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August, 2007 La Strega di BlairLa Strega di Blair Una interminabile serie di morti nel bosco di Blair
A una quarantina di miglia da Baltimora, nel 1734, nacque la piccola
comunità rurale di Blair, costituita da un'ottantina di case abitate
nella maggioranza da protestanti. Nel 1769 Elly Kedward, nota
come la strega di Blair, compare per la prima volta nell'elenco di
passeggeri imbarcati sullo "Seafarer" e diretti a Baltimora dall'Irlanda.
Nel 1785 l'intera popolazione di Blair accusa la Kedward di stregoneria: la
donna è riconosciuta colpevole di aver rapito alcuni bambini del
luogo allo scopo di berne il sangue. In una gelida notte Elly è
portata nel bosco, legata a un albero e abbandonata alla furia degli
elementi. Nel mese di novembre dell'anno successivo, tutti i bambini che si
erano detti vittime dei macabri rituali della Kedward scompaiono
improvvisamente; molti degli adulti postisi sulle loro tracce fanno la
stessa fine. MayaI Maya tra Misteri e Profezie
La cultura Maya era considerata la più importante cultura amer-indiana. I suoi aspetti distintivi erano le conoscenze astronomiche, matematiche (soprattutto per l’uso dello zero) e l’urbanistica, coniugate all’uso di un precisissimo calendario e a un sistema di scrittura dapprima ideografico (glifi) tradotto solo parzialmente e poi a un sistema punto e linea. Geograficamente il popolo Maya occupava le zone del Messico orientale, la penisola dello Yucatan, il Belize, alcune zone del Guatemala, dell’Honduras e del Salvador. Quest’area è molto particolare dal punto di vista climatico e topografico in quanto va da fitte foreste pluviali ad aree di pianura eppure questo popolo riuscì a creare un grande impero con enormi città-stato. L’area dei Maya comprende numerosi siti nei quali possiamo ammirare a tutt’oggi i resti ineffabili di questa popolazione che come le altre popolazioni precolombiane aveva un’arte nel costruire che lascia perplessi per la straordinaria precisione. Gli storici tendono a dividere la storia dei Maya in tre periodi:
Dei Maya si parla tanto: bravi astronomi, bravi costruttori e ci sono teorie diverse anche sulla loro scomparsa. Tra le città Maya più importanti ricordiamo nella penisola dello Yucatan Chichén Itzà che era molto probabilmente un tempio (con una fonte) dedicato a Kukulcan (o Kukumatz), ovvero IL SERPENTE PIUMATO, colui che gli Aztechi chiamavano Quetzalcoatl. Il Serpente piumato non è proprio un dio, come si sostiene. Egli era, secondo le popolazioni precolombiane, il portatore della civiltà, un uomo saggio con una lunga barba bianca che da Aztlan (che letteralmente significa la terra degli aironi), isola da cui secondo una leggenda provenivano gli Aztechi, portò la cultura e la civiltà in America Centrale. In Messico ricordiamo Palenque, nota per la sua arte e le sue sculture che hanno affinità con quelle egizie. Si sostiene infatti che possa esserci stata una relazione tra la civiltà americana e quella egizia o addirittura, come sostiene Peter Tompkins, che le piramidi di queste due culture siano state costruite dalla medesima civiltà. Uno degli elementi culturali maggiormente rappresentativi della civiltà Maya è il calendario. Invero esistono teorie divergenti a riguardo: alcune fonti parlano di due calendari: lo Ttzolkin, vale a dire il calendario sacro, e lo Haab, cioè il calendario civile; altre fonti, di contro, menzionano anche un terzo calendario, il Tun, volto ai calcoli lunghi. Il Tun sembra che venga inserito nel calendario civile, cioè sembra che sia un sinonimo per definire il calendario civile: l’uso di calcoli lunghi, infatti, si può fare solo con un calendario "lungo" che è appunto quello civile.
Lo Tzolkin sembra invece un calendario di carattere divinatorio e rituale, diviso in 13 mesi di 20 giorni l’uno, per un totale di 260 giorni. In questo calendario c’è il concetto di giorno (kin) ed esistono due tipi di grandezze superiori al giorno ma non paragonabili né alla nostra settimana né al nostro mese. Esiste comunque un nome per definire il mese nel calendario Tzolkin: uinik. I Maya avevano un certo atteggiamento nei confronti dei giorni e delle cifre: li vedevano sotto un aspetto divino. C’erano giorni considerati fausti ed altri considerati infausti. Di riflesso alcune decisioni pregnanti venivano prese esclusivamente in determinati giorni. Il secondo calendario, lo Haab, era invece di 360 giorni più 5.
Lo haab corrispondeva all’anno solare. I Maya erano a conoscenza del fatto che l’anno solare fosse di 365, 242 giorni e decisero di correggere questo errore, così crearono questo calendario dividendolo in 18 periodi (pop) ognuno di 20 giorni che andavano da 0 a 19. L’ultimo giorno di un mese (contrassegnato dal numero 0) era il primo giorno del mese successivo. Alla fine dei 18 periodi ne veniva aggiunto un altro, composto solo di 5 giorni. Questo periodo era denominato uayeb ed era considerato nefasto. Come abbiamo potuto constatare anteriormente, i Maya conoscevano lo zero. Questo popolo calcolava con un sistema vigesimale, cioè in base 20. Dopo un periodo in cui usarono i geroglifici, i Maya adottarono un sistema di numerazione punto e linea. I punti segnavano i numeri dall’1 al 4, mentre la linea corrispondeva al 5. Lo zero veniva rappresentato con un simbolo a forma di occhio. Il loro sistema era additivo ma anche posizionale, dunque i Maya erano abili nello scrivere numeri di ogni valore. Tra i glifi ritrovati e tradotti ve ne è uno che esprime la fuoriuscita del sangue. I Maya erano soliti fare dei sacrifici cruenti che riguardavano precipuamente re e sacerdoti che dovevano evolversi ed avere in visione il Serpente sacro ed erano soliti praticare anche degli autosacrifici. L’autosacrificio era diverso per gli uomini e le donne: gli uomini dovevano perforarsi il pene con spine o oggetti aguzzi di ossidiana e dovevano inserire nei fori praticati degli steli di paglia; le donne, per converso, dovevano perforarsi la lingua e le labbra. Il rito cagionava uno stato di trance, dovuto anche all’utilizzo di determinate sostanze. La trance a sua volta declinava nella visione del Serpente sacro.
