Ematite

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    Stimola il coraggio e la concretezza. Aiuta a purificare il fisico, e in particolare il sangue. Combatte le anemie e i problemi a carico dei reni.

    Giada

    Va
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    Ha proprieta' calmanti e equilibranti. Favorisce la longevita' e la fertilita'. Eleva il livello di coscienza.

    Granato

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    E' simbolo di sincerita', ma anche di forza, coraggio e volonta'. E' considerato un amuleto propizio al benessere. Stimola inoltre la sessualita'.
    Labradorite

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    Simboleggia la capacita' di seduzione, il successo in amore.
    Nel XVII secolo, era consuetudine tenere un oggetto con questa pietra vicino al letto, per favorire la sessualita'.
    Accresce il magnetismo di chi la porta, e assicura la riuscita nelle relazioni sociali.
    Stimola inoltre il risveglio delle qualita' nascoste.

    Lapislazzulo

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    Nell'antichita' era il simbolo della ricchezza. Si diceva che chi lo avesse indossato, non avrebbe mai avuto problemi finanziari.
    Tra le altre qualita', l'esaltazione delle facolta' psichiche e della creativita'.

    Malachite

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    E' stata per secoli una delle pietre preferite da regnanti e nobili, come simbolo dell'intelligenza.
    I generali greci si ornavano con queste pietre, poiche' erano convinti che avrebbero ispirato loro l e strategie migliori.
    Varie tradizioni attribuiscono inoltre a questa pietra la capacita' di persuadere, di allontanare il malocchio ed eliminare gli ostacoli.
    Assorbe le energie negative e allevia il dolore. Era anche usata come pietra curativa per aiutare le donne in gravidanza e durante i parti.

    Occhio di Tigre

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    Aiuta nel commercio e nel lavoro. Favorisce la concentrazione, esalta l'intuizione e l'ispirazione. Aiuta nell'introspezione, favorendo una maggiore visione interiore.

    Onice

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    Riduce lo Stress, allontana la malinconia, favorisce la stabilita'. Allevia ogni tipo di dolore e guarisce le infezioni.

    Ossidiana

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    Aiuta a non disperdere le energie.

    Quarzo Ialino

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    Chiamato anche Cristallo di Rocca, e' una pietra estremamente energetica. Amplifica il pensiero, protegge, purifica, scarica le tensioni e rigenera.
    Nei tempi passati, si racconta fosse consuetudine regalarlo ad una ragazza nel giorno del suo quindicesimo compleanno, perche' propiziasse un felice avvenire.

    Quarzo Citrino

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    Porta gioia, vitalita' e ottimismo. Sblocca tensioni e angosce.

    Quarzo Rosa

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    Attenua gli sbilanciamenti sessuali e emozionali. Aumenta la fertilita'.
    Amplifica i pensieri d'amore verso se stessi e gli altri.
    Difende dalle emozioni negative, dai risentimenti e dalle vendette.
    Si dice inoltre sia raccomandata a venditori e commercianti, perche' aiuta la prosperita' finanziaria.

    Peridoto

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    Simbolegga l'imprevisto favorevole, le sorprese positive.
    Un tempo veniva usata contro gli attacchi dei ladri nei viaggi in carrozza.
    Evita le crisi, gli incidenti, e si dice possa aiutare a produrre miglioramenti nelle malattie croniche.
    Stimola la mente.

    Perla

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    E' di origine organica. Il suo valore, suscita diverse perplessita': per alcuni e' portatrice di lacrime e di mala sorte (specialmente le perle in gruppo), per altri e' l'emblema della fascino femminile (una sola perla simboleggiava anche la virtu').
    Nel passato venivano usate come antidoto, dopo essere state polverizzate e mescolate con l'acqua.

    Pietra di Luna

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    Detta anche Adularia.
    E' una gemma legata al femminile e alla Dea. Aiuta a combattere l'ansia e ad equilibrare le emozioni (per entrambi i sessi).
    Utile anche per il lavoro, favorisce la riflessione. Stimola la circolazione linfatica.
    Come pianeti e' ovviamente collegata alla Luna.

    Rubino

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    Purificante, stimola il coraggio, la volonta', la sessualita'. Difende dai nemici.

    Sardonice

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    Simboleggia il coraggio e l'audacia.
    E' utile per chi deve intraprendere compiti pericolosi e/o difficili.
    Stimola la voglia di vivere e l'ateggiamento positivo.
    Come proprieta' curative, aiuta contro gli avvelenamenti e le emorragie.

