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March, 2007 Teschio di cristalloIl Teschio di Cristallo
Già nell'antichità al cristallo venivano riconosciute proprietà spirituali; questo stesso minerale affascinò anche le culture antiche: i greci lo chiamavano Crystallos, o “ghiaccio chiaro”. In Egitto, fin dal 4000 a.C., le fronti dei defunti venivano adornate con un “terzo occhio” di quarzo cristallino per permettere all’anima di vedere la strada per l’eternità. Tradizionalmente, il materiale preferito da veggenti e sensitivi per le loro sfere è il cristallo di rocca purissimo. L’oggetto più straordinario che si conosca, composto da questo materiale, è il cosiddetto Teschio di Cristallo scoperto da Mitchell-Hodges, la cui origine è variamente attribuita: Atzechi, Maya o addirittura ai mitici abitanti di Atlantide. Anche il suo rinvenimento fu molto controverso ed è stato al centro di diversi dibattiti: secondo certe fonti, fu trovato nel 1927 da una diciassettenne, Anna, figlia adottiva dell’avventuriero e vagabondo F.A. Mitchell-Hodges, mentre scavava fra le rovine di Lubaantun, la “Città delle pietre cadute”, nelle giungle dell’Honduras britannico.
Dopo tre anni di scavi nell’antico sito archeologico Maya, Anna portò alla luce il teschio di cristallo di rocca, a grandezza naturale, che giaceva fra le macerie di un altare e di un muro attiguo; una mandibola appartenente allo stesso manufatto venne ritrovata a circa otto metri di distanza tre mesi dopo.
La squadra di Mitchell-Hodges eseguì estesi scavi nella zona e diede un enorme contributo al nostro attuale patrimonio di reperti e conoscenze sulla civiltà precolombiana del Nuovo Mondo. Mitchell-Hodges era anche noto come un fervente assertore della veridicità della leggenda di Atlantide; fu anzi in primo luogo la convinzione che fosse possibile confermare l’esistenza di una connessione fra le civiltà di Atlantide e dei Maya a spingerlo a sfidare le giungle dell’America centrale. Il cristallo di rocca, purtroppo, non può essere datato con i sistemi convenzionali; tuttavia i laboratori Hewlett-Packard, che studiarono il misterioso cranio, hanno stimato che il suo completamento avrebbe richiesto un minimo di trecento anni di lavoro a una serie di artigiani dotati, inoltre, di enorme talento. In termini di durezza questo tipo di cristallo è solo leggermente inferiore al diamante. Perché questo pezzo di pietra, tra l’altro non originario del posto, era considerato di un tale valore che il popolo che lo lavorò - quale che fosse - impiegò più di tre secoli per levigarlo pazientemente? Il mistero del teschio di cristallo si infittì ancor di più quando fu ritrovata la parte inferiore e quando, unendo i due pezzi, si vide che la mandibola si articolava col resto del teschio, creando l’effetto di un cranio umano che apre e chiude la bocca. è possibile che il teschio fosse manovrato in tal modo dai sacerdoti del tempio e che fosse usato come oracolo e strumento di divinazione. Si racconta che il lobo frontale del teschio a volte si appanni, acquistando una tinta lattiginosa; altre volte esso emette un’aura spettrale simile all’alone della luna: queste manifestazioni potrebbero essere il frutto di una fantasia sovreccitata, oppure stimolata dal potere intrinseco del cranio stesso. Di fatto coloro che hanno avuto contatti prolungati nel tempo col teschio riferiscono di esperienze sensoriali inquietanti che comprendono suoni ed odori eterei, fino ad arrivare all’apparizione di spettri ... L’impatto visivo del teschio è, sicuramente, ipnotico anche per uno scettico. Quali che siano le sue proprietà, a ogni modo, non sembra proprio che chi lo possieda venga colpito da maledizioni, anzi: Mitchell-Hodges, che non si staccò dal teschio per più di trenta anni, è scampato a tre accoltellamenti e ad otto ferite d’arma da fuoco! Prima di morire, il 12 giugno 1949, lasciò scritto nel suo testamento che il teschio doveva essere assolutamente consegnato alla figlia adottiva, che lo aveva trovato.