I Maya credevano che il sangue fosse un mezzo per creare un collegamento tra mondo superiore e mondo inferiore, era cioè una chiave per arrivare al divino. Il sangue e l’acqua venivano considerati le basi della vita. Alcuni elementi iconografici utilizzati per indicare il sangue coniugano la presenza di questo elemento con la rappresentazione delle perle. I Maya sotto l’aspetto religioso e spirituale adoravano nello Yucatan un cosiddetto Essere Supremo, creatore del cielo e della terra (paragonabile forse al nostro Dio) chiamato Haunab Ku, ed altre divinità, tra cui:
Nel 1517 Hernandez de Cordoba sbarcò nello Yucatan e questo suo sbarco fu esiziale per le popolazioni autoctone. Lui e gli altri invasori ebbero il loro primo impatto con costruzioni in pietra. Dopo la conquista spagnola la cultura Maya iniziò a manifestare i suoi primi segni di decadenza. All’interno dello Yucatan ci furono i primi scontri con le popolazioni indigene che inflissero perdite agli europei, tra cui la morte dello stesso Hernandez de Cordoba. Altri europei continuarono le loro azioni feroci in quelle aree. Nel 1562 il Vescovo Diego de Landa continuò in nome di Dio l’evangelizzazione e la distruzione etnica tramite omicidi, torture e distruzioni di tutto ciò che si poteva tramandare. Fu così che morirono queste civiltà ma è vero anche che tuttora la fine dei Maya rappresenta un mistero perché alcuni sostengono che i Maya in realtà si siano trasferiti in un’altra dimensione. Gli unici libri Maya che sono giunti fino a noi sono stati: il Codice Dresda, il Codice di Madrid, il Codice Grolier e il Codice di Parigi (i Codici portano i nomi delle città in cui sono conservati) e "Relacionas de las cosas de Yucatan" che è un saggio in cui Diego de Landa espone la cultura e il pensiero dei Maya nel periodo della conquista, fornendo spunti per l’interpretazione dei glifi e del calendario. Oggi gli unici discendenti originali dei Maya sono i Lacandoni. Per due secoli e mezzo i quattrocento Lacandoni hanno vissuto nella giungla del Chiapas ma oggi con i moderni mezzi di comunicazione si stanno inserendo nella cultura occidentale. Così la cultura Maya perisce di nuovo.
I Lacandoni che attualmente vivono nella foresta del Chiapas a sud del Messico venerano rovine di monumenti costruiti dai Maya dell’epoca classica. Secondo le credenze di questi discendenti quelle rovine erano costruzioni realizzate da esseri soprannaturali che loro chiamano k’hu, cioè dei. Sono cioè le case degli dei ma il nostro occhio, secondo le loro credenze, non è in grado di vederle in tutta la loro bellezza e vede solo pietre.
Oltre a venerare rovine di antichi edifici, i Lacandoni venerano anche grandi rocce in riva ai laghi e per comunicare con gli dei si servono di incensieri di terracotta. Queste usanze religiose sono le medesime utilizzate dagli antichi Maya. Durante alcuni riti religiosi i Lacandoni dipingono il viso, la tunica e l’incensiere con l’oriana, vale a dire una sostanza rosso sangue estratta dall’orellana, per richiamare i sacrifici umani praticati dagli antichi Maya nell’epoca post-classica. Come spiegato anche precedentemente, i Maya ritenevano che il sangue fosse un collegamento con il soprannaturale. Gli stessi Lacandoni asseriscono che “Il sangue degli uomini è l’oriana degli dei”: gli dei, secondo queste credenze, si diletterebbero all’odore del sangue umano. I Lacandoni portano con sé una forte credenza ereditata dagli antichi Maya, cioè quella della fine del mondo o più precisamente della fine di questo mondo, di questo tempo. Secondo i Maya ci sono state cinque ere cosmiche: 1) era dell’acqua 2) era dell’aria 3) era del fuoco 4) era della terra 5) era dell’oro Ad ogni era corrisponderebbe una civiltà. Queste ere, con le sue civiltà corrispondenti, sarebbero terminate tutte con dei cataclismi, perché la terra subisce periodicamente degli spostamenti dell’asse del pianeta. Noi ci troveremmo nell’età dell’oro (ma in realtà a proposito di queste ere vi sono teorie molto divergenti) governata dal famoso Quetzalcoatl e questa nostra era, secondo il calendario Maya, terminerebbe tra il 21 e il 23 dicembre 2012. Secondo il ricercatore Maurice Coterell la profezia relativa alla fine nella nostra era deriva da un calcolo della prossima inversione del campo magnetico terrestre, prevista proprio per il 2012. Per quell’anno è previsto un avvicinamento di Venere alla Terra e ciò cagionerà un cambio vibrazionale. L’era in cui viviamo è detta anche era dei pesci e sarà seguita dall’era dell’acquario. I Lacandoni sostengono che la fine del mondo inizierà con un’eclissi di sole che getterà la loro foresta in un buio totale. Molti Lacandoni si sono convertiti al Cristianesimo proprio perché sanno che il giorno ultimo (il xutan) sta arrivando e in quel giorno desiderano andare in cielo con Gesù. Desiderano salvarsi. “SO CHE è VICINO IL GIORNO ULTIMO, QUANDO GLI DEI CONCLUDERANNO QUESTO CICLO DEL MONDO (…) MIO NONNO DICEVA CHE ERA ANCORA LONTANO, MIO PADRE CHE NON ERA ANCORA VICINO. MA A ME GLI DEI LO HANNO DETTO: IL XUTAN STA PER VENIRE”.