    Selenite

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    Un altra pietra legata al femminile e alla luna, dalla cui Dea Selene prende il nome. Viene scambiata nella coppia per la riconciliazione, e portata addosso fornisce energia al corpo.

    Smeraldo

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    Propizio per le relazioni affettive, per alcuni simboleggia la liberta' e l'amore assoluto. Ha qualita' divinatorie, e in passato veniva impiegato per aiutare nella ricerca di oggetti perduti. Rafforza la memoria, e combatte febbre e anemie.

    Sodalite

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    Aumenta il pensiero creativo e ha effetto tranquillizzante.
    Favorevole a chi opera nel campo della comunicazione.
    Allontana paure, timori e sensi di colpa.
    Predispone inoltre al sonno, e all'equilibrio del metabolismo.

    Topazio

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    Pietra solare, e' il simbolo della felicita' e della gioia.
    Attira le simpatie, favorisce le amicizie e la passione nelle relazioni sentimentali.
    Si dice muti colore, impallidendo, in presenza di veleni o sostanze tossiche, o in caso di tradimenti.
    Nel passato era apprezzato per il potere di calmare la collera, scacciare la malinconia e aguzzare l'ingegno.
    Portato sulla parte sinistra del corpo, accresce il prestigio di chi lo indossa.

    Tormalina
    Vai alla galleria Ha diverse varieta' di colori, ognuna con una sua caratteristica particolare. Vitalizza, favorisce la concentrazione e l'ispirazione creativa.
    In generale si dice aiuti a far rinascere la passione, e a destare l'interesse della persona che si desidera conquistare.
    Turchese

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    Simbolo della lunga vita e della morte serena.
    Efficace amuleto contro gli incidenti e le tragedie.
    Si ritiene calmi la collera ed aiuti nelle riconciliazioni.
    E' rigenerante e ricostituente.

    Zaffiro

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    Nell'antichita' questa pietra era ritenuta la sintesi di tutte le gemme, poiche' ne possedeva in se' tutte le qualita'.
    Si dice che fosse l'unica pietra con cui in Grecia si ornavano i sacerdoti del Dio Zeus.
    Come amuleto favorisce le situazioni piacevoli, la gioia, i divertimenti.
    E' efficace contro le invidie, le menzogne e la poverta'.

     




    August, 2007

    Altare

    L'altare è uno spazio Sacro. Il vostro spazio sacro.

    http://img526.imageshack.us/img526/1116/altaremp2.jpg

    Può essere di qualsiasi materiale (meglio se naturale), come pietra, legno, vetro o metallo. La forma non e' importante, basta che abbia una superficie abbastanza larga perche' possiate appoggiarvi i vostri strumenti.

    Alcuni ritengono che, per tradizione, dovrebbe essere posizionato verso Nord o verso Est, ma se per motivi logistici non e' possibile, qualsiasi direzione andra' bene.

    Qui di seguito vediamo brevemente un esempio per la disposizione degli oggetti per un altare secondo la tradizione Wiccan.

    Altare semplice
    Disposizione degli oggetti

    Immaginate lo spazio dell'altare suddiviso in tre aree: destra, sinistra e centro.

    La parte destra e' quella "riservata" al maschile, quindi a tutti gli oggetti corrispondenti, come l'Athame, l'incenso, la bacchetta.

    La parte sinistra e' quella "riservata" al femminile, quindi a tutti gli oggetti corrispondenti, come la coppa e la campana.

    La parte centrale e' invece riservata ad entrambi, e li si possono collocare il piatto da offerta, il proprio grimorio/libro delle ombre, e tutti quegli oggetti che non hanno una collocazione precisa.

    I simboli delle divinita', che possono essere tanto le candele (bianca per la Dea - rossa o nera per il Dio) quanto delle statuette o un altro tipo di immagini, vanno sistemati di conseguenza con le suddivisioni sopra descritte: simbolo della Dea a sinistra, simbolo del Dio a destra.

    Anche eventuali ulteriori simboli degli elementi seguono lo stesso criterio, sempre in base alle relative corrispondenze.

    Nota: a seconda delle tradizioni possono esserci delle varianti nella disposizione o presenza di alcuni oggetti.