March, 2007 Il cavaliere senza testa
Il Cavaliere senza Testa
C'è una classica novella scritta da Washington Irving che s'intitola La leggenda di Sleepy Hollow in cui il protagonista, un precettore, raggiunge un paesino abitato da coloni olandesi, situato in una remota regione americana. I coloni gli raccomandano di evitare di uscire da casa con l'oscurità, perché lo spettro di un mercenario morto durante la rivoluzione si aggira per le strade in groppa ad un possente stallone nero, ed essendo privo della testa, spiccherà tutte quelle che potrà trovare al suo passaggio!
Ma il precettore, confidando nella razionalità, più che sul folclore popolare, non seguirà il consiglio, rimanendo vittima del misterioso cavaliere! Questo racconto, introduce a pennello la vicenda di cui parleremo in questo numero. Nel 1860, fu ritrovato da un passante il corpo privo di testa di Lakey, uno dei primi coloni che si erano stabiliti nella cittadina di McLeansboro, nell'Illinois (USA). Egli era stato decapitato con la propria scure, che giaceva ancora conficcata nel ceppo accanto al suo cadavere. Nessuno poté mai spiegare l'efferato delitto, né furono trovati i responsabili. Un giorno, due pescatori di passaggio, si trovarono a guadare il torrente proprio vicino alla strada lungo la quale era stato ucciso Lakey. Erano stati a pescare sul fiume Wabash, e già calava la notte: nel momento in cui giunsero sulla strada maestra, si accorsero di essere stati raggiunti da un terzo cavaliere, che montava un cavallo nero. Fu grande l'orrore che provarono quando si accorsero che tale cavaliere era…privo di testa! Ammutoliti dallo spavento, i due uomini spronarono i cavalli lungo la strada, ma si accorsero che il cavaliere, lungi dall'inseguirli, aveva piegato per il torrente, percorrendolo controcorrente. Rimasero a seguirlo con lo sguardo fino a quando, a causa dell'oscurità, lo persero di vista. Dapprima riluttanti a raccontare l'episodio, per paura di essere additati come visionari, i due pescatori non tardarono a scoprire che altre persone avevano avuto la medesima esperienza. Lo spettro a cavallo percorreva, infatti, sempre la solita pista: fu appurato, da numerose testimonianze, che esso si univa agli uomini a cavallo che percorrevano la strada maestra provenendo da est, poi, improvvisamente, svoltava verso il centro del torrente, scomparendo in un bacino d'acqua al di sotto dello sbarramento. Oggi, un ponte di cemento permette alle automobili di passare sopra lo stesso punto dove un tempo veniva guadato quello che fu presto denominato come il "Lakey's Creek", ma nessun automobilista ha sinora avvistato il fantasma di Lakey…ricomparirà prima o poi? Non lo sappiamo, ma forse è lecito pensare che l'avvento delle automobili abbia un po' sconvolto i suoi programmi!
L'olandese VolanteL'Olandese Volante
Tra tutte le leggende marinare nessuna è più inquietante ed allo stesso tempo affascinante di quella dell'Olandese Volante.
La leggenda si basa su una nave realmente esistita, capitanata da un vero lupo di mare, Hendrik Vanderdecker che nell'anno del Signore 1680 fece vela da Amsterdam diretto a Batavia, nelle Indie Olandesi. Per contratto, avrebbe dovuto riportare in patria un carico di merci per conto della compagnia che possedeva la nave, ma Vanderdecker, non senza malizia, aveva stimato di poter acquistare anche altre mercanzie per suo conto, in modo da rivenderle ed arricchirsi senza dover nulla dividere con la compagnia che gli dava lavoro. La nave, secondo la leggenda, fu investita durante la traversata da un formidabile uragano tropicale, ed il capitano tentò ogni possibile manovra per farla procedere. Contro ogni precauzione, il capitano affrontò la tempesta come se si trattasse di una sua sfida personale, anzi, davanti ai suoi ufficiali, giurò che avrebbe sfidato la sorte e doppiato il Capo di Buona Speranza. Ciò provocò il terrore tra i marinai, che ammonirono Vanderdecker per un comportamento che andava contro ogni regola, e che metteva in pericolo la vita di tutti e lo supplicarono, nel nome di Dio, di abbandonare i suoi folli propositi ed attendere il placarsi della tempesta. Nulla, però, poté fermarlo, e la