Invero altre fonti sostengono che in quella data, sempre secondo i Maya, ci sarà sì un cambiamento, ma il genere umano continuerà ad esistere: le immagini catastrofiche descritte dall’Apocalisse (termine che significa nient’altro che rivelazione) non sarebbero altro che le proiezioni delle nostre paure, perché l’era attuale è caratterizzata dalla paura. Alcuni studiosi affermano che la prima civiltà, quella corrispondente all’era dell’acqua, era Atlantide, che proprio dall’acqua fu distrutta. Si sostiene che Atlantide sia sprofondata a causa di uno spostamento dell’asse terrestre circa 10.500 anni fa. Platone, nel Crizia e nel Timeo parla proprio di Atlantide, un’isola che si sarebbe trovata oltre le colonne d’Ercole (ma invero ci sono teorie divergenti su dove fosse localizzata). Partendo dai dialoghi di Platone, Marco Stefanelli, adattando un saggio di Marco di Nunzio, sostiene che si può presupporre che l’attuale America fu anticamente colonizzata dal popolo atlantideo, che era un popolo più evoluto di noi. è strano infatti che un popolo come i Maya, che non aveva molti anni di civilizzazione, raggiunse un così alto grado di evoluzione fino a costruire edifici sorprendenti. Lo stesso vale per gli Inca e per le altre civiltà precolombiane. Si può notare che le opere più maestose e misteriose come la Sfinge, le Piramidi, le statue dell’Isola di Pasqua ecc. hanno tutte una certa attinenza strutturale e ci si chiede se siano state create dai supersiti di Atlantide o addirittura se le abbiano create gli extraterrestri. Qualcuno ritiene che la stessa Atlantide possa essere stata creata dagli extraterrestri. Molti autori suggeriscono invece che gli extraterrestri abbiano fornito agli egizi e ai Maya il sistema per costruire le piramidi. Le piramidi infatti possiedono poteri particolari, ad esempio fanno vetrificare le uova … ma c’è dell’altro! I Maya avevano conoscenze superiori, ad esempio sapevano che la forma delle cose influisce sull’energia, sapevano che vi sono lunghezze d’onda che viaggiano tra gli esseri umani e che quindi vediamo la realtà materiale solo perché la guardiamo con occhi materialistici. Ciò è solo una minima parte dei misteri che avvolgono la civiltà Maya: non si sa né da dove siano venuti né dove siano finiti. Forse è vero che si sono trasferiti in un’altra dimensione …! PegasoPegaso (mitologia)Pegaso è una figura della mitologia greca. È il più famoso dei cavalli alati. Secondo il mito, nacque dal terreno bagnato dal sangue versato quando Perseo tagliò il collo della Medusa. Secondo un'altra versione, Pegaso sarebbe balzato direttamente fuori dal collo tagliato della Medusa, insieme a Crisaore. Pegaso viene inizialmente utilizzato da Zeus per trasportare le folgori fino all'Olimpo. Successivamente viene cavalcato da Bellerofonte, che se ne serve come cavalcatura per uccidere la Chimera. Dopo la morte dell'eroe, avvenuta per essere caduto da Pegaso, il cavallo alato ritorna tra gli dei. Nella famosa gara di canto tra le Muse e le Pieridi, Pegaso aveva colpito con uno zoccolo il monte Elicona, che si era ingigantito fino a minacciare il cielo dopo aver udito il celestiale canto delle dee. Dal punto colpito dallo zoccolo di Pegaso nacque una sorgente, chiamata Ippocrene, o "sorgente del cavallo". Nello stesso modo, Pegaso fece scaturire una sorgente a Trezene. Terminate le sue imprese, Pegaso prende il volo verso la parte più alta del cielo e si trasforma in una nube di stelle scintillanti che hanno formato una costellazione. Sotto il nome di Pegaso sono comprese numerose figure mitologiche minori, tutte deformazioni del Pegaso greco. Nella letteratura latina, Plinio descrive come Pegasi degli uccelli dell'Etiopia con teste di cavallo. Sempre Plinio descrive sotto lo stesso nome un cavallo dotato di ali e corna. Per Giulio Solino e Pomponio Mela sarebbe invece un uccello con orecchie di cavallo. In generale, ogni figura, mitologica o araldica, corrispondente ad un cavallo alato viene chiamata Pegaso. L'idea di un cavallo alato è molto antica e proviene dall'Asia Minore. Erbario: Le Erbe MagicheErbario - Le erbe magiche
![]() In questa sezione verranno trattate le erbe in relazione alla pratica magica della Stregoneria. Ogni erba, ogni pianta, oltre le più o meno note proprietà mediche, ne ha altre a livello sottile; in base a queste, erbe e piante vengono scelte ed utilizzate in rituali ed incanti in diverse forme: intere, macinate, sotto forma di incensi e anche come oli... aggiunte alla cera delle candele o infilate in sacchettini di stoffa per diversi usi. L'utilizzo
delle erbe è una delle pratiche al contempo più comuni e più
particolari della stregoneria e anche della magia popolare, con una
storia vecchia di secoli ancora visibile nelle campagne, anche solo
sotto forma di scaramanzia (basti vedere le trecce d'aglio appese nelle
cascine) Le erbe magiche
Corrispondenze delle erbe La tabella contiene le caratteristiche di alcune piante, ma non deve essere considerata esaustiva.
Le erbe magiche
Oli essenziali La tabella, divisa per scopo, ovviamente non deve essere considerata esaustiva.
August, 2007 Erbario: ErboristeriaErbario
Erboristeria Officinale Introduzione Le piante e le erbe, in erboristeria chiamate anche droghe (con questo termine si intende la parte della pianta, corteccia, foglie, fiori, frutti o radici, più ricca dei suoi principi attivi), hanno diversi metodi di utlizzo. In questo spazio ne illustrero' alcuni.