    Ad ogni modo non esistono limiti, se non di spazio, a quello che potete mettere sul vostro altare; potete decorarlo e ornarlo con cio' che piu' vi aggrada (modificando magari le decorazioni in base al periodo stagionale). Potete mettere cristalli, piante, fiori, oggetti che vi sono cari, gioielli... cosa volete, davvero.
    L'importante e' ricordare che quello e' il vostro spazio sacro e come tale va' trattato.

    Prima di pensare di allestirne uno, considerate quindi tutte le eventuali interferenze o fastidi che possono derivarne. Non e' comunque obbligatorio averne uno fisso, magari modello mausoleo: basta poco, anche una mensola nella vostra camera; oppure potete tenere riposti i vostri oggetti e strumenti ed allestire l'altare a seconda dell'occorrenza o dell'occasione.

    Note pratiche

    Molti coprono l'altare con un panno; se decidete di fare lo stesso, vi consiglio di fare attenzione ai portacandele e alla cera che ne puo' colare, e di mettere sempre qualcosa di non infiammabile, magari un piattino, sotto qualsiasi oggetto che bruci, con o senza fiamma.

    Ultima nota per i non praticanti

    MAI toccare un qualsiasi oggetto su un altare. E' un'enorme mancanza di rispetto.

    Gli Strumenti della Stregoneria


    Gli strumenti. Cosa sono, a cosa servono?
    Gli strumenti sono gli oggetti dell'Arte, come viene chiamata la Stregoneria. Sono strumenti in quanto vengono usati nelle cerimonie, nei rituali, come mezzi attraverso cui operare.
    Badate, ho detto mezzi.
    Perche' questi oggetti, non sono magici, come potrebbe venire da pensare, tipo quelli delle favole. Si, c'e' la bacchetta, ma non pensiate che sia quella della Fata Turchina...

    L'unico strumento veramente importante ed essenziale, ricordatevi, e' la Strega.
    Se vogliamo fare un paragone, che a mio parere rende abbastanza l'idea, pensate ad un artista, ad un pittore. Gli strumenti sono i pennelli e i colori, la tela e' l'operazione, il dipinto lo scopo. Avete mai visto un pittore comodamente seduto a bere il caffe' mentre i pennelli lavorano da soli per lui? Non credo proprio. Il pittore, utilizzando la sua capacita', maneggia i pennelli, mescola i colori, e crea il quadro. La mente pensa, la mano esegue attraverso gli strumenti, e il quadro si concretizza.

    Ma ricordatevi un'altra cosa importante... senza la capacita' e la tecnica, se non viene fuori una crosta e' solo un caso...

    Non basta avere pennelli e colori per fare un quadro. Bisogna saper dipingere. E lo stesso vale in stregoneria.

    Vediamo comunque alcuni strumenti.


    Pentacolo (o pentagramma)

    Il pentacolo o pentagramma e' il simbolo che riunisce in se tutti gli elementi, piu' lo spirito. E' una stella a cinque punte, con una rivolta verso l'alto, racchiusa in un cerchio: La stella simboleggia anche l'uomo (se ricordate, l'uomo vitruviano di Leonardo, puo' essere racchiuso perfettamente nel pentacolo), come anche il microcosmo e il macrocosmo.Forse e' uno degli oggetti con il maggiore significato simbolico.

    Sull'altare (inciso o disegnato su una superfice rigida) viene a volte collocato a rappresentare la Terra, in altre viene usato come offertorio (vi si collocano sopra i doni per gli Dei). Molte streghe lo utilizzano anche come talismano, portandolo addosso sotto forma di ciondolo o monile, altre lo indossano come segno distintivo del loro credo.

    A differenza di quello che comunemente si pensa, quando e' rovesciato (come fanno certe persone, e sappiamo bene chi) non ha una connotazione negativa, ma simboleggia solo un differente "punto di vista" con la parte materiale a predominare su quella spirituale. In alcune tradizioni e' un simbolo di grado iniziatico.

     

    Athame - Pugnale
    Tradizionalmente e' un coltello a doppia lama con un manico nero. Si usa sempre per rituali o operazioni inerenti all'Arte. Rappresenta l'elemento del Fuoco e la parte maschile del divino. Sulla lama o sull'impugnatura si possono incidere dei simboli, o il proprio nome, personificandolo.
    Se viene fatto cio', l'athame non rimarra' un semplice oggetto inanimato, ma avra' la vostra energia. Dovrete quindi trattarlo con molta cura e rispetto. Puo' essere utilizzato per aprire il cerchio, per invocare gli elementi, o nei rituali di fertilita' e propiziazione, in particolare nel Grande Rito, insieme alla coppa.