nave, in preda alla furia del mare, fu presto sopraffatta, si spezzò in due tronconi e tutti i suoi occupanti perirono tra i marosi. Per punizione, Vanderdecker fu condannato ad espiare la grave responsabilità della morte di tutto il suo equipaggio governando la sua nave fino al giorno del Giudizio. La leggenda, come si vede, è suggestiva e romantica, ma molti testimoni la prendono davvero sul serio, e giurano che non si tratta, tutto sommato, di una pura e semplice storia da focolare. Nell'anno 1835 il comandante e l'equipaggio di una nave inglese avvistarono, durante un fortunale, un vascello che "…si avvicinava attraverso l'infuriare della tempesta, con tutte le vele spiegate". Il comandante ordinò immediatamente di segnalare la loro presenza, poiché il veliero, a velocità incredibile, si avvicinava alla fiancata, rischiando un rovinoso quanto mortale impatto. Poi, improvvisamente, quando ormai era giunto ad una distanza pericolosamente breve, scomparve nel nulla, lasciando sbigottiti tutti i presenti. Nel 1881, la nave inglese Baccante, un legno di classe mercantile, perse un uomo in mare. Il rapporto ufficiale che fu stilato in merito all'episodio ha dello sconcertante: "Meyers, marinaio, affogato tra i flutti nonostante fosse stato fatto ogni sforzo per porlo in salvo. Caduto in mare dopo aver avvistato un singolare vascello che, sebbene avesse le vele ridotte a brandelli, seguiva la nostra identica rotta fino a portarsi pericolosamente in poppavia." Un altro più "recente" avvistamento dell'Olandese Volante avvenne, a quanto si dice, nel marzo del 1939 sulla spiaggia di Glencairn, in Sudafrica. Il giorno dopo, un giornale locale, riportò la notizia che dozzine di bagnanti avevano osservato la nave e si soffermò sui particolari della visione facendo notare come il vascello avvistato aveva tutte le vele a brandelli e procedeva rapidamente nonostante la completa assenza di venti. Alcuni studiosi, hanno spiegato l'avvistamento collettivo di Glencairn come un miraggio. Ma tuttavia, questa spiegazione non ha suscitato molta convinzione, anche se rientra nel novero delle probabilità, perché sarebbe stato difficile per i bagnanti di Glencairn immaginarsi un veliero del diciassettesimo secolo in maniera così particolareggiata, dal momento che la maggior parte di loro non ne aveva mai visto uno!
March, 2007 WiccaWicca
La WICCA è la più popolare delle religioni neopagane. Il suo principale fondatore Gerald Gardner venne iniziato in una congrega di streghe, secondo quanto lui stesso affermava, nel 1939; nel 1946 fu autorizzato a rivelare alcune delle loro credenze e dei loro rituali, così nel 1949 vide la luce High Magic's Aid ("Compendio di Alta Magia"), dove per la prima volta alcuni elementi del culto delle streghe venivano svelati al pubblico nella forma di un romanzo. Solo nel 1954 con il suo libro Witchcraft Today ("stregoneria oggi") Gardner, presentandosi come un antropologo, affermò l'effettiva esistenza di un culto delle streghe, appoggiato dall'archeologa ed egittologa Margaret Murray che curò l'introduzione del testo. Fece seguito The Meaning of Witchcraft ("il significato della stregoneria") del 1959 (fino al 1951 in Inghilterra era in vigore una legge che vietava la stregoneria). Da quel momento diverse tradizioni si sono evolute a partire dal lavoro di Gardner, altre si sono sviluppate in parallelo, mentre chi è rimasto fedele agli scritti di Gardner viene oggi identificato come appartente alla tradizione gardneriana. DefinizioneSi crede comunemente che il termine Wicca derivi dalla radice indoeuropea wic o weik ("piegare, dar forma"), ma questa affermazione pare errata in base alle attuali conoscenze linguistiche. Sembra che per la parola Gardner usò inizialmente il termine "Wica", risalga all'inglese antico, ed appare unicamente nel Chambers Dictionary of Scots-English, dove le si attribuisce il significato di "saggio". La variazione successiva, da "Wica" a "Wicca", risulta dall'adattamento alla rispettiva antica parola anglosassone che ha il significato di "stregone" (al femminile "Wicce", cioè strega). Nonostante alcuni affermino che "Wicca" tragga origine dal termine witan ("consigliere" o "saggio" in inglese antico), gli studiosi rifiutano questa etimologia in modo unanime. Nell'inglese moderno, wicca e witchcraft ("stregoneria") sono usati in modo spesso intercambiabile, così come accade per i termini wiccan (colui che pratica la Wicca) e witch ("strega"). Questi termini in realtà indicano cose diverse e spesso i wiccan cercano di evitare questa confusione. Mentre "Wicca" indica la religione descritta in questo articolo, il termine witchcraft ("stregoneria") si riferisce invece a un insieme di pratiche occulte che coinvolgono la magia e gli incantesimi. Da questo punto di vista, la stregoneria è un insieme di tecniche che non dipendono da un contesto religioso e che possono essere apprese ed utilizzate da persone che aderiscono a fedi diverse. Quindi può accadere che alcuni wiccan, ma non tutti, pratichino la stregoneria e che qualcuno pratichi la stregoneria pur senza essere un wiccan. In italiano si richiede la stessa cautela quando si usano i termini "Wicca", "wiccan", "strega", etc. StoriaLa storia della Wicca è ancora oggi un argomento molto dibattuto. Gerald Brosseau Gardner (1884-1964), benché non da tutte le congreghe wiccan sia riconosciuto come l'unico, si presenta ad ogni modo come punto di origine e nascita di questa dottrina. Alcuni ritennero che il vero «iniziatore» di Gardner fosse Aleister Crowley, uno dei moderni e più importanti autori di magia rituale, legato all'ordine esoterico della Golden Dawn e successivamente all'Ordo Templi Orientis (OTO). L'affermazione secondo cui Crowley avrebbe scritto, addirittura a pagamento per Gardner, i primi rituali della Wicca, è stata smentita dalle ricerche storiche, in particolare dal Prof. Ronald Hutton, autore di un testo fondamentale di storia della stregoneria e della Wicca, "The Triumph of the Moon", da P. Heselton e infine da Lawrence Sutin, docente alla Hamline university e importante biografo di Crowley. L'unica cosa che sembra risultare fuor di dubbio è che Gardner era iniziato all'OTO (ma era iniziato anche alla massoneria e ad altri ordini esoterici) e che da Crowley per interposta persona ebbe in dono una copia della Clavicola Salomonis, un grimorio rinascimentale, nella traduzione di MacGregor Mathers. Per il resto, come tutti gli esoteristi del XX secolo, Gardner venne influenzato dal genio di Crowley, ma nulla di più. Fu poi Doreen Valiente a epurare molti dei rituali gardneriani dalle sue influenze, non ritenendole consone alla struttura e allo scopo dei rituali. Gardner sostenne con l'appoggio della Murray che la Wicca altro non era che ciò che rimaneva dei culti europei rurali della fertilità, che facevano riferimento ad una Dea Madre e ad un Dio bicorne, e che gli fosse stata insegnata all'interno di una congrega sopravvissuta ai roghi, nella regione della New Forest, guidata da una donna, "la vecchia Dorothy". Più volte l'autore fece riferimento alla “vecchia Dorothy” come se parlasse di una strega ereditaria; in realtà la “vecchia Dorothy” (nome reale Dorothy Clutterbuck Fordham) era in effetti chiamata in tale modo, ma si trattava di una dama colta e ricchissima, il cui coinvolgimento nella stregoneria dato inizialmente per impossibile, dopo le ricerche di Philip Heselton e il ritrovamento di parte dei suoi diari pubblici, è tornato ad essere quantomeno ipotetico. È certo che Gardner venne introdotto alla congrega della New Forest da un personaggio noto come Dafo che ha desiderato mantenere fino all'ultimo l'anonimato, ma che oggi sappiamo essere Edith Rose Wray, con cui Gardner era entrato in contatto attraverso il Teatro Rosacrociano. Sull’attendibilità di Gardner furono eseguite varie ricerche. Tra gli studiosi di allora vi furono: Margot Adler (Drawing Down the Moon, 1979, 1986) e Aidan A. Kelly, in realtà entrambi wiccan. Questi sostenettero che la storia di Gardner fosse totalmente fantastica. Kelly, in particolare, lavorò sui documenti personali di Gardner. Grazie a questi ultimi Aidan mostrò come elementi del “libro delle ombre” (book of shadows) e dei taccuini magici gardneriani, provenissero da opere di Aleister Crowley, della Golden Dawn, della società Teosofica e della Massoneria