Bisogna
pero' sempre tenere a mente che trattandosi comunque di usi medicinali,
si deve fare molta attenzione a quello che si fa, ed alle erbe che si
usano. Quindi, se siete a digiuno di questa materia, o anche solo poco pratici, evitate esperimenti e domandate consiglio all'erborista da cui vi procurerete il materiale (non raccogliete da soli le piante se non le conoscete bene: andate sul sicuro e compratele). Se poi decidete che questo campo vi piace e vi interessa, rimboccatevi le maniche ed iniziate ad informarvi leggendo e facendo ricerche su quella che e' una delle scienze piu' antiche del mondo. Prima di passare all'uso delle erbe, ci sono un ancora un paio di cose importanti da dire. Uno: anche se vi sentite attratti dai rimedi naturali, date sempre prima retta al vostro medico. Seconda cosa:
la quantita' di erbe utilizzate all'inizio deve essere minima, anche
perche' non tutti reagiscono allo stesso modo, e bisogna fare
attenzione alle eventuali intolleranze e/o allergie del nostro
organismo.
In ultimo si deve anche ricordare che
con le erbe (che non hanno la potenza del medicinale), il risultato
puo' emergere dopo un certo tempo.
Erboristeria Officinale
Metodi di Utilizzo delle erbe e delle piante INFUSO Per fare un esempio semplice e alla portata di tutti, il the e' un infuso.
Le
erbe officinali, in quantita' desiderata, vengono messe in un
recipiente adatto, come una teiera o una tazza, vi si versa sopra
l'acqua bollente, si mescola leggermente e si lascia riposare per circa
10 - 15 minuti. L'infuso è indicato per parti della pianta tenere, quali fiori e foglie. DECOTTO Si prepara mettendo le erbe in acqua fredda e portando all'ebollizione, il tutto coperto. Eventuali dolcificanti devono essere aggiunti quando si spegne il fuoco. TISANA La
tisana è una preparazione con una bassa percentuale di droga.
Mentre nel decotto se ne utilizza 3 - 5 %, nella tisana se ne usa MACERAZIONE
E' un metodo di infusione a freddo che serve per preservare i principi attivi che si altererebbero con il calore del bollore.
ENOLITI o Vini Medicinali Sono delle soluzioni ottenute per macerazione delle erbe nel vino. Le erbe devono essere spezzettate se nella forma di fiori o foglie, pestate se nella forma di radice. Una
volta che le erbe sono state aggiunte al vino, si pone il tutto in un
luogo a temperatura costante e al buio per circa 10 - 15 giorni, poi si
filtra. Usando invece l'aceto di vino rosso, si possono preparare aceti aromatici adatti a condire insalate. OLEOLITI o UNGUENTI - Uso Esterno In questo preparato si usa l'olio, che puo' essere di oliva extravergine, mais o soia
Erbe e Olio.
Questi preparati sono adatti solo per massaggi. IMPACCO - Uso Esterno Si usa del tessuto, cotone o garza, imbevuto in un infuso o un decotto, che viene poi applicato sulla parte interessata. CATAPLASMA - Uso Esterno Si ottiene mescolando polveri di erbe ed acqua (fredda o calda), fino ad ottenere una pasta densa e omogenea, che viene poi raccolta in una tela e applicata sulla parte malata. POMATE - Uso Esterno Si preparano con vaselina e/o lanolina mescolate con succhi o estratti di erbe. SUFFUMIGI - Uso Esterno
Uno
dei piu' vecchi rimedi contro il raffreddore. Si tratta di inalazioni
di vapore, a cui si aggiungono i principi benefici delle erbe messe
nell'acqua bollente. Il loro effetto e' decongestionante, balsamico e
disinfettante. Poi
ci si mette un'asciugamano aperto in testa, a mo' di tenda, e ci si
china sul recipiente a respirare il vapore per 15/10 minuti.
Erboristeria Officinale
Tempi di raccolta delle erbe e delle piante Premessa:
Prima cosa da tenere presente quando si vogliono raccogliere erbe o piante e' l'inquinamento, ormai dilagante... evitate quindi i dintorni delle strade, i corsi d'acqua inquinati (ovvero ormai quasi tutti, a meno che non siate in alta montagna) e le zone coltivate, dove possono essere stati usati pesticidi, fertilizzanti non naturali e altri prodotti chimici. Poi si deve calcolare il "tempo balsamico ", ovvero il momento in cui la pianta è più ricca dei suoi principi attivi. Esempio: le erbe aromatiche, come la Salvia, la Menta, l'Origano, il Timo, e in genere tutte quelle piante ricche di oli essenziali, devono essere raccolte prima della fioritura; questo perche', per attirare gli insetti impollinatori, questi oli vengono concentrati nel fiore a discapito della parte fogliare e vengono asportati con il polline. Ogni parte della pianta ha il suo tempo balsamico... Corteccia: Radici: Gemme: Fiori: Foglie: Frutti: Semi: Oltre questo, controllate che le erbe siano asciutte (niente pioggia o rugiada, potrebbero comprometterne l'utilizzo, facendole deteriorare rapidamente) e controllate anche di essere nella fase lunare adatta alla pianta/erba che volete cogliere... Non mischiate le piante tra di loro, e trasportatele in recipienti grandi con una buona areazione. Occhio alle piante urticanti!!! ATTENZIONE: ricordate che moltissime erbe medicinali assomigliano ad erbe velenose, quindi occorre profonda conoscenza nel raccoglierle. Se non l'avete, andate in erboristeria!!!
Per far seccare le erbe
Le
radici, le altre parti sotterranee della pianta ed i frutti possono
essere anche essicati esponendoli al calore del sole dopo averli
tagliati o spaccati per il lungo e infilati con uno spago in lunghe
collane, poi appese. Per conservarle Per queste operazioni e' consigliato il mortaio, preferibilmente in pietra, porcellana o vetro. Quelli in legno sono meno adatti in quanto difficili da pulire dopo l'uso, mentre quelli in metallo sono sconsigliati perche' le sostanze delle droghe potrebbero combinarsi con il metallo, corrompendosi. La scorta delle droghe frantumate e pronte per l'uso deve corrispondere, al più, alla quantità occorrente per una settimana, poichè la droga sminuzzata perde velocemente i suoi principi attivi. Erboristeria Officinale
Amuleti e TalismaniAmuleti e Talismani
![]() Amuleto: etimologia incerta; forse deriva dal latino amulìtu(m), derivante a sua volta dal termine "amoliri", allontanare. Talismano: Dal persiano "tilisma¯n" (pl. di tilism), e questo dal greco "télesma" 'rito (religioso)'
L'amuleto e' solitamente o un oggetto semplice, naturale (es. una
pietra) o un manufatto "artificiale" (es. un ciondolo a
forma di quadrifoglio); Ecco alcuni esempi di oggetti considerati dei classici amuleti: Coccinella (vera o sotto forma di monile) Una coccinella, se vola vicino o si posa addosso, porta fortuna e denaro (se non viene scacciata o infastidita). Per lo stesso motivo si indossano monili con la sua forma.