    Non viene mai usato per tagliare, se non le erbe da utilizzare nei rituali. In quel caso viene pero' solitamente adoprato un athame chiaro, dal manico bianco. Uno degli usi per cui a volte viene impiegato, e' per spegnere le candele, dato che molti ritengono fuori luogo ricorrere alla saliva o al soffiarci sopra.

     

    Coppa o calice

    E' un oggetto collegato alla Dea e all'elemento Acqua. Può essere di differenti materiali, metallo o vetro, ma alcuni la preferiscono in argento, dato che questo e' il metallo della Dea.

    Viene usata per il vino, o le bevande nei banchetti cerimoniali, come contenitore dell'acqua sull'altare e nei rituali di fertilita' e propiziazione.

    Insieme all'Athame viene utilizzata per il Grande Rito.

     

    Bacchetta

    La bacchetta e' collegata all'elemento Aria, e puo' essere utilizzata per differenti operazioni. Puo' venire usata per dirigere l'energia o tracciare il cerchio.

    Tradizionalmente e' lunga dal gomito alle dita della mano (ma ve ne sono di tutte le misure) ed e' costruita con il legno di alberi particolari, quali il nocciolo, la quercia, il sambuco, il sorbo.

    Alcuni, pochi per la verita', la utilizzano anche nelle operazioni di ricerca e la rabdomanzia. La bacchetta puo' venire poi decorata come meglio aggrada, con cristalli, pietre, nastri o incisioni. Diverse streghe ne posseggono piu' di una.

     

    Incensiere o turibolo

    L’incensiere rappresenta l’elemento dell’Aria, ma anche l'elemento Fuoco.

    Viene usato per bruciarvi l'incenso, e si differenzia in forma e materiale, anche a seconda del tipo di incenso utilizzato (grani o bastoncini).Si utilizza sull'altare, o anche semplicemente per la divinazione o la meditazione, in base all'uso dell'incenso stesso.

     

     

    Scopa di saggina

    Si, la scopa c'e' davvero. Ma non serve per volare. Tradizionalmente e' la classica "granata" con il manico in legno e la saggina per spazzare.

    Il suo scopo e' quello di "pulire" dalle energie negative lo spazio sacro dove ci si appresta ad operare.

    Il suo simbolismo e' anche legato alla fertilita'. infatti nei matrimoni pagani, gli sposi usano saltare dall'altra parte del manico, per propiziare un'unione feconda.

     

    Campana

    Le campane, o campanellini, nei rituali vengono usate per dare inizio o per chiudere un operazione.

    Anche questo è un simbolo della Dea e quindi come la coppa il suo materiale e' in argento.

    E' anche connessa all'elemento Aria.

     

    Calderone

    E' il simbolo della Dea e dell'elemento Acqua. Tradizionalmente dovrebbe essere in metallo (ferro), con un'apertura piu' stretta rispetto alla circonferenza del corpo e con tre gambe (o poggiato su di un treppiede staccato).

    Si usa nella cucina rituale, o anche per accendervi fuochi all'interno, o per contenervi acqua ed erbe.

    Il suo simbolismo e' legato all'aspetto materno/fecondo della Dea, e nella tradizione celtica e' legato alla Dea Cerridwen (si pronuncia Kerridwen) e al suo calderone della saggezza.

     


     

    Fasi lunari secondo le streghe - Le ore Planetarie

    Le Fasi Lunari secondo le Streghe

    L'immagine “http://www.mistic.it/misteri/luna.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

    "Gobba a Ponente, Luna Crescente.
    Gobba a Levante, Luna Calante"

     

    La Luna.

    Fiumi d'inchiostro e di lacrime si sono sprecati, in secoli e secoli, per decantare questo pallido, argenteo lume notturno. Anche le leggende e i proverbi fioritivi intorno sono innumerevoli in tutte le culture.

    Ed anche noi vi prestiamo molta attenzione, piu' di molti altri. Perche' la stregoneria, come culto e pratica, e' indissolubilmente legata alla Luna.

    Bisogna sempre fare attenzione al momento che si sceglie per operare un rituale. Anche questo ha la sua influenza, in base alla fase lunare relazionata allo scopo che si vuole ottenere.