con derivazioni occasionali da classici della letteratura inglese e dalle opere di Leland e della Murray. L'unica aggiunta sembra fosse lo scourging, una blanda flagellazione rituale, che Kelly attribuisce più alle preferenze sessuali di Gardner che a una presunta tradizione antica. Dopo l'opera di Hutton e quella successiva di Heselton, ricerche minuziose che hanno analizzato tutte le numerosissime ispirazione e suggestioni che Gardner mise insieme. Il giudizio sulla Wicca come esclusiva invenzione di Gardner, è stato anch'esso ridimensionato e inserito in un contesto più critico e che mostra tutta la complessità, e anche la genialità, di un personaggio come Gardner. In sostanza l'ipotesi che risulta più plausibile è che Gardner ricevette davvero un'iniziazione nella Congrega della New Forest, ma che questa iniziazione, più che di una trasmissione di sapere, si trattò di una trasmissione "iniziatica" di potere e di alcune scarne conoscenze orali che Gardner tradusse nel Libro delle Ombre utilizzando le più disparate fonti. Sarebbe errato ritenere che la Wicca contemporanea sia prigioniera del dibattito sulle sue origini, soprattutto perché sono stati proprio gli wiccan i maggiori fautori di questo dibattitto che ancora oggi desta un incredibile interesse. Un esponente della Wicca gardneriana, Ed Fitch, dichiara: «Oggi naturalmente, abbiamo tutti capito che non è importante se la tua tradizione è antica di quarantamila anni o se è stata creata la settimana scorsa». Dal punto di vista dottrinale il valore del politeismo come fermento di libertà e di rifiuto delle gerarchie, si ricollega al carattere effimero della maggioranza dei gruppi wiccan. I paesi dove la Wicca è maggiormente presente sono gli Stati Uniti e l'Inghilterra. Superata una fase iniziale in cui il movimento si è definito soprattutto per le sue profonde distinzioni dal cristianesimo, nei paesi anglosassoni si sono avviate perfino caute esperienze di dialogo con altre religioni, denominazioni cristiane comprese. Si calcola che nell'area anglosassone partecipino al movimento circa centocinquantamila persone, meno di un terzo delle quali hanno ricevuto una formale iniziazione in una congrega o coven. La Wicca accetta in generale il principio del Rede («se non danneggia nessuno, fai ciò che vuoi»), una «legge» che, come riporta Hutton, più che essere di origine antica, è stata creata da Gardner sulla base della «Legge di Thelema (=Volontà)» di Crowley, con l'invito a non danneggiare nessuno; mentre la «Legge del tre» (secondo cui ciò che si fa, nel bene o nel male, per tre volte tornerà indietro), è condivisa solamente da alcune tradizioni, in particolare quelle gardneriane. Non vi è una dottrina unitaria. I rituali presentano importanti variazioni da gruppo a gruppo, anche se riferimenti all'originario Libro delle ombre di Gardner pervadono quasi tutto il movimento generale. Questo rimane essenzialmente fluido e poco organizzato, anche se ha trovato in Internet uno strumento di coordinamento particolarmente adatto ai suoi scopi D'altro canto, il documento del "Concilio delle streghe americane" (1974) dichiara: non ci sentiamo chiamate in causa dai dibattiti sulla storia della Magia o sulle origini e caratteristiche delle diverse tradizioni, ma semplicemente ci importa quale sia il nostro presente e il nostro futuro. CorrentiLa Wicca non è una "religione del libro" (una religione rivelata quali lo sono il cristianesimo, l'ebraismo o l'islam) e non possiede un'ortodossia, inoltre, non esistono chiese ufficiali che raccolgano i wiccan. Alcuni di loro formano gruppi, in inglese chiamati coven (termine che denota una congregazione sancita in modo solenne), ma molti (i "solitari") celebrano i loro riti in solitudine. Alcuni solitari, detti "ecclettici" possono partecipare in qualche comunità wiccan, anche senza far parte di una coven. All'interno della Wicca si distinguono varie correnti:
Sanders istituì uno stile cerimoniale simile a quello proposto da Gardner, ma con una variante operativa meno rigida e rigorosa. Con la corrente Alexandriana (unita all'opera dei coniugi Farrar) si conseguì alla pubblicazione della "Bibbia delle Streghe".