Portafortuna d'eccellenza, molto diffuso nell'Italia meridionale. Protegge dal malocchio, dalle invidie e dai tiri mancini. Quello classico e' rosso e dovrebbe essere fatto a mano.
Se appeso alla parete, o da qualche altra parte, deve avere le estremità rivolte verso l'alto. Toccarlo porta fortuna e soldi. Non deve essere nuovo, ma perso dal quadrupede. Si dice che se proviene dagli zoccoli posteriori, porti sfortuna: "Ferru davanti a casa va avanti, ferru d'arréri a casa va d'arréri" (Pitrè)
Per la longevità, la salute e la fertilità.
Mano (monile)
Ce ne sono con diverse posizioni delle dita:
Contro il malocchio. Viene anche considerato efficace nel prevenire in particolare gli incidenti.
sotto forma di braccialetto, con chiusura d'oro, tiene lontane le malattie.
Aiuta a trasformare i sogni in realtà.
E' il portafortuna per eccellenza. Trovarne uno indica che la buona sorte e' dalla propria parte.
una ruota di carretto come "ornamento" casalingo aiuta a far girare la sorte all'occorrenza. Se tutto va bene, non si deve toccarla: se le cose vanno male, farla girare aiuta il cambiamento.
Altro "oggetto" considerato un grande portafortuna. Pietre e CristalliPietre e Cristalli
![]() Le pietre e i cristalli, possiedono un fascino tutto loro. Da sempre l'uomo ne' e' rimasto incantato, e con il tempo, ha imparato ad apprezzarle anche oltre il puro lato estetico. Con l'avvento delle scienze moderne, questo utilizzo e' andato sempre piu' scemando, venendo relegato nel mito e nella leggenda... se non direttamente nella superstizione. Ma nella pratica dell'Arte, le particolari qualita' delle gemme, prezioso dono della natura, non sono mai state dimenticate, ne' ignorate. Certo non tutti vi ricorrono, ma la loro importanza in magia e stregoneria e' sempre riconosciuta. Possono essere utilizzate da sole, in forma grezza o lavorata, come amuleti e talismani, incastonate o libere, e per molteplici scopi, che vanno dalla meditazione, alla purificazione, alla protezione. Chi le conosce, sa che molto spesso sono loro stesse a scegliere noi, per simpatia o per necessita' nostre inconscie. Per cui se ne state oservando una, e ve ne sentite attratti... non pensateci troppo sopra, e (se e' in vendita ovviamente) portatela via con voi. Per ultimo, permettetemi due note: 1) E' consigliato purificare periodicamente le pietre, per eliminare le possibili negativita' accumulate, e per aiutarle a rigenerare le proprie qualita' ed energie. 2) Perche' siano veramente efficaci, e' sempre meglio che siano a
contatto con la pelle. Se decidete di farle incastonare, tenetelo
a mente.
Pietre e Cristalli - Purificazione
Ci sono diversi metodi per purificare le pietre, alcuni specifici, altri utilizzabili generalmente con qualsiasi tipologia di pietra. Normalmente le pietre andrebbero purificate periodicamente, in modo da 'ripulirle' dalla negativita' e dalle impurita' che hanno raccolto nel tempo e con l'uso. Altrettanto di consueto si dovrebbero 'pulire' le pietre appena acquistate, in modo che siano libere da ogni precedente influenza.
Premetto subito che e' sconsigliato mettere le pietre a contatto con il sale: per quanto questo sia un ottimo mezzo di puriicazione, risulta deleterio per l'integrita' della vostra pietra o cristallo. Il sale infatti puo' infiltrarsi nelle microfratture della pietra, rovinandola o rompendola. Precisato cio, passiamo agli altri metodi.
Ponete le vostre pietre sotto l'acqua corrente per diversi minuti,
lasciando che questa scivoli via portandosi dietro tutte le impurita'.
L'ideale sarebbe farlo in un ruscello o un torrente' cosa pero' non
sempre fattibile per molti.
In giardino, se l'avete, o altrimenti in un vaso, seppellite la vostra pietra e lasciatela scaricare per alcuni giorni. Al termine, lavatela, asciugatela e riponetela al suo posto.
Questo metodo va bene per la 'pulizia' periodica. Esponete la vostra
pietra alla luce solare, avendo cura di metterla in un luogo dove
nessuno la possa toccare, e lasciatela li' tutto il giorno. Al tramonto
ritiratela.
Purificazione con i quattro elementi Questo rituale e' particolarmente adatto se la purificazione avviene per la prima volta. Sul vostro altare, fisso o provvisorio che sia, ponete a nord della
terra fresca (puo' essere in un contenitore o direttamente una pianta
in vaso). A est mettete dell'incenso, a sud una candela e a ovest
l'acqua, nella coppa magari. Quando siete pronti, prendete la pietra e mettetela nella terra,
fino a coprirla. Mentre e' sepolta, esponete il vostro intento. Dopo qualche minuto ritirate la pietra e passatela piu' volte nel
fumo dell'incenso, in senso antiorario. Ora passate la pietra sulla fiamma della candela, e ancora ripetete: Con il Fuoco sii purificata In ultimo, ponete la pietra nell'acqua per qualche minuto, mentre
per l'ultima volta dite: Con l'Acqua
sii purificata
Al termine, ritirate la pietra, asciugatela in un panno nuovo, e
trattenetela tra le vostre mani. A questo punto la pietra e' purificata
e pronta. Se pero' lo ritenete necessario, potete ripetere l'intera
operazione piu' volte di seguito. Tabella descrittiva delle pietre, in ordine alfabetico.
August, 2007 AltareL'altare è uno spazio Sacro. Il vostro spazio sacro.