    Se ad esempio si vuole ricorrere ad un rituale di propiziazione, si attendera' la fase crescente o la luna piena. Al contrario, non si operera' per quello scopo nella fase calante, o in luna nuova, dato che questa predispone all'allontanamento e alla decrescita di qualcosa...

    http://www.matematicamente.it/tesine/latella/Tesina/Images/Fasi_Lunari.gif



    Crescente
    Il periodo di tempo tra la luna nuova e la luna piena.
    E' in questa fase il momento per operare rituali di accrescimento, di propiziazione, di avvicinamento, di protezione.

     

    Piena
    Quando la Luna e' completamente visibile.
    E' il momento in cui si festeggia l'Esbat. Qui le possibilita' e le "energie" della fase crescente sono al culmine.

     

    Calante
    Il periodo di tempo tra la luna piena e la luna nuova.
    E' in questa fase il momento per operare rituali volti all'allontanamento, al bando, alla dispersione della negativita', alla restituzione di torti, al danno.

     

    Nuova
    Quando la Luna è completamente invisibile.
    E' una fase controversa: per alcuni è un momento in cui operare per terminare/porre fine a qualcosa, (una malattia magari), altri dicono che non dovrebbero esservi fatti rituali (se non quelli di negatività); per altri ancora è la prima fase della rinascita, in cui cominciare progetti o cose nuove.

     

    Le Ore Planetarie

    http://www.arsumbrae.it/storia/canonica.JPG

     

    Normalmente, in una giornata, noi abbiamo 24 ore di 60 minuti l'una, tutte sempre uguali, ogni giorno: non consideratele troppo. Qui si parla di un differente tipo di ora.

    Le ore planetarie sono determinati periodi di tempo all'interno di un giorno che ricadono sotto l'influenza dei pianeti.
    Questi periodi sono suddivisi in 2 gruppi nell'arco delle 24 ore:
    12 ore del giorno (ore di luce solare, dall'alba al tramonto) e 12 ore della notte (dal tramonto all'alba).

    Questa suddivisione fa si' che l'inizio e la durata di ogni ora planetaria sia diversa da un giorno all'altro, in quanto, come detto sopra, il calcolo si effettua in base al sorgere e tramontare del sole, due momenti che variano ogni giorno per tutto l'anno.

    Come si fa a calcolarle

    Prima di tutto bisogna conoscere l'ora dell'alba e quella del tramonto (relativa al luogo dove ci si trova) per il giorno desiderato (alla pagina 573 del televideo si puo' trovare l'orario dell'alba e del tramonto del sole e della luna per la giornata in corso).
    Poi si calcola il tempo tra questi 2 momenti e lo si suddivide per 12.
    Il risultato e' la durata dell'ora planetaria durante il periodo di luce (ore del giorno).
    Stessa cosa per la notte, calcolando il tempo tra tramonto e alba successiva (ore della notte).

    Come si stabilisce il pianeta relativo all'ora

    Ogni giorno della settimana è collegato ad un pianeta: la domenica e' dedicata al Sole, il lunedì alla Luna, il martedì a Marte, ecc.
    All'interno di ogni giorno, le ore successive sono a loro volta governate ciascuna da un pianeta. La prima ora del giorno è governata dal pianeta a cui e' dedicato il giorno della settimana in esame.
    Esempio: la prima ora della domenica è governata dal Sole, la prima del lunedi', dalla Luna, e cosi' via.

    Le ore planetarie hanno inoltre un preciso ordine di successione:
    Saturno, Giove, Marte, Sole, Venere, Mercurio e Luna.

    Quindi, prendendo in esame la domenica, come prima ora (quella che parte dall'alba) avremo quella del Sole, poi verra' quella di Venere, poi quella di Mercurio e cosi' via seguendo l'ordine fissato fino ad arrivare alla prima ora del giorno successivo (sempre collegata al pianeta giornaliero).


    Tabelle delle Ore Planetarie


    Tabella Ore Planetarie della Notte

    Ora

    Domenica

    Lunedì

    Martedì

    Mercoledì

    Giovedì

    Venerdì

    Sabato

    1

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    2

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    3

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    4

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    5

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    6

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    7

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    8

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    9

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    10

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    11

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    12

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

     

     

    Tabella Ore Planetarie del Giorno

    Ora

    Domenica

    Lunedì

    Martedì

    Mercoledì

    Giovedì

    Venerdì

    Sabato

    01

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    02

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    03

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    04

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    05

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    06

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    07

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    08

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    09

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    10

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    11

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

    Saturno

    Sole

    12

    Saturno

    Sole

    Luna

    Marte

    Mercurio

    Giove

    Venere

     

    Calendari Pagani

    Calendario Arboreo Celtico

    Questo primo calendario, quello celtico degli alberi, e' basato sull' Ogham, antico alfabeto degli alberi in cui ogni pianta corrispondeva ad una lettera. Questo calendario ha avuto diverse interpretazioni, in cui variano i nomi di alcuni mesi.