Molte altre si sono sviluppate in seguito e ora le tradizioni ufficiali arrivano ad otto più altre non ufficiali. Infine troviamo i Tradizionalisti. Con questi si identificano diverse correnti wicca. Di maggior rilievo è quella instituita da Robert Cochrane, che fonde culti antecedenti la civiltà celtica con varie connotazioni sciamaniche.
March, 2007 La Spada nella Roccia / Leggende
LA SPADA NELLA ROCCIA Tra le tante leggende quella di Re Artù è sicuramente una delle più affascinanti. Tanti sono i personaggi e le storie che ruotano intorno al Re, nato, secondo la leggenda, grazie ad un incantesimo di Merlino. Il mago permise infatti a Uther Pendragon, re di Britannia, di giacere con la bella Igerna, trasformando i suoi lineamenti in quelli del marito di lei.
Merlino pretese che, in cambio dell'incantesimo, Re Uther gli consegnasse il bambino non appena fosse nato. Al momento della nascita, Merlino reclamò il neonato e lo affidò ad una famiglia per allevarlo. Ma il mago aveva grandi progetti per il piccolo, che infatti, apparentemente per caso divenne Re di Britannia, dopo essere riuscito a estrarre la Spada nella Roccia. Fin qui la leggenda arturiana, ma la leggenda della spada nella roccia si intreccia in maniera decisamente affascinante con la realtà, e per l'esattezza con una realtà tutta italiana. Siamo nella Toscana del XII secolo, poco lontani da Siena, in un paesino chiamato Chiusdino. Qui, nel 1148, nasce Galgano Guidotti. La cavalleria lo affascina al punto che, dopo una prima visione di San Michele, decide di diventare egli stesso un cavaliere, e la sua vita viene segnata da un comportamento libertino e dissoluto. I suoi genitori avevano per lungo tempo atteso l'arrivo di un figlio, tanto da recarsi in pellegrinaggio verso la Basilica di San Michele sul Monte Gargano, in Puglia (da qui forse il nome del santo), ma si abbandonano allo sconforto davanti a tale comportamento. Il destino ha, però, riservato loro una sorpresa.
Si potrebbe pensare ad una variazione della leggenda Arturiana, ma c'è una testimonianza incontestabile: la spada è ancora oggi conficcata nella roccia. La cronologia degli eventi, e delle diverse opere che hanno reso celebre Re Artù, testimoniano come in realtà si potrebbe vedere in Galgano un vero e proprio ispiratore del famoso ciclo Arturiano. Lo stesso nome Galgano pare sia stato mutato in Galvano, uno dei cavalieri della tavola rotonda. Il ciclo Arturiano inoltre risale alla fine del XII secolo, esattamente dopo la morte del santo senese.
March, 2007 Il ChupacabraIl Chupacabra
Il chupacabra o chupacabras (dallo spagnolo succhiatore di capre e da non confondersi con l'uccello chiamato succiacapre) è una ipotetica creatura che secondo gli abitanti del Messico è responsabile della morte misteriosa di animali, specialmente capre, dei quali si nutre ed a cui infligge delle particolari mutilazioni. Il primo avvistamento risalirebbe al 1975 a Porto Rico. Sono stati segnalati avvistamenti e aggressioni in Messico, Guatemala, Ecuador, Costa Rica e coste della Florida. L'esistenza dello chupacabra viene sostenuta nel contesto di diverse teorie del complotto. La posizione ufficiale della scienza è che si tratti di una leggenda o di un mito di origini recenti. Questo essere generalmente non è preso in considerazione dalla criptozoologia in quanto ritenuto più figura mitologica che animale in carne ed ossa. Fisionomia Questo essere sembrerebbe dotato di un'appendice in grado di penetrare nei tessuti e nelle ossa delle vittime iniettando una sostanza che impedisce il rigor mortis (rigidità cadaverica) nelle vittime. Praticando tre fori triangolari all'altezza della vena giugulare e servendosi di quest'ipotetica appendice il chupacabra dissangua la vittima cauterizzando la ferita all'istante, asportando anche organi interni e parti di materiale biologico. Il sangue delle vittime stranamente non coagula. La più frequente descrizione è quella di un essere che si muove con postura eretta ma leggermente curvo, che procede a balzi lasciando impronte a tre polpastrelli, con arti allungati terminanti in tre dita artigliate, viso appuntito e lungo con occhi rossi e allungati, due fori al posto delle narici, piccole orecchie appuntite e presenza di squame anch'esse appuntite come quelle dei coccodrilli sul dorso e sul capo oppure c'è chi dice sia invece ricoperto di peli ispidi e lunghi sul corpo. Queste squame sarebbero fatte vibrare dall'essere e produrrebbero un suono particolare, ascoltato dai testimoni in concomitanza con l'emissione di un odore sgradevole. I recenti ritrovamenti di carogne nell'America Latina (Messico e Cile soprattutto) e la cattura e uccisione in Texas del Caneratto pigmeo o Canerado, meglio noto come Chupacabras, dimostrerebbe l'esistenza di questo essere, che perciò non sarebbe, come finora ipotizzato, solo il frutto di miti, fantasie o leggende. La cosa più curiosa e che attrae maggiormente gli zoologi e i criptozoologi non è solo il suo aspetto, ma il fatto che non si è riusciti ancora a spiegare la rapida diffusione sull'intero suolo americano di questa specie. Ci si chiede se la curiosa creatura dall'aspetto di coyote-wallaby sia stato importato (ciò potrebbe condurrebbe all'istituto libico Bive tecnos), o se sia stato creato attraverso esperimenti di laboratori americani.