Può essere di qualsiasi materiale (meglio se naturale), come pietra, legno,
vetro o metallo. La forma non e' importante, basta che abbia una superficie
abbastanza larga perche' possiate appoggiarvi i vostri strumenti. Qui di seguito vediamo brevemente un esempio per la disposizione degli oggetti per un altare secondo la tradizione Wiccan. Altare semplice
Immaginate lo spazio dell'altare suddiviso in tre aree: destra, sinistra e centro. La parte destra e' quella "riservata" al maschile, quindi a tutti gli oggetti corrispondenti, come l'Athame, l'incenso, la bacchetta. La parte sinistra e' quella "riservata" al femminile, quindi a tutti gli oggetti corrispondenti, come la coppa e la campana. La parte centrale e' invece riservata ad entrambi, e li si possono collocare il piatto da offerta, il proprio grimorio/libro delle ombre, e tutti quegli oggetti che non hanno una collocazione precisa. I simboli delle divinita', che possono essere tanto le candele (bianca per la Dea - rossa o nera per il Dio) quanto delle statuette o un altro tipo di immagini, vanno sistemati di conseguenza con le suddivisioni sopra descritte: simbolo della Dea a sinistra, simbolo del Dio a destra. Anche eventuali ulteriori simboli degli elementi seguono lo stesso criterio, sempre in base alle relative corrispondenze. Nota: a seconda delle tradizioni possono esserci delle varianti nella disposizione o presenza di alcuni oggetti. Ad ogni modo non esistono limiti, se non di spazio, a quello che potete
mettere sul vostro altare; potete decorarlo e ornarlo con cio' che piu' vi
aggrada (modificando magari le decorazioni in base al periodo stagionale).
Potete mettere cristalli, piante, fiori, oggetti che vi sono cari, gioielli...
cosa volete, davvero. Prima di pensare di allestirne uno, considerate quindi tutte le eventuali interferenze o fastidi che possono derivarne. Non e' comunque obbligatorio averne uno fisso, magari modello mausoleo: basta poco, anche una mensola nella vostra camera; oppure potete tenere riposti i vostri oggetti e strumenti ed allestire l'altare a seconda dell'occorrenza o dell'occasione. Note pratiche Molti coprono l'altare con un panno; se decidete di fare lo stesso, vi consiglio di fare attenzione ai portacandele e alla cera che ne puo' colare, e di mettere sempre qualcosa di non infiammabile, magari un piattino, sotto qualsiasi oggetto che bruci, con o senza fiamma. Ultima nota per i non praticanti MAI toccare un qualsiasi oggetto su un altare. E' un'enorme mancanza di
rispetto. Gli Strumenti della Stregoneria
L'unico strumento veramente importante ed essenziale, ricordatevi, e' la Strega. Ma ricordatevi un'altra cosa importante... senza la capacita' e la tecnica, se non viene fuori una crosta e' solo un caso... Non basta avere pennelli e colori per fare un quadro. Bisogna saper dipingere. E lo stesso vale in stregoneria. Vediamo comunque alcuni strumenti.
Il pentacolo o pentagramma e' il simbolo che riunisce in se tutti gli elementi, piu' lo spirito. E' una stella a cinque punte, con una rivolta verso l'alto, racchiusa in un cerchio: La stella simboleggia anche l'uomo (se ricordate, l'uomo vitruviano di Leonardo, puo' essere racchiuso perfettamente nel pentacolo), come anche il microcosmo e il macrocosmo.Forse e' uno degli oggetti con il maggiore significato simbolico. Sull'altare (inciso o disegnato su una superfice rigida) viene a volte collocato a rappresentare la Terra, in altre viene usato come offertorio (vi si collocano sopra i doni per gli Dei). Molte streghe lo utilizzano anche come talismano, portandolo addosso sotto forma di ciondolo o monile, altre lo indossano come segno distintivo del loro credo. A differenza di quello che comunemente si pensa, quando e' rovesciato (come fanno certe persone, e sappiamo bene chi) non ha una connotazione negativa, ma simboleggia solo un differente "punto di vista" con la parte materiale a predominare su quella spirituale. In alcune tradizioni e' un simbolo di grado iniziatico.
Athame - Pugnale Non viene mai usato per tagliare, se non le erbe da utilizzare nei rituali. In quel caso viene pero' solitamente adoprato un athame chiaro, dal manico bianco. Uno degli usi per cui a volte viene impiegato, e' per spegnere le candele, dato che molti ritengono fuori luogo ricorrere alla saliva o al soffiarci sopra.
Coppa o calice E' un oggetto collegato alla Dea e all'elemento Acqua. Può essere di differenti materiali, metallo o vetro, ma alcuni la preferiscono in argento, dato che questo e' il metallo della Dea. Viene usata per il vino, o le bevande nei banchetti cerimoniali, come contenitore dell'acqua sull'altare e nei rituali di fertilita' e propiziazione. Insieme all'Athame viene utilizzata per il Grande Rito.
Bacchetta La bacchetta e' collegata all'elemento Aria, e puo' essere utilizzata per differenti operazioni. Puo' venire usata per dirigere l'energia o tracciare il cerchio. Tradizionalmente e' lunga dal gomito alle dita della mano (ma ve ne sono di tutte le misure) ed e' costruita con il legno di alberi particolari, quali il nocciolo, la quercia, il sambuco, il sorbo. Alcuni, pochi per la verita', la utilizzano anche nelle operazioni di ricerca e la rabdomanzia. La bacchetta puo' venire poi decorata come meglio aggrada, con cristalli, pietre, nastri o incisioni. Diverse streghe ne posseggono piu' di una.
Incensiere o turibolo L’incensiere rappresenta l’elemento dell’Aria, ma anche l'elemento Fuoco. Viene usato per bruciarvi l'incenso, e si differenzia in forma e materiale, anche a seconda del tipo di incenso utilizzato (grani o bastoncini).Si utilizza sull'altare, o anche semplicemente per la divinazione o la meditazione, in base all'uso dell'incenso stesso.