    Calendario Celtico degli Alberi


    Luis


    Sorbo


    21 Gennaio - 17 Febbraio

    Nuin

    Frassino

    18 Febbraio - 17 Marzo

    Fearn

    Ontano

    18 Marzo - 14 Aprile

    Saille

    Salice

    15 Aprile - 12 Maggio

    Huath

    Biancospino

    13 Maggio - 9 Giugno

    Duir

    Quercia

    10 Giugno - 7 Luglio

    Tinne

    Agrifoglio

    8 Luglio - 4 Agosto

    Coll

    Nocciolo

    5 Agosto - 1 Settembre

    Muin

    Vite

    2 Settembre - 29 Settembre

    Gort

    Edera

    30 Settembre - 27 Ottobre

    Ngetal

    Tasso

    28 Ottobre - 24 Novembre

    Ruis

    Sambuco

    25 Novembre - 22 Dicembre

    Il segreto della pietra grezza

    23 Dicembre

    Beith

    Betulla

    24 Dicembre - 20 Gennaio

    Calendario Runico

    In questo calendario i mesi sono divisi in periodi di 12 giorni circa, ognuno posto sotto l'influenza di una particolare runa.

    Calendario Runico dei mezzi mesi


    Eoh


    28 Dicembre - 12 Gennaio

    Peorth

    13 Gennaio - 27 Gennaio

    Elhaz

    28 Gennaio - 11 Febbraio

    Sigel

    12 Febbraio - 26 Febbraio

    Tyr

    27 Febbraio - 13 Marzo

    Beorc

    14 Marzo - 29 Marzo

    Ehwaz

    30 Marzo - 13 Aprile

    Man

    14 Aprile - 28 Aprile

    Lagu

    29 Aprile - 13 Maggio

    Ing

    14 Maggio - 28 Maggio

    Odal

    29 Maggio - 13 Giugno

    Dag

    14 Giugno - 28 Giugno

    Feoh

    29 Giugno - 13 Luglio

    Ur

    14 Luglio - 28 Luglio

    Thorn

    29 Luglio - 12 Agosto

    As

    13 Agosto - 28 Agosto

    Rad

    29 Agosto - 12 Settembre

    Ken

    13 Settembre - 27 Settembre

    Gyfu

    28 Settembre - 12 Ottobre

    Wyn

    13 Ottobre - 27 Ottobre

    Hagal

    28 Ottobre - 12 Novembre

    Nyd

    13 Novembre - 27 Novembre

    Is

    28 Novembre - 12 Dicembre

    Jera

    13 Dicembre - 27 Dicembre



    La settimana nella tradizione nordica

    Corrispondenze dei giorni della settimana nella tradizione nordica.

    Giorni

    Divinità

    Albero

    Runa

     


    Lunedi'


    Mani


    Salice


    Lagu


    L

    Martedi'

    Tiwaz

    Agrifoglio

    Tyr

    T

    Mercoledi'

    Woden

    Frassino

    Odal

    O

    Giovedi'

    Thor

    Quercia

    Thorn

    TH

    Venerdi'

    Frigg

    Melo

    Peorth

    P

    Sabato

    Saetere

    Ontano

    Dag

    D

    Domenica

    Sol

    Betulla

    Sigel

    S



    Giorni Lunari

    Il mese lunare di 28 giorni, in questo calendario viene diviso in piu' periodi di circa 2 giorni l'uno, dedicati ad una divinita' femminile particolare. Il giorno mancante e' invece dedicato al volto oscuro della luna (novilunio) e alla Dea mascherata, che anche se presente e' invisibile.

    Giorni (dal - al)

    Divinità


    01 - 03


    Persefone

    04 - 06

    Artemide

    07 - 09

    Kore

    10 - 12

    Hera

    13 - 15

    Demetra

    16 - 18

    Gaia

    19 - 21

    Hestia

    22 - 24

    Medusa

    25 - 27

    Hecate