March, 2007 Leggende d'orienteLa ragazza con la testa di cavallo
March, 2007 Il quinto Sole
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Stonehenge
Secondo la leggenda, fu il famosissimo mago Merlino ad erigere Stonehenge per servirsene come “osservatorio delle sette porte e delle sette finestre”. Sembra sia riuscito a trasportare fin lì pesanti massi, prelevati in Irlanda dal “posto dove ballano i giganti”, grazie all’aiuto di forze magiche. Oggi si sa che Stonehenge è molto più antico del mago Merlino: è stato realizzato in più fasi e la più antica risale al 2800 a.C. I suoi massi provengono da una cava sulla costa occidentale del Galles, a circa 380 chilometri di distanza di strada carrabile dal luogo in cui fu eretto Stonehenge. Nessuno, infatti, è ancora riuscito a spiegare come uomini dell’età della pietra abbiamo potuto trasportare un carico così grande. |
Esperti geomantici hanno definito questo posto “ombelico geomantico dell’Inghilterra”, poiché effettivamente sorgeva all’incrocio di tre antichissime “vie reali” inglesi: la Harroway, la South Down Ridgeway e la Icknield Way, strade esistenti da prima dell’arrivo dei Romani e che attraversano il paese da Nord a Sud e da Ovest a Est. Alcuni archeologi suppongono che Stonehenge fosse un luogo centrale di culto dove i fedeli affluivano in occasione delle feste durante le quali erano celebrati i misteri. Tali solennità erano presiedute da una dinastia di alti sacerdoti o di arcidruidi, di cui l’ultimo rappresentante pare sia stato appunto il mago Merlino.
Quando l’astronomo Gerard Hawkins analizzò la costruzione dal punto di vista astronomico, scoprì che l’intero complesso non è altro che un gigantesco computer astronomico preistorico, che consentiva ai nostri antenati di fare complicati calcoli celesti (per sapere ad esempio dove si trovavano le stelle fisse, le date più importanti, nel corso dell’anno, della loro posizione rispetto allo Zenith, la posizione della Luna e del Sole); essi avevano escogitato perfino un sofisticato sistema di linee di collegamento fra sassi e tumuli funerari, che consentiva loro di prevedere le eclissi di Sole e Luna.
A giudizio del filosofo e geomante John Mitchell Stonehenge non è solo un tempio del Sole e della Luna, ma è un “Modello dell’Universo”. Nel solstizio d’estate, effettivamente, mettendosi al centro del cerchio di pietre, il sole appare sopra lo “Heelstone” (la pietra del sole, dal celtico heol “sole”), un megalitico collocato fuori dalla costruzione che consente, avanzando lungo l’asse del tempio, di penetrare nel santuario interno. Con questo “ingresso”, forse inteso a quei tempi come “trizio femminile”, avvenivano le “nozze sacre” fra il Cielo e la Terra. Da questa unione nascevano energie che, irradiandosi lungo le ley lines, che sono le vie percorse dalle energie della Terra, giungevano in ogni parte del mondo, rinnovandone la fecondità.
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