Scopa di saggina Si, la scopa c'e' davvero. Ma non serve per volare. Tradizionalmente e' la classica "granata" con il manico in legno e la saggina per spazzare. Il suo scopo e' quello di "pulire" dalle energie negative lo spazio sacro dove ci si appresta ad operare. Il suo simbolismo e' anche legato alla fertilita'. infatti nei matrimoni pagani, gli sposi usano saltare dall'altra parte del manico, per propiziare un'unione feconda.
Campana Le campane, o campanellini, nei rituali vengono usate per dare inizio o per chiudere un operazione. Anche questo è un simbolo della Dea e quindi come la coppa il suo materiale e' in argento. E' anche connessa all'elemento Aria.
Calderone E' il simbolo della Dea e dell'elemento Acqua. Tradizionalmente dovrebbe essere in metallo (ferro), con un'apertura piu' stretta rispetto alla circonferenza del corpo e con tre gambe (o poggiato su di un treppiede staccato). Si usa nella cucina rituale, o anche per accendervi fuochi all'interno, o per contenervi acqua ed erbe. Il suo simbolismo e' legato all'aspetto materno/fecondo della Dea, e nella tradizione celtica e' legato alla Dea Cerridwen (si pronuncia Kerridwen) e al suo calderone della saggezza.
Fasi lunari secondo le streghe - Le ore PlanetarieLe Fasi Lunari secondo le Streghe
La Luna. Fiumi d'inchiostro e di lacrime si sono sprecati, in secoli e secoli, per decantare questo pallido, argenteo lume notturno. Anche le leggende e i proverbi fioritivi intorno sono innumerevoli in tutte le culture. Ed anche noi vi prestiamo molta attenzione, piu' di molti altri. Perche' la stregoneria, come culto e pratica, e' indissolubilmente legata alla Luna. Bisogna sempre fare attenzione al momento che si sceglie per operare un rituale. Anche questo ha la sua influenza, in base alla fase lunare relazionata allo scopo che si vuole ottenere. Se ad esempio si vuole ricorrere ad un rituale di propiziazione, si attendera' la fase crescente o la luna piena. Al contrario, non si operera' per quello scopo nella fase calante, o in luna nuova, dato che questa predispone all'allontanamento e alla decrescita di qualcosa...
Piena
Calante
Nuova
Le Ore Planetarie
Normalmente, in una giornata, noi abbiamo 24 ore di 60 minuti l'una, tutte sempre uguali, ogni giorno: non consideratele troppo. Qui si parla di un differente tipo di ora. Le ore planetarie sono determinati periodi di tempo all'interno di un giorno
che ricadono sotto l'influenza dei pianeti. Questa suddivisione fa si' che l'inizio e la durata di ogni ora planetaria sia diversa da un giorno all'altro, in quanto, come detto sopra, il calcolo si effettua in base al sorgere e tramontare del sole, due momenti che variano ogni giorno per tutto l'anno. Come si fa a calcolarle Prima di tutto bisogna conoscere l'ora dell'alba e quella del tramonto
(relativa al luogo dove ci si trova) per il giorno desiderato (alla pagina 573
del televideo si puo' trovare l'orario dell'alba e del tramonto del sole e
della luna per la giornata in corso). Come si stabilisce il pianeta relativo all'ora Ogni giorno della settimana è collegato ad un pianeta: la domenica e'
dedicata al Sole, il lunedì alla Luna, il martedì a Marte, ecc. Le ore planetarie hanno inoltre un preciso ordine di successione: Quindi, prendendo in esame la domenica, come prima ora (quella che parte dall'alba) avremo quella del Sole, poi verra' quella di Venere, poi quella di Mercurio e cosi' via seguendo l'ordine fissato fino ad arrivare alla prima ora del giorno successivo (sempre collegata al pianeta giornaliero).
Tabella Ore Planetarie della Notte
Tabella Ore Planetarie del Giorno
Calendari Pagani
Calendario Arboreo Celtico Questo primo calendario, quello celtico degli alberi, e' basato sull' Ogham, antico alfabeto degli alberi in cui ogni pianta corrispondeva ad una lettera. Questo calendario ha avuto diverse interpretazioni, in cui variano i nomi di alcuni mesi.
In questo calendario i mesi sono divisi in periodi di 12 giorni circa, ognuno posto sotto l'influenza di una particolare runa.
La settimana nella tradizione nordica
Corrispondenze dei giorni della settimana nella tradizione nordica.
Giorni Lunari
Il mese lunare di 28 giorni, in questo calendario viene diviso in piu' periodi di circa 2 giorni l'uno, dedicati ad una divinita' femminile particolare. Il giorno mancante e' invece dedicato al volto oscuro della luna (novilunio) e alla Dea mascherata, che anche se presente e' invisibile.
Corrispondenze - Candele e coloriCosa sono le corrispondenze
Un esempio? Queste, in maniera molto succinta, sono le corrispondenze. Sono una parte della "tecnica" dell'Arte, sono basi a cui si deve fare riferimento quando si opera un rituale o un incantesimo. Sono un fondamento tramandato nel tempo. Sono importanti. Non dimenticatelo mai. Ho associato a questa pagina il capitolo sugli elementi, poiche le corrispondenze di questi sono le piu' riassuntive e le piu' utilizzate.
Gli
Elementi
Fuoco, Acqua, Terra e Aria. Sono i 4 elementi che compongono quello che noi chiamiamo Natura. Sono quello a cui noi facciamo riferimento, e che ci aiuta, quando operiamo determinati rituali. Sono basi da conoscere prima di mettersi a praticare, sia in virtu' di un risultato migliore, sia perche' non e' mai bene mettersi a fare qualcosa in maniera approssimativa, senza un minimo di conoscenza. Inserisco qui una tabella riassuntiva dei 4 Elementi, e delle loro corrispondenze piu' strette.
Fuoco Il Fuoco e' l'elemento che corrisponde all'aspetto maschile Punto Cardinale: Sud
Acqua L'Acqua e' l'elemento che corrisponde all'aspetto femminile Punto Cardinale: Ovest
Terra La Terra e' l'elemento che corrisponde all'aspetto femminile Punto Cardinale: Nord
Aria Punto Cardinale: Est
Colori e candele
Ho unito i due argomenti poiche'
ritengo siano strettamente correlati. Ma andiamo con ordine... Tutti sappiamo cosa siano le
candele. Le candele sono simboli, sono strumenti, sono mezzi che utilizziamo nei rituali e nelle celebrazioni, con un preciso significato, in stretta correlazione con i colori. Passiamo ad analizzare la candela in se. La candela simboleggia e rappresenta l'elemento fuoco, ma in base al colore
di cui e' costituita, il suo significato puo' variare, e non di poco. Allora, a cosa servono alla fine? Ma non e' finita qui. Oltre appunto a dar fuoco allo stoppino, come dicevamo prima, vi sono altre cose che si possono fare con le candele. Avete mai sentito parlare di vestizione? Se si, bene, se no, ve lo spiego. La vestizione (si puo' anche chiamare caricamento) e' l'unzione delle candele con olio o con essenze, ovviamente non scelte a caso. Questo consiste nella scelta dell'olio o essenza in base allo scopo, e nell'ungere secondo precisi movimenti la candela che deve venire utilizzata. Esistono due tipologie di vestizione, anch'esse differenziate in base allo
scopo. Oltre alla vestizione, poi, e' anche possibile incidere sulla candela segni e simboli in relazione al rituale e/o allo scopo dello stesso. Ovviamente questa e' una descrizione succinta. Come al solito invito ad
esplorare testi e siti per aumentare la panoramica di conoscenze in merito. Premessa- Libro delle ombrePremessa ![]() In questa sezione sono presentati testi, tabelle e spiegazioni generali riguardanti la pratica nella Stregoneria. Per chi si avvicina a questa via, ricordo che si tratta di nozioni importanti, da conoscere e da comprendere, ma da mettere in pratica solo e quando si e' pronti a farlo, e in piena coscienza di cio' che si compie. E soprattutto (non offendetevi, ma preferisco ribadire l'ovvio, specie a chi viene qui per motivi differenti) non sono giochi, passatempi o metodi per farsi belli davanti agli amici. La magia non è il nucleo essenziale della stregoneria, bensi' un aspetto di un rapporto personale con il divino, che è l'essenza di questa religione. Il Grimorio, o Libro delle Ombre
Il grimorio, o libro delle ombre, questo sconosciuto. Prima di tutto, una precisazione: il termine libro delle ombre (Book of Shadows in inglese) viene introdotto
da Gardner (fondatore della Wicca) ed e' quindi un termine tutto sommato
"recente", e da alcuni considerato "d'importazione". Per chi segue la Vecchia Religione, c'e' anche una piccola polemica in merito all'appartenenza alla tradizione di un libro scritto (che si chiamasse grimorio o libro delle ombre o cos'altro) della strega. Questo perche' nei tempi bui, nel medioevo, a parte l'alta percentuale di analfabetismo, sarebbe stato rischioso lasciare tracce scritte di qualcosa che poteva portare al rogo. Comunque, tornando ai nostri libri, tutto sommato si tratta di due definizioni diverse per lo stesso oggetto, ovvero in parole povere per il "diario di viaggio" della strega. In esso vengono scritti i riti, gli incantesimi, le corrispondenze, le erbe, le pietre che vengono adoperate. E tutto cio' che viene creato (canti, invocazioni, formule). Una nota: nella Wicca, oltre il libro delle ombre, esiste anche un libro specchio. Questo viene usato specificatamente come diario personale del percorso religioso, dove annotare pensieri, sensazioni, errori e successi del proprio cammino, mentre la parte relativa alla pratica magica viene riportata solo sul libro delle ombre. In pratica e' come dividere il diario in due libri differenti... Bisogna comunque dire che molti wiccan ne utilizzano solo uno (il libro delle ombre) in cui mettere tutto quanto insieme. In questi tempi e' comunque piu' facile sentire parlare di libro delle ombre che di grimori, piu' che altro perche' la Wicca tra le tradizioni pagane e' quella maggiormente in vista al momento attuale (con tutti i pro e contro che ne sono derivati), sia in rete, che sui media o tra i libri. Un certo telefilm, poi, ha portato il libro delle ombre a diventare famosissimo... Ad ogni modo, e' mia opinione che sia che si usi il termine italiano, Grimorio, o quello "internazionale" di Libro delle Ombre, l'oggetto in questione non muti il suo significato.
Questa e' tra le domande piu' gettonate, specialmente da chi si e' appena avvicinato (e spesso per i motivi sbagliati, mi spiace doverlo dire) alla Stregoneria o alla Wicca. E la risposta scontata e': non si trova in giro e non si compra bello e
fatto... Potete acquistare il supporto, che puo' essere tanto un quaderno che un diario pergamenato, ma non ne potete acquistare i contenuti. Questo per un semplice motivo: i contenuti sono la vostra esperienza. Non quella di qualcun altro. Non esiste nemmeno un libro delle ombre (e nemmeno un grimorio) "universale", un libro sacro, da cui tutti traggono conoscenza. Non esiste per i motivi sopra citati. L'esperienza della strega e' unica, e unico sara' il suo modo di riportarla per scritto... fino alla sua morte, quando sara' lei a decidere se passare il suo libro a qualcuno, oppure distruggerlo. Per le congreghe e' lievemente differente, nel senso che ogni congrega puo' (non obbligatoriamente) avere un proprio testo di gruppo, accessibile solo ai suoi membri, che contiene la propria tradizione e l'esperienza comune. Valevole comunque solo per quella congrega. Come e' fatto un possibile libro o grimorio? Come lo volete voi. Che scrittura usare? Alcuni scrivono normalmente, altri utilizzano "l'alfabeto delle streghe" in modo che sia decifrabile solo da determinate persone, altri ancora usano alfabeti personali. Attenzione pero'... o avete fatto pratica, o sara' una cosa molto lenta sia da scrivere, che da leggere. Tenetene quindi conto. Con cosa scrivere? Stilografica, pennino, piuma d'oca, semplice biro? Al vostro gusto ed alla
vostra manualita' la risposta. Ricordatevi solo di scegliere anche in base alla carta di cui sono fatte le
vostre pagine